«Radici»: il Teatro Giuditta Pasta di Saronno presenta la nuova stagione

In Teatro

Tra grandi interpreti e originali giovani proposte, il direttore artistico Andrea Chiodi racconta la rinascita di un teatro alle porte di Milano, tra grandi nomi della scena e un progetto di formazione per le nuove generazioni

Radici. Questo il titolo scelto per la quarta stagione del Teatro Giuditta Pasta di Saronno. Grazie all’impegno e alla passione del direttore artistico Andrea Chiodi e del Presidente del Cda della Fondazione che gestisce il teatro, Marco Luchetti, il processo di rifioritura del teatro è iniziato già quattro anni fa. Rimettere in sesto i bilanci è stato il primo passo “dopo anni di gestione scellerata, tanto ormai è notizia pubblica, quattro anni fa siamo partiti da attenzione ai budget e dalla richiesta di aiuto agli artisti – ammettono il direttore artistico Chiodi e il presidente Luchetti – le sfide ci piacciono. E ci sembrava giusto dopo le stagioni precedenti come Nuovi Sguardi, Immaginazione e Riflessioni chiamare questa stagione Radici”. Come quelle degli alberi del giardino che circondano il teatro immerso nel verde con il suo bistrot in un luogo liminale, non così lontano da Milano, tanto caro anche a Giovanni Testori. Radici come quelle della storia del teatro greco del V secolo a.C. giunta fino a noi, radici come quelle di un luogo rivalorizzato per volontà di chi ha iniziato a gettare i semi di una rinascita. “Quest’anno – continua Chiodi – abbiamo preparato un cartellone incentrato su tematiche che è necessario, purtroppo anche, indagare, come il potere, la guerra, la famiglia”. Saghe famigliari antiche come quella delle Eumenidi per la regia di Serena Sinigaglia aprirà la stagione a ottobre 2026. Un’indagine a partire da uno sguardo al femminile, quello delle Erinni che si interrogano sul passato. A novembre in scena ci sarà Laura Morante con Insieme, un viaggio all’insegna della fragilità, un racconto di madre e figlia e in mezzo un altro figlio e fratello così come a dicembre La reginetta di Leenane di Martin McDonagh vedrà protagoniste Ambra Angiolini e Ivana Monti dirette da Raphael Tobia Vogel nei panni di Maureen e Mag legate da un rapporto di sottili manipolazioni.

Un inizio di stagione che lascerà il posto anche a storie di figure politiche come nello spettacolo Matteotti. Anatomia di un fascismo, scritto da Stefano Massini con in scena Ottavia Piccolo accompagnata dalla musica dei Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo oppure come nel ritratto di Margherita Sarfatti nello spettacolo omonimo nato da un’idea di Massimo Mattioli e Claudia Coli e scritto da Angela Demattè. Grande attesa inoltre per gennaio 2027 quando in occasione dell’incontro dedicato a Morte accidentale di un anarchico ci sarà la partecipazione di Claudia Pinelli, mentre sempre con l’adattamento e riduzione drammaturgica di Angela Demattè per la regia di Andrea Chiodi andrà in scena il Riccardo III. Una saga politica e famigliare al contempo.

Linee convergenti di una stagione che segue il ciclo della vita, dalle radici alla morte come lo spettacolo de I gordi che chiuderà parte della stagione, Sulla morte senza esagerare. Nove gli spettacoli di grande prosa, sei quelli di teatro contemporaneo, cinque gli eventi di danza contemporanea in collaborazione con Fondazione Egri. In mezzo non mancheranno show di comici e stand up.

Una grande scommessa vinta è stata quella di portare alle porte di Milano compagnie come Babilonia Teatro ben accolte dal pubblico cittadino di Saronno non sempre avvezzo in passato al teatro se così si può definire più di ricerca. The End ritorna ad aprile a quasi chiusura cartellone dopo quindici anni dal suo debutto. Una riflessione sulla vecchiaia, la vulnerabilità.Una metafora di vita, un testimone che si passa. Dai semi di chi fonda qualcosa a chi potrà, si spera, continuare a coltivare un giorno cultura e bellezza.

Per questo grande impegno è profuso nell’offrire opportunità di formazione e camp di qualità a giovani e studenti dei licei coinvolti anche in progetti culturali e di rivalorizzazione del territorio attraverso prassi teatrali. Perché radici è anche e soprattutto educare per poter far fiorire.

Si innesta così l’esperienza di Chiodi che laureato in Giurisprudenza con una tesi sul teatro greco elaborata sotto la guida della nota storica di diritto Eva Cantarella ha incontrato sulla sua strada nella formazione teatrale Piera degli Esposti, un giovane che circondato da eccezionali guide ora trasmette il suo sapere agli studenti non solo attraverso le sue regie, non solo alla direzione artistica di un teatro, in fondo, alle porte di Milano, ma anche impegnandosi per avvicinarli direttamente al mondo del teatro. Quel teatro d’arte per tutti di vecchia memoria fondato allora da due giovani poco più che ventenni incontratisi, leggenda narra, alla fermata di un tram, Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Insieme diedero inizio alla grande avventura del primo teatro stabile in Italia, il Piccolo Teatro che ha fatto e continua a fare scuola come modello di ispirazione e ha saputo nel corso della storia farsi spazio ben oltre le linee di confini territoriali.

Un esempio da emulare e vivo nella direzione artistica di chi guida un teatro dalla storia internazionale vocata e intitolata a una donna che ha rivoluzionato il mondo della lirica, Giuditta Pasta; un luogo che vuole dare spazio alle giovani leve della lirica con l’ambizione di creare un festival musicale e nel frattempo di gettare i semi per avvicinare anche i cittadini milanesi a questo spazio moderno adatto ad accogliere spettacoli di teatro contemporaneo e di danza. Accadeva decenni fa, accade di nuovo ora.