Per non dimenticare: Non dimenticarmi. Ferruccio Ascari in Piazza Fontana.

In Arte

Lo scorso 12 dicembre, nel 56° anniversario dell’attentato perpetrato dal gruppo terroristico nero Ordine Nuovo alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, ha inaugurato “Non Dimenticarmi”, installazione permanente realizzata dall’artista Ferruccio Ascari in piazza Fontana e donata al Comune di Milano lo scorso maggio. . La bomba posta nel salone centrale uccise 17 persone e ne ferì gravemente 88. L’opera “Non dimenticarmi” è stata realizzata per ricordare i morti di piazza Fontana e con loro le altre vittime, 136 in tutto, delle stragi di matrice neofascista. Per non dimenticare.

Dopo un lungo e travagliato iter, iniziato sei anni or sono nel 50° anniversario della strage di Piazza Fontana, ha finalmente trovato dimora nella sua sede naturale l’installazione Non Dimenticarmi, concepita da Ferruccio Ascari per fare memoria non soltanto sulla strage avvenuta nella stessa piazza nel 1969, ma anche per ricordare tutte le vittime degli attentati terroristici ai danni della collettività che si sono susseguiti nel nostro Paese dal 1969 al 1980 e che hanno dato sostanza nel loro insieme alla formulazione del concetto di strategia della tensione.

Inaugurata il 12 dicembre, in occasione dell’anniversario dell’attentato neofascista che ha ucciso 17 persone per mezzo dell’esplosione di una bomba, l’installazione è stata donata dall’artista, e dal comitato che si è costituito spontaneamente per realizzarla, alla città di Milano perché non rimuova la propria storia, fatta anche di lacerazioni e ferite violente che non debbono essere rimosse ma funzionare da monito di ordine etico, civile e politico. Ascari propone un lavoro anti-monumentale di grandissima efficacia proprio per la discrezione con cui si inerisce nella cornice del paesaggio urbano, contrassegnando il prato accanto alla lapide dedicata all’anarchico Pinelli con una serie di steli in metallo alti e sottili dalla cui sommità pende una campana a vento. Ha costellato lo spazio, senza occuparlo veramente, così come fanno gli alberi dal fusto esile, con grande poesia, leggerezza e una semplicità linguistica quasi minimalista, se non fosse per quel quid organico conferito all’opera dalla scelta di far collaborare la ruggine che rende visibile la reattività del metallo, mai inerte.

L’artista trascrive sulle basi, costituite da piastre metalliche poggiate a terra, le date e i luoghi in cui sono avvenute le stragi, mentre ogni campana a vento ospita il nome di una delle vittime, evocandole attraverso l’unica realtà che rimane di quelle vite spezzate. Non si celebrano qui dunque uomini illustri ma 136 persone qualsiasi che hanno pagato il prezzo della Storia. Pronunciarne il nome sembra costituire un rituale che le riporta almeno simbolicamente in vita. Ascari, artista che presenta nel suo insieme un’opera particolarmente intrigante e ricca di diverse sfaccettature, in questo caso assume la posizione di suggeritore per la memoria collettiva. E mai come ora si sente il bisogno di essere richiamati alla responsabilità dei fatti che in un passato non troppo lontano hanno contribuito a delineare la configurazione della situazione attuale, fatti che sono stati prevalentemente dimenticati, insabbiati, distorti, manipolati…


Tutte le immagini: Ferruccio Ascari, Non Dimenticarmi, ferro, ca. L 50 x P 3,5 x H 5 metri, 2025. Installazione ambientale permanente in memoria delle vittime delle ’Stragi di Stato’: 1969, Milano Piazza Fontana; 1970, Treno Freccia del Sud; 1972, Peteano; 1973, Questura di Milano; 1974, Treno Italicus; 1974, Brescia, Piazza della Loggia; 1976, Brescia Piazzale Arnaldo; 1980, Stazione di Bologna. Alle 136 vittime di tali stragi s’aggiunge Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico che nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969 fu precipitato da una finestra sita al quarto piano della Questura di Milano.

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