Passeggiate letterarie in montagna (e non solo)

In Letteratura, Weekend

Sulle orme degli scrittori, lungo le traiettorie degli immaginari: torna a Cortina la stagione delle passeggiate letterarie nei luoghi in cui si incontrarono i grandi della letteratura degli ultimi centocinquant’anni. È il contraltare in movimento de “Una montagna di libri”, il festival che vuole far tornare la montagna crocevia di idee, sulle Dolomiti. Qualche anteprima dal programma.

C’era una volta la dolce vita alpina, quando alle pendici delle Dolomiti una piccola città diventava crocevia di incontri, storie, vacanze rubate, fughe alla ricerca della quiete e rifugio di decompressione.
È la fine dell’Ottocento quando camminare sotto a pareti di roccia ancora intonse, non conosciute da mani umane né ascese a corda doppia, diventa un modo di stare nella natura: lo racconta Paul Grohmann, nello storico Wanderungen in den Dolomiten, che oggi viene ripubblicato, dopo un secolo e mezzo, a cura di Luigi Tassi, e offre una storia di prime esplorazioni e nascita dell’alpinismo.
Da quel momento, l’invenzione della montagna come luogo di connessione di vite e di immaginari ha fatto molta strada.

A Cortina D’Ampezzo, da qualche anno, l’abitudine di ripercorrere quei sentieri, quei paesaggi, quegli affacci che hanno costituito la quinta di racconti, poesie, trasfigurazioni letterarie (e, naturalmente, film e fotografie) è diventata una consuetudine che ha un suo palinsesto speciale. Il programma delle passeggiate letterarie fa da contrappunto estivo alla stagione del festival Una montagna di libri, giunto alla sua trentaquattresima edizione, andando ad ingrossare i capitoli di un vivace museo diffuso della letteratura delle Dolomiti.

Il lago di Montale, la salita alla montagna di Buzzati, le passeggiatine di Montanelli e Berto, la dolce vita, Cortina come palestra di scrittura per Hemingway, Forster e Bellow: sei gli itinerari proposti per questa stagione in percorsi di due, tre, quattro ore, accompagnati e raccontati dagli scrittori di questo tempo che saranno protagonisti dei pomeriggi e delle serate del festival (quaranta appuntamenti di narrativa e di saggistica a partire dall’11 luglio).

La pace, le parole che stiamo tradendo, i classici che continuano a parlarci, una maratona di lettura (con l’integrale de Lo straniero di Camus), gli autori in finale nei grandi premi letterari (lo Strega, ma anche il Campiello), l’impegno degli intellettuali ucraini e la ricerca della felicità: queste alcune delle linee che guideranno il programma del festival.
Tutto in un arco di tempo che si estende, tra luglio e agosto, a partire dalla premio Nobel Oleksandra Matviichuk, fino alla chiusura con Emmanuel Carrère (e una coda, a inizio settembre, con Artem Chapeye). 

Quanta vita ha attraversato le montagne? E quanto la letteratura è ancora in grado di costruire piani di confronto, e legami, attraverso la parola? In che modo il nostro immaginario è rimasto impigliato nelle proiezioni che i pittori hanno fermato sulle loro tele? Vittorio Sgarbi lo racconta nel suo nuovo saggio, Il cielo più vicino (e ne parlerà a Cortina giovedì 13 agosto): Dolomiti come baricentro di culture.

Non è casuale, quindi, la scelta della madrina del Festival: sabato 11 luglio sarà Oleksandra Matviichuk premio Nobel per la pace 2022, insignita del premio Sacharov dal parlamento europeo, a tenere a battesimo la nuova edizione, con un intervento intitolato Una pace giusta.



Tutti siamo per la pace: il vero problema non è il cosa, ma il come: come si arriva a una pace? attraverso un abuso, un’estorsione o il riconoscimento di una responsabilità? Direttamente da Kiev, una lezione sull’importanza di ciascuno nella costruzione del futuro comune.

Tre gli appuntamenti dedicati alla magia dei classici: il 31 luglio sarà Emanuele Trevi a confessare perché ama Philipp Dick, mentre sabato 1 agosto Alessandro Piperno spiegherà definitivamente perché Jane Austen non è un’autrice per signorine. L’uscita dei nuovi Meridiani dedicati permette di far tornare Piperno anche sulle orme di Truman Capote, giovedì 6 agosto: un incontro che (dalla storica intervista di Capote a Marlon Brando) farà ragionare del perché giornalismo e letteratura, quando sono fatti bene, vestono lo stesso vestito. 

A ciò che sta succedendo in America vari incontri sono dedicati: da Francesco Costa a Mario Del Pero (autore de Buio americano, pubblicato per Il Mulino). 

Tra il Palazzo delle Poste, l’Alexander Girardi Hall, il Grand Hotel Savoia e il Museo Paleontologico Zardini il programma vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Manuel Vilas (Se non ho nessuno accanto il mondo si fa tenebra, pubblicato da Guanda), Ilaria Maria Sala, (con il saggio Flower Power, storie politiche di fiori e giardini), Giovanni Montanaro (Il fuoco di Venezia, Marsilio), Eleonora Marangoni (L’imperdibile, Adelphi), Marina Valensise (Un cuore greco, Neri Pozza).

Il 5 agosto Eliana Liotta e Michela Matteoli saranno le protagoniste della lezione La mente radiosa (dall’omonimo saggio pubblicato per Sonzogno), mentre il 14 agosto il punto sull’intelligenza artificiale sarà tracciato da Alessandro Aresu e Christian Rocca.

A Emmanuel Carrère, e al suo Kolchoz, romanzo familiare e di congedo dai riti materni, pubblicato da Adelphi è dedicata il 23 agosto la chiusura della stagione.

E la coda del 6 di settembre, riflessione civica, e civile di Artem Chapeye e del suo La gente normale non va in giro armata (Altrecose) porta a chiusura il cerchio immaginato da Francesco Chiamulera, che della rassegna è il responsabile da diciassette stagioni: “Essere un baricentro nel cuore dell’Europa, non sottrarsi ai temi del nostro tempo, dare un luogo alle storie”.

Il programma completo andrà online dal 2 luglio nel sito www.unamontagnadilibri.it