Da Paolo Fresu a Nate Smith il jazz dilaga in città

In Musica

Il consueto appuntamento di JazzMi con la metropoli lombarda è entrato nel vivo e decine di artisti e gruppi si esibiscono sera dopo sera dividendosi tra i numerosi locali piccoli e grandi sparsi per i quartieri cittadini. Una mappa degli eventi da oggi all’8 novembre

Iniziato il 19 ottobre JazzMi, festival diffuso dedicato al genere (nell’accezione più ampia e anticoncezionale possibile), ha invaso pacificamente la città e la occuperà di note fino all’8 novembre. 

Più di sessanta location certificano come JazzMi cerchi di andare verso il pubblico, lavorando oltre il concetto delle star in concerto (che comunque non mancano) per diffondere suoni e visioni musicali che possano essere da stimolo per il presente e il futuro della musica tutta.

Paolo Fresu Quintet

L’idea del festival “aperto” nasce fin dalle origini nel 2016. «Il jazz è una musica che racconta ancora la contemporaneità» spiega Luciano Linzi, storico direttore artistico della rassegna assieme a Titti Santini, un passato da discografico “popolare”, ma da sempre innamorato di jazz «perché  usa la musica pop per improvvisare e per comunicare con altri pubblici. E da queste contaminazioni escono cose molto interessanti e vive, e sono quelle che proponiamo».

«Un buon esempio di quello che cerchiamo e cioè artisti giovani e aperti al nuovo» aggiunge Linzi «sono il batterista americano Domi e il tastierista francese JD Beck. Giovani, divertenti e divertiti che collaborano con mostri sacri (Herbie Hanckock, Anderson Paak, Ariana Grande, Bruno Mars) e che da poco insieme hanno pubblicato il secondo album You Asked. Purtroppo per questa edizione di Jazz Mi non siamo riusciti ad averli con noi. Speriamo di averli presto. Fra i concerti previsti invece sono molto felice di avere nel nostro cartellone Nate Smith, che suonerà l’1 novembre alla Triennale. Lo straordinario batterista è un altro esempio di come il jazz vada oltre il genere e sposi nuovi suoni e prospettive. Rap, suoni afro, contemporary R&B. Sarà un live notevole».

Ibrahim Maalouf

Il festival dunque spazia e rende omaggi anche al jazz più classico: basti pensare alla serata dedicata alla colonna sonora di Ascensore per il patibolo (film di Louis Malle del 1958) che Miles Davis improvvisò guardando scorrere le immagini della pellicola a Parigi. A riproporre questo capolavoro il 29 ottobre al Teatro Lirico Giorgio Gaber sarà il quintetto storico di Paolo Fresu, che eseguirà la partitura (con qualche nuovo elemento compositivo) in sincrono con il film, riproiettato per l’occasione.  

Fra le tante proposte della rassegna segnaliamo  “a grappolo” nomi come Richard Bona, Judith Hill, Isaiah Collier, Gaetano Liguori, Enrico Intra, Peter Cincotti, Dee Dee Bridgewater, Ibrahim Maalouf, China Moses, i Take 6. Ci saranno poi serate speciali dedicate al songbook di grandi artisti, come per esempio quella di sabato 31 ottobre dedicata alle canzoni di Joni Mitchell. Oppure la chitarra senza tempo di Bill Frisell sabato 7 novembre in Triennale o, ancora, la nuova prova dei Calibro 35, che domenica 8 novembre sempre alla Triennale sfideranno Los Angeles e i suoi tòpoi rappresentati da James Elroy, scrittore noir che i Calibro omaggiano anche nel loro nuovo disco in uscita a breve. 

The songs of Joni Mitchell

Ma il jazz a Milano ha un pubblico diverso da quello delle altre forme musicali?
«Diciamo che Milano ha un pubblico più disponibile al nuovo – conclude Linzi – e quindi sperimentare qui è più facile che altrove. E’ anche per questo che abbiamo pensato a JazzMi come a un festival internazionale, diffuso sulla falsariga di quello che succede in città come Londra. Cerchiamo di andare anche nei locali giovani, e vediamo che la città reagisce bene».

Le date e le location? Divertitevi a cercarle sfogliando il ricchissimo programma.
Il Jazz – nella sua accezione più ampia – è vivo e lotta insieme a noi.

In copertina Nate Smith (foto @ ogata)