Il giorno in cui nella Rivoluzione tutto cambiò. Colin Jones, “La caduta di Robespierre”

In Letteratura

Ventiquattr’ore nella Parigi della Rivoluzione: nel giorno più eccezionale di tanti giorni eccezionali. È il 27 luglio 1794: Colin Jones, tra i massimi studiosi mondiali della Rivoluzione francese, racconta in presa diretta, con un reportage storico, le voci e gli eventi, le decisioni e la logica della catena che portò alla fine di Maximilien de Robespierre. E giunge a una conclusione divergente rispetto alle tesi correnti: nega che i nemici di Robespierre si proponessero di fermare la rivoluzione e pone l’accento, soprattutto, sul ruolo decisivo svolto dal popolo parigino. È “La caduta di Robespierre” di Colin Jones, pubblicata da Neri Pozza.

Il 27 luglio 1794, ossia il 9 Termidoro dell’anno II del calendario rivoluzionario, cade Maximilien de Robespierre; improvvisamente, contro ogni ragionevole aspettativa, uno degli uomini più straordinari e carismatici della Rivoluzione Francese viene arrestato e giustiziato.
La sua morte determina la fine del governo del ‘terrore’.
Gli storici di solito lo considerano una sorta di colpo di stato parlamentare condotto dagli oppositori di Robespierre, che si nascondevano tra suoi stessi alleati di potere.
Tesi de La caduta di Robespierre di Colin Jones (pubblicato da Neri Pozza) è che il 9 Termidoro non è solo il frutto delle manovre o congiure all’interno della Convenzione contro l’Incorruttibile, come veniva chiamato Robespierre, ma è anche la conseguenza dell’azione condotta da quello stesso popolo di Parigi che a partire dal 1789 si era fatto protagonista delle azioni più clamorose che avevano dato una svolta decisiva alla politica di tutta la nazione. A cominciare, appunto, dalla presa della Bastiglia, in cui il popolo tutto prese d’assalto la prigione di stato, che era anche un deposito d’armi. Col loro intervento i parigini costrinsero il sovrano ad accettare la nascita di una sola Assemblea Nazionale e permisero lo sviluppo di una monarchia costituzionale, fondata sui principi della storica Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino, promulgata il 26 agosto.
Dopo il fallimento e il tradimento di Luigi XVI, fu ancora una rivolta parigina a portarlo a essere processato da una nuova assemblea, la Convenzione Nazionale, eletta a suffragio universale maschile, e a farlo condannare a morte nel gennaio 1793.


È proprio con la journée del 10 agosto che ha inizio il nuovo calendario rivoluzionario e si conferma il popolo parigino come un protagonista politico della nuova repubblica. Gruppi sociali che fino ad allora erano stati esclusi o mantenuti ai margini, diventano soggetti decisivi nel quadro di un ‘movimento popolare’ che si esprime non solo scendendo in armi in piazza, ma anche attraverso l’impegno politico e ideologico nel campo dello spazio democratico. Questo comprendeva giornali e pamphlets, riunioni pubbliche e manifestazioni, associazioni e club politici, comitati e assemblee delle quarantotto sezioni in cui sin dal 1790 era stato diviso il comune di Parigi. Predominanti erano quelli che venivano chiamati sanculotti, i popolani che non avevano mai portato le coulottes, i pantaloni a mezza gamba dei ceti privilegiati, ma si mettevano i pantaloni lunghi dei lavoratori.
La Francia è in pericolo, minacciata dall’attacco delle potenze straniere, dalla rivolta federalistica e dall’insurrezione contadina in Vandea, occorrono misure estreme per fronteggiarle. La Convenzione costituisce un Comitato di salute pubblica, composto di dodici deputati con poteri pressoché dittatoriali per affrontare gli attacchi esterni e interni, comincia il periodo del ‘terrore’, il cui esponente principale è Robespierre.
Insieme alla Guerra esterna e alla repressione interna, il Comitato di salute pubblica si impegna a favorire determinate riforme in materia politica, sociale, economica per assicurarsi l’appoggio non solo dei sanculotti parigini, ma anche di tutte le classi popolari del paese.
Sgominati i nemici alle frontiere tra il 1793 e il 1794, sembra che tutto proceda magnificamente per l’Incorruttibile. Ma il terrore aveva terrorizzato molti, le riforme sociali avevano spaventato la borghesia e anche il popolo parigino , cioè le 48 sezioni insorsero contro di lui, che fino a quel momento era stato il suo paladino.
Solo il giorno dopo, il 9 termidoro il resto della Francia verrà a sapere della caduta di Robespierre.
Colin Jones nel suo appassionante saggio segue minuto per minuto, rione per rione, le vicende che hanno scatenato l’ira della folla. Registra certo le notizie che circolano, ma soprattutto segue le voci, i pettegolezzi, le emozioni, gli ordini e i decreti, gli uomini e le donne, i cavalli, le pistole, le picche e i cannoni mentre si muovevano all’interno della città.
Come scrive l’autore nella parte introduttiva,

Osservate da vicino, le cose appaiono ben diverse da come le si giudica da lontano… Le crisi rivoluzionarie si compongono di episodi infinitamente piccoli che costituiscono la base d’appoggio di tutti gli avvenimenti. In generale, ci sono molti aspetti che stupiscono l’osservatore. Quasi tutti non solo risultano imprevedibili, ma rientrano nella categoria delle cose che nessun uomo avveduto potrebbe ritenere possibili.

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