Luciano Fabro, pensatore di materia

In Arte

Un’ispirazione che nasce dalla materia e dalla sua capacità suggestiva. Un grande lavorio intellettuale che dà vita a un ambiente costruito appositamente dall’ artista per veicolare…

Un’ispirazione che nasce dalla materia e dalla sua capacità suggestiva. Un grande lavorio intellettuale che dà vita a un ambiente costruito appositamente dall’ artista per veicolare una riflessione sull’arte. Un visitatore che si trova ad essere il testimone impreparato di percezioni anomale. Elementi a cui è stata sottratta la loro originaria naturalità per diventare la fonte di possibilità espressive radicalmente nuove. Sono questi gli aspetti che fanno della mostra dedicata a Luciano Fabro (1936-2007), presso gli spazi della Galleria Christian Stein, un percorso complesso, difficile ma di grande ricchezza.

Luciano Fabro, Nord, Sud, Est, Ovest, giocano a Shanghai, 1989-­94. Courtesy Archivio Luciano e Carla Fabroe Galleria Christian Stein. Foto Agostino Osio.
Luciano Fabro, Nord, Sud, Est, Ovest, giocano a Shanghai, 1989-­94. Courtesy Archivio Luciano e Carla Fabro e Galleria Christian Stein, Milano. Foto Agostino Osio

La posta in gioco è alta, si tratta della volontà di sintetizzare in un unico percorso la poetica di uno tra i maggiori artisti italiani del secondo dopoguerra. Uno sculture la cui sperimentazione passa dallo studio materico sugli elementi all’analisi del comportamento di un oggetto nello spazio, ma che in tutto questo non rinuncia mai alla pretesa di offrire una propria proposta di significato del gesto artistico. Fabro é un artista, un filosofo, un politico. Vuole parlare di tutto, vuole dire il più possibile e nel modo più immediato e sintetico. Le sue opere sono dense, pesanti e in questo loro essere così si danno come maestose. Nessuna scultura passa con innocenza sotto lo sguardo del visitatore. Ogni singolo pezzo esposto si impone come importante, irrinunciabile, essenziale. Ogni scultura è satura di significati. Una potenza che però non va a compromettere l’organizzazione logica della forma, la leggerezza della struttura compositiva, l’armoniosità dello spazio sotteso.

Il percorso espositivo si suddivide in due tappe. Presso gli storici spazi di Corso Monforte, l’allestimento mette in scena la prima parte della produzione artistica di Fabro ricalcando la sua primissima mostra presso la galleria Vismara di Milano nel 1965. Una fase in cui lo scultore pensa e definisce la sua poetica, la sua progettualità in campo artistico.Citando le parole dell’artista: «Il mio problema non è rendere estetico un materiale altrimenti amorfo, ma rendere evidente al massimo il dialogo con quel tale materiale». Un esperienza estetica che non si risolve dunque nell’oggetto, ma nella relazione.

Luciano Fabro, Coreografia (Habitat), 1975. Courtesy Archivio Luciano e Carla Fabroe Galleria Christian Stein, Milano. Foto Agostino Osio.
Luciano Fabro, Coreografia (Habitat), 1975. Courtesy Archivio Luciano e Carla Fabro e Galleria Christian Stein, Milano. Foto Agostino Osio

La seconda parte si sviluppa presso le grandi sale della sede della Stein di Pero in cui vengono proposti i grandi capolavori di Fabro. Nord, Sud, Est, Ovest, giocano a Shanghai, Io rappresento l’ingombro dell’oggetto nella vanità dell’ideologia; Dal pieno al vuoto senza soluzione di continuità; Coreografia; Attaccapanni cinque sensi e Piedi rappresentano le vette della sua produzione artistica. Ne traluce uno scultore che non ha mai rinunciato a sperimentare, a cercare una materia nuova, un diversa narrazione. Seta, piombo, alluminio, marmo, bronzo, ferro si compongono in un intenso gioco di risonanze.

Una mostra che nel suo complesso lascia la soddisfazione di aver conosciuto un grande pensatore della materia: uno scultore che ha fatto dell’arte un nuovo piano di conoscenza.

 

Luciano Fabro, Galleria Christian Stein (Milano e Pero), fino al 26 marzo.

Immagine di copertina: Luciano Fabro, Attaccapanni cinque sensi (di Parigi), 1984. Courtesy Archivio Luciano e Carla Fabro e Galleria Christian Stein, Milano. Foto Agostino Osio.

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