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In Weekend

Ogni due settimane troverete qui il meglio da ascoltare, vedere, leggere a nostro insindacabile e motivato giudizio. Con una menzione speciale

Schermi delle mie brame

Humandroid
Ci piace perché Blomkamp è un regista giovane e coraggioso. La sua fantascienza sudafricana e polverosa ha uno stile inconfondibile, capace di smontare il cliché del cyber-poliziotto per farne un cucciolo d’uomo, e parlarci di anima da un guscio di latta e città di lamiera. Uno stile un po’ ingenuo ma curioso, ambiguo, mai eccessivo, e dunque assolutamente unico: cita, disorienta, e lascia in bocca il sapore di nuovo. (Stefano Benedetti)
www.cultweek.com/humandroid

Cattedrali della cultura in 3D
Si moltiplicano le giornate-evento anche nelle sale italiane. Oltre 170 ospiteranno il 21 aprile Cattedrali della cultura in 3D film in sei parti di tre ore (noia assente, però), coordinato da Wim Wenders. Del regista tedesco l’elegia entusiasmante della Filarmonica di Berlino, mentre il brasiliano Karim Ainouz racconta con affetto una giornata tipo del Centre Pompidou e il cineasta-scrittore austriaco Michael Glawogger si aggira negli affascinanti meandri della bicentenaria Biblioteca Nazionale Russa. Robert Redford magnifica la sede del Salt Institute di La Jolla, dove fu isolato il vaccino della poliomielite e a Michael Madsen tocca il compito più ingrato, elencare pregi e difetti (se così si può dire) del carcere di massima sicurezza “umano” di Halden (Norvegia). Completa il panorama lo struggente ritratto dell’edificio più recente, l’Opera House di Oslo (2008) l’unico diretto da una donna, la scrittrice e cineasta Margareth Olin. (Gabriele Porro)

Scriver m’è dolce

Luigi Malerba – Consigli Inutili 
Ci piace perché è un respiro di aria fresca di luoghi fiabeschi; un libro da leggere con lo sguardo fanciullesco di quei lettori che ancora si sentono un po’ “infantili”. Una lettura disimpegnata che colma il nostro bisogno di oziare, perchè «è l’ozio, non il lavoro, il massimo produttore di civiltà». (Marco Matteo Giunta)
www.cultweek.com/luigi-malerba-consigli-inutili

Giorgio Manganelli – Antologia privata
Rediviva summa di un autore prolifico e ancora troppo poco frequentato, nei licei e nelle università dove ha insegnato e mai si è sentito fino in fondo a suo agio. L’Antologia è una bussola per disorientarsi nella produzione sconfinata di Giorgio Manganelli, gran parte della quale ancora giace nei bauli della Fondazione gestita dalla figlia Lietta. Carducci l’avrebbe definita, come già la Crestomanzia, “un ospitale di storpi, una sala di pezzi anatomici”, l’autore conferma: una legittima strage, una carneficina, come tutte le antologie. Il lavoro musivo è dell’autore stesso che ripropone trattatelli, romanzi fiume, corsivi, interviste implausibili e recensioni. (Lorenzo Innocenti)
www.cultweek.com/giorgio-manganelli-antologia-privata

Le nostre note

Die Soldaten
Sesso, soldati e videotape: da Salisburgo il regista Hermanis porta alla Scala la più breve tra le opere più imponenti mai scritte: poco più di due ore, ma ben venticinque solisti. Partitura eclettica tra jazz e dodecafonia nell’atmosfera post espressionista del dramma di Lenz, con proiezioni video e giochi di simultaneità temporali che sembrano usciti dalle teorie di Einstein. (Mattia Palma)
www.cultweek.com/soldaten-zinneman-teatro-alla-scala

Subsonica
Nuovo disco, nuovo tour: i Subsonica tornano sulla scena con Una nave in una foresta, settimo album e top in classifica nazionale. Il live non delude le aspettative: performance grintosa, giochi di luci, costumi che si illuminano. Non c’è spazio per la nostalgia degli esordi: la band torinese continua a rinnovarsi e dare spettacolo. (Giulio Gipsy Crespi)
www.cultweek.com/subsonica-tour-milano

Scene madri

Lehman Trilogy
L’ultima scommessa di Ronconi col teatro lo rispecchia in modo totale e racconta la saga yiddish di Massini legata all’economia e al suo crollo, alla religione e alla sua crisi, al denaro e alla sua virtualità. 5 ore da prendersi anche in due serate, con un magnifico cast e Gifuni new entry. La seconda parte troppo corta: nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo. Non un posto libero. (Maurizio Porro)
www.cultweek.com/lehman-trilogy-piccolo

La fabbrica dei preti / Nati in casa
Giuliana Musso con la sua mini personale di due spettacoli è stata la scoperta della stagione. L’attrice che monologa a tu per tu col pubblico, lo chiama complice e racconta, dal profondo Nord Est, le storie di campagna, tutto quello che si tramanda nelle serate di freddo e nebbia. Uno spettacolo meraviglioso sulla costrizione di una scelta religiosa ma istituzionale; l’altro sul parto in casa.(Maurizio Porro)
www.cultweek.com/la-fabbrica-dei-preti-elfo-puccini

Prendi l’arte

Il pane e le rose. Bread and roses
Il pane e le rose. Bread and Roses alla Fondazione Pomodoro, perché ci avviciniamo al 25 aprile e ci viene la pelle d’oca pensando alle libertà conquistate. E l’arte che cos’è se non libertà di esprimersi? A partire dal pane, una riflessione sull’arte da Pomodoro. No: non è il banchetto del mercato, ma un’ottima mostra. E piace che Pomodoro, alla sua età, sfoggi questa veste di ospitante di grandi eventi pre-Expo, ma non banali. (Giulio Dalvit)
www.cultweek.com/pane-rose

François Morellet
C’è ancora poco tempo per vedere la mostra di François Morellet da A arte Invernizzi. Un grande maestro del secondo novecento francese, in bilico tra pittura, scultura e installazione. Al centro ci sta la luce al neon: come tanti altri – direte. No, qui c’è sapienza compositiva, costanza, cultura, tradizione, provocazione. E i sentimenti si irrigidiscono o si afflosciano secondo le disposizioni dei tubi… Da vedere (o “provare”?) (Giulio Dalvit)
www.cultweek.com/francois-morellet

Serie A

Togetherness
Togetherness (HBO, 8 episodi da 20’) è una serie firmata dai fratelli Jay and Mark Duplass, registi e sceneggiatori indipendenti, che stanno scalando i piani alti di Hollywood. Brett and Michelle sono una coppia in crisi, mentre Alex e Tina sono rispettivamente il miglior amico e la sorella , che per disparate ragioni si ritrovano a vivere da Brett e Michelle. C’è una coppia che si sta sfaldando: il crescente distacco, la perdita d’intimità, gli interessi non più condivisi. E due persone che ancora non sanno bene cosa vogliono. La forza della serie è di raccontare le vite dei protagonisti con piccolissimi accadimenti, cose talmente normali che somigliano alla storia di ognuno di noi. Processi gestiti con grazia, leggerezza e molto humor nella scrittura minimale dei due fratelli Duplass, tanto che guardando l’episodio finale si è felicemente sollevati alla notizia che la HBO ha confermato una seconda stagione. (Francesca Filiasi)

The Last Man on Earth
In The Last man on Earth (Fox, 13 episodi da 20’) tutta l’umanità è scomparsa a causa di un virus e l’unico sopravvissuto è Phil, (interpretato da Will Forte che ha anche ideato e scritto la sceneggiatura). Col mondo intero a sua disposizione Phil può giocare a bowling con gli acquari, indossare un’armatura medievale per combattere contro la macchina lanciapalle e usare una piscina per fare i suoi bisogni. Nonostante questi svaghi, sta per farla finita quando arriva Carol, Kristen Schaal perfetta nella parte dell’eccentrica e irritante “ultima donna sulla terra” che Phil sarà costretto a sposare “per ripopolare il mondo”. Per essere un luogo deserto, accadono ancora molte cose e la fine del mondo finisce per essere molto divertente. (Francesca Filiasi)

Menzione speciale

Radiomilanoliberata
La menzione speciale va a Radio Popolare, per il bel progetto cominciato a gennaio e curato da Silvia Giacomini, Danilo De Biasio e Lorenza Ghidini, che guarda al 70° anniversario della Liberazione, cui Cultweek dedicherà la pagina del 25 aprile. Si chiama  Radiomilanoliberata, è insieme una trasmissione radiofonica quotidiana di storie, racconti e testimonianze di donne e uomini della Resistenza, canzoni e cinema di quegli anni, un sito prezioso che, oltre ai podcast, mette insieme appunti e appuntamenti e persino una chiavetta (in vendita) che contiene il tutto. Radiopop si è meritata per questo il Premio Ponti della memoria. Il 24 sera, come accadde allora, si canta e si balla in molti luoghi, a Milano e non solo: Liberi anche di cantare e ballare. (Assunta Sarlo)

Foto: Scribbletaylor

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