Natale 1970, la rivincita degli esclusi; fa centro di nuovo la coppia Payne-Giamatti

In Cinema

Vent’anni dopo “Sideways”, che regalò a entrambi un grande successo di pubblico, autore e attore tornano protagonisti in “The Holdovers – Lezioni di vita””, film intelligente e sensibile. Premiato ai Golden Globe, racconta il legame tra il severo professor Paul, l’intelligente e ribelle studente Angus e Mary Lamb, la cuoca del college, uniti per qualche giorno dalla sorte malinconica di essere “rimasti”, per scelta o necessità, nelle aule della scuola durante le vacanze di fine anno.

È ambientato nel 1970, a Natale, The Holdovers Lezioni di vita, il nuovo film di Alexander Payne, con un magnifico Paul Giamatti (appena premiato con il Golden Globe) nei panni dell’indimenticabile protagonista. Alla vigilia delle vacanze, in un collegio del New England immerso nella tranquilla campagna innevata, tutti si preparano a partire per raggiungere famigliari e amici. Sia gli insegnanti che gli studenti contano le ore e l’atmosfera è a dir poco rilassata. Tutti i professori sembrano disposti a chiudere un occhio su eventuali mancanze, o a far finta di niente se disciplina e rendimento non sono esattamente all’altezza delle aspettative. Tutti tranne uno: Paul Hunham (Paul Giamatti), esigente professore di storia dalla vita solitaria e dalle regole assai rigide, incapace di rilassarsi ma soprattutto esasperato dal continuo contatto con studenti svogliati e arroganti, convinti di poter conquistare il diploma senza alcuna fatica solo perché i loro genitori sono ricchi e non hanno mai lesinato sul doveroso sostegno economico alla scuola.

Esattamente il giorno prima dell’inizio delle tanto agognate vacanze il professor Hunham riceve una ferale notizia: proprio a lui toccherà lo sgradito compito di rimanere nell’istituto a fare da guardiano, vegliando sull’intera struttura in gran parte chiusa e sprangata e tenendo d’occhio i pochissimi ragazzi che per un motivo o per l’altro non hanno un altro luogo dove passare il Natale. Tra questi spicca Angus Tully (Dominic Sessa), studente brillante e ribelle in guerra col mondo e soprattutto con la sua ricca, “distratta” famiglia. Paul e Angus si somigliano molto più di quel che pensano, e in ogni caso non potranno fare a meno di socializzare, sotto lo sguardo malinconico e acuto di Mary Lamb (Da’Vine Joy Randolph), la cuoca della scuola, anche lei condannata alla solitudine dopo la morte in Vietnam del suo unico figlio.

Non ci sono svolte narrative e colpi di scena sorprendenti in questo film, nessuna originalità di sguardo o scrittura, c’è invece una notevole capacità di costruire un racconto di formazione terso e coinvolgente. Tenendosi tenacemente in bilico tra dramma e commedia, Alexander Payne riesce a ritrovare la mano felice dei suoi film migliori, in particolare del magnifico Sideways che vent’anni fa aveva conquistato il pubblico anche grazie, forse soprattutto alla presenza al centro della scena di Paul Giamatti. L’attore è assoluto protagonista anche di The Holdovers, persino quando fa un passo indietro per permettere al giovane co-protagonista (il debuttante Dominic Sessa) di brillare, mostrando con struggente energia il grumo esplosivo, fragile e potente, che contraddistingue l’adolescenza, e che spinge ogni giovane vita in avanti, nonostante tutto.

Un racconto emozionante, capace di non diventare mai banalmente sentimentale, dedicato a tutti gli holdovers, i rimasti: quelli che rimangono perché non hanno un altro posto dove andare, gli esclusi, ma anche quelli che resistono e insistono, e ci provano a contrastare fallimenti e delusioni, e a cercare un nuovo posto dove stare. Un film dal sapore agrodolce, pieno di intelligenza e sensibilità, caustico e al tempo stesso gentile, che riesce a consolare pur non promettendo facili successi e inevitabile felicità.

The Holdovers – Lezioni di vita, di Alexander Payne, con Paul Giamatti, Da’Vine Joy Randolph, Dominic Sessa, Carrie Preston, Tate Donovan