Mi Ami 2019, istruzioni per l’uso

In Musica

Un po’ meno di nicchia, il tradizionale festival del Circolo Magnolia quest’anno allinea proposte giovanili come Mahmood e Ketama126 e artisti più consolidati del calibro di Luca Carboni e Giorgio Canali, promesse quali Coma Cose accanto ai veterani resistenti Bugo ed Egokid. Sempre e comunque all’insegna della musica bella

Anche Caravaggio quest’anno diventa simbolo di musica indi(e)pendente, con il suo “amor vincit omnia” che dà il titolo al festival più atteso da una Milano che dal 2005 a oggi non è più così underground e da universitari citazionisti che al Mi Ami inaugurano la stagione delle distrazioni estive. Alla sua quindicesima edizione il Mi Ami è sempre più espressione di “musica importante” e un po’ meno di nicchia. Le nicchie oggi all’interno del festival milanese sono quelle del rap e dell’hip hop, mentre il cantautorato inizia a farsi riconoscere. È stata lunga la strada dell’indie che arriva dal 24 al 26 maggio nello scenario dell’Idroscalo al Circolo Magnolia. Resistono alcuni veterani, da Bugo agli Egokid, e arrivano le nuove promesse della musica italiana, le “next big thing” come i veneratissimi Coma Cose e il rapper Massimo Pericolo.

 

All’insegna della bella musica e soprattutto di baci, come sottolineano i direttori Massimo Bottura e Carlo Pastore (e la locandina), MI Ami 2019 è un’edizione che va controtendenza rispetto al clima della penisola, con “un cartellone in cui (…) c’è tutta la speranza e la volontà di raccontare l’Italia di oggi nel suo meglio: senza barriere di genere, con inclusiva naturalezza, in magico equilibrio tra ricerca e rispetto. Selezionando quello che per noi è importante. Dedicando tempo ed energie a chi se le merita davvero. Un posto dove l’amore vince su tutto, dove prendersi cura, con grazia e devozione. Un rifugio dalla peste dei social e del mondo là fuori”.

L’atmosfera quest’anno oltre a non avere barriere di genere elimina anche quelle di età, richiamando un pubblico giovanissimo tra i fan del vincitore di Sanremo Mahmood e di rapper come Ketama126, che chiude la prima serata del festival, e pubblici invece più datati per artisti del calibro di Luca Carboni e Giorgio Canali (cantautore e chitarrista ex CCCP, CSI e Per Grazia Ricevuta), ospiti della serata finale. A metà i fan senza età di tutti quei gruppi che nascono e si riproducono con rapidità fulminea all’interno di un mercato discografico rigogliosissimo, musicisti che con il cantautorato sono cresciuti e che ora lo incidono (quasi sempre virtualmente) su album. Tra le numerosissime proposte molte promesse, da scoprire almeno per una serata

Per destreggiarvi tra le diverse serate o per capire quale delle tre scegliere se non siete degli “indiers” sfegatati, seguite l’animo scanzonato, romantico o rivoluzionario che c’è in voi.

24.05

Per scanzonati
Arrivate al festival verso le 17, muniti di antistaminici e antizanzare se non volete essere messi fuori gioco dallo stagionale polline invasore o dalle pullulanti residenti dell’Idroscalo, e dedicatevi alla scoperta dei food truck, in modo da individuare prima di tutti quali saranno le vostre tappe ristoro durante la lunga serata.
Date un occhio al palco Jowae, con Bartolini, Fulminacci e Dutch Nazari, prima di dedicarvi anima e corpo ai Coma Cose (in alternativa rimanete a fare il tifo per gli Eugenio in via di gioia mentre vi preparate per Urali e Massimo Pericolo).
Chiudete la serata con il live di Ketama126 (prima di lui potete provare a infilare in programma l’altro 126, Franco).

 

Per romantici
Vi è andata male, questa non è una serata ad elevato tasso di romanticismo. Potete però arrivare al Tidal Stage per il live di Clavdio alle 20.30, trasferirvi al Jowae per Giorgio Poi alle 22.15, e chiudere anche voi con un po’ di Franco126 e con Giungla, voce femminile dal tocco anglosassone.

 

 

Per rivoluzionari
Inaugurate il vostro festival 2019 con gli Egokid alle 19.30. E se siete dei giovani illuminati non potete perdere gli Eugenio in via di gioia. Mentre aspettate il punk dei Fast Animals & Slow Kids, fate un salto al palco WeRoad per ascoltare Gomma. Se siete davvero rivoluzionari, poi, potete finire la vostra serata tra un disco pianobar karaoke e l’hip hop del producer romano Capibara.

 

25.05

Per scanzonati
Per tutti, in realtà, c’è Auroro Borealo che apre le danze equipaggiato di orchestra al Tidal Stage. Per voi, questa sera, c’è anche il soul di Victor Kwality. Rifornitevi e ascoltate un po’ di post-rock dei The Pier. Verso le 22.30 scegliete quale big della serata fa più per voi, da commentare più che da ascoltare: Motta al Tidal o Mahmood al Jowae? Dopo aver girovagato alla scoperta di novità, potete ballare l’elettronica di Nava e il rap dei produttori romani Frenetik&Orang3.

frenetik

Per romantici
Fate scorta per tutta l’estate stasera. Scaldatevi con le “canzoni in pigiama eseguite per gente in pigiama” dei Tropea. Capitate poi per Caso al Palco Retro, per spostarvi infine al Tidal per gli incontri a metà strada di Riccardo Sinigallia e il live di Motta. Per il resto del tempo, limonate.

 

 

Per rivoluzionari
Posto che potreste saltare tutto il resto e raggiungere direttamente la mezzanotte con Myss Keta, prima fate una tappa per vedere i Sick Tamburo. Se poi non vi piacciono i grandi successi, potete sentire quelli proposti da Le Feste Antonacci. Date una chance anche a Nitro (nonostante sia allo stesso orario della myss). Più tardi invece non potete perdervi il rapper torinese Ensi.

 

26.05

Per scanzonati
Vedi alla voce “Per rivoluzionari”.

Per romantici
Palco WeRoad. Più Andrea Laszlo De Simone (Jowae).
Fate specialmente caso alle donne della serata, con le voci femminili degli Eugenia Post Meridiem e della coppia Malihini.

Per rivoluzionari
Scanzonati e rivoluzionari si fondono più che mai nell’ultima giornata di festival. Non staccatevi dal Tidal Stage fino alle 22: il cantautorato è di casa. Apre Giovanni Truppi, seguono Giorgio Canali, il cinismo di Bugo, la sicilianità di Dimartino e la fama di Luca Carboni. Prima di cantare le sue hit, però, concedetevi un assaggio degli I hate my village, che raccolgono sonorità dalla musica blues e afro (tra loro Fabio Rondanini, Afterhours, alla batteria e Adriano Viterbini, Bud Spencer Blues Explosion, alla chitarra). Per chiudere infine serata e festival, potere alle donne, con La rappresentante di lista.

 

 

Se siete ancora indecisi, concedete un quarto d’ora a tutti, anche alle band più piccole, quelle dei vostri amici o quelle che piacciono ai vostri amici. Perché, ricordate, è il festival dell’amore e dei baci, siate quindi gentili con tutti. Anche con l’ambiente.

 

Immagine di copertina © Claudio Caprai

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