Giochi di parole, gag, elucubrazioni metafisiche, ritmi tribali. Nel nuovo album “Who is the sky?” i pastiche linguistici e musicali del poliedrico cantautore di origini scozzesi si sprecano. Ma al fondo la sua musica tradisce sempre la voglia di divertirsi e divertire. E chiosa, da par suo:
”Mettete il disco in sottofondo mentre tagliate delle cipolle e preparate la cena con qualcuno che amate. Mangiate quando il disco è finito”
Con i Talking Heads, ha dato voce all’inquietudine dell’uomo moderno, alla frammentazione dell’identità. Brani come Once in a LIfetime non sono solo canzoni, sono domande esistenziali. Con il nuovo disco Who is the sky? (Chi è il cielo), David Byrne come seguendo un fil rouge ripropone la stessa impostazione di Once in a Lifetime, ma questa volta in chiave metafisica. L’album nasce da domande del tipo: cosa sto facendo? Perché scrivo canzoni? E, poi, contano veramente?
L’artista scozzese, naturalizzato statunitense, lo sappiamo, è noto per la sua attività che spazia tra musica, arti visive, scrittura e teatro. La sua carriera artistica è animata da una costante volontà di sperimentazione. La sua musica è caratterizzata da ritmi tribali, testi surreali e una forte componente visiva, che peraltro si riverbera nel suo nuovo tour teatrale, che ha fatto il tutto esaurito al Teatro degli Arcimboldi di Milano.
Ma Byrne non è soltanto un artista, un musicista, un performer, è anche un ricercatore dell’invisibile, che utilizza la musica, la parola e il corpo come strumenti iniziatici per attraversare i labirinti della psiche e di conseguenza dei rapporti sociali.
L’approccio di Byrne è potremmo dire alchemico: parte dal caos, da suoni, ritmi e influenze culturali disparate (il piombo) per cercare l’oro della trasformazione interiore. Le sua opere sembrano infatti esplorare la soglia tra conscio e inconscio ma anche tra struttura e disgregazione della stessa.
In Who is the sky? si circonda di ottimi collaboratori: l’ensemble Ghost Train Orchestra per gli arrangiamenti, il produttore Kid Harpoon, le ospitate di St. Vincent e Hayley Williams. Il risultato musicale è un suono ricco; archi, ottoni, percussioni e marimba che si mescolano e “danzano” con armonia.
Ma veniamo ai brani: I Met The Buddha at a Downtown Party mescola spiritualità e quotidianità e come dice il regista Miyazaki cerca di trovare lo straordinario nell’ordinario, e soprattutto la trascendenza divina in una crostata ai mirtilli.
In Moisturizing Thing trova la beatitudine nella routine quotidiana della …idratazione, con il ritornello nel finale che incalzando musicalmente ci ricorda della superficialità del giudizio altrui: “People judge us by the way that we look / Look at the cover, and they don’t read the book”.
Everybody Laughs, il brano di apertura, è la nota dominante adatta per un disco che mira a strappare un sorriso. Byrne infatti ha dichiarato che l’album nasce anche come risposta alle divisioni del mondo attuale. Byrne, sempre affascinato dai ritmi africani e sudamericani, porta quei groove in composizioni scattanti come I’m an Outsider e strizza l’occhio al funk dei Talking Heads in My Apartment Is My Friend.
A Door Called No racconta una storia di porte. (“Ho incontrato un uomo che mi ha detto che avrei dovuto sapere / Che non puoi entrare quando la porta dice no. / Poi ho conosciuto una ragazza, mi ha dato un bacio. / Ho scoperto un mondo dove la porta dice sì…”). Un tocco di sincera semplicità simbolica rende il testo onesto e autentico.
L’album è scorrevole, divertente e rappresenta quella pura fuga dalla realtà di cui il mondo ha bisogno in questo momento.
Ma Who is the sky? ha ricevuto anche critiche. Molti si sono scagliati sulla mancanza di tensione che caratterizzerebbe un po’ tutto il disco, alcuni sulla sua banalità, altri recensori hanno sottolineato che la leggerezza è un pregio ma anche un limite se manca di chiaroscuri. In realtà il disco è pervaso di ottimismo ma non è ingenuo, Byrne suggerisce che la verità può essere scottante e contraddittoria, ma invita al confronto e alla riflessione interiore.
Un artista unico straordinario, che nell’introduzione del video YouTube di presentazione dell’album chiosa: “Mettete il disco in sottofondo mentre tagliate delle cipolle e preparate la cena con qualcuno che amate. Mangiate quando il disco è finito”.
In copertina foto di Shervin Lainez