La gelida piscanalista e la cliente suicida: indagine tra commedia e mistero

In Cinema

E’ un divertissement intelligente, che non si prende mai troppo sul serio, “Vita privata”, sesto film diretto dalla francese Rebecca Zlotowski. Che racconta come il mondo di Lilian, dopo il tragico gesto della sua paziente, vada in pezzi: costringendo la rispettabile americana trapiantata a Parigi a trasformarsi in una sorta di “Signora in giallo”. Nel cast Jodie Foster, Daniel Auteuil e Mathieu Amalric

Lilian (Jodie Foster), la protagonista di Vita privata, sesto lungometraggio della francese Rebecca Zlotowski, è una psicoanalista americana da tanti anni trapiantata a Parigi, in un bel palazzo borghese e dentro una vita perfettamente sotto controllo. In apparenza. Il giorno in cui Lilian scopre che una delle sue pazienti, Paula (Virginie Efira) è morta suicida, tutto va in pezzi, a partire dalla routine impeccabile della professionista che riceve i suoi pazienti con sorridente ospitalità ma in realtà non riesce più ad ascoltarli. E ossessivamente registra le sedute, perché questo è l’unico modo per non perdere del tutto il contatto con loro, le loro parole, le loro sofferte confessioni. Proprio mettendosi ad ascoltare le registrazioni degli ultimi incontri con Paula, Lilian cercherà affannosamente di ricostruire la personalità della donna morta e di provare a immaginare che cosa possa averla condotta alla tragica scelta di togliersi la vita. Ammesso naturalmente che non sia stata assassinata! Per esempio dal viscido e inquietante marito (Mathieu Amalric).

Una ricerca inizialmente guidata da un più che comprensibile senso di colpa, ma ben presto destinata a trasformarsi in una vera e propria indagine, con Lilian nei panni di una sorta di “Signora in giallo”, altrettanto impicciona ma molto meno cordiale ed empatica. La protagonista si presenta infatti come una donna raggelata e nervosa, incapace di grandi slanci anche con il figlio Julien, da poco diventato a sua volta genitore, e pronta a tutto pur di dimostrare al mondo di avere ragione. Anche a riprendere i rapporti con il fin troppo accomodante ex marito (Daniel Auteuil). Questo è solo l’inizio di una trama complessa e fascinosa, costellata di sospetti, false piste e colpi di scena, momenti di suspense e scene esilaranti in puro stile commedia degli equivoci.

Vita privata è un giallo psicologico che si nutre di ossessioni e spesso sembra pronto a tutto pur di sorprendere lo spettatore, ma non rinuncia mai all’intelligenza. E anche se più di una volta si ha l’impressione che la storia stia per deragliare, in realtà alla fine ogni tassello conquista la sua giusta posizione. Il risultato è un godibilissimo divertissement, che strizza l’occhio a Hitchcock e cita Woody Allen, intreccia commedia e mistero ed evita accuratamente di prendersi troppo sul serio. Non a caso il film si apre con un celebre pezzo dei Talking Heads, il cui titolo è tutto un programma: Psycho Killer.

Vita privata, di Rebecca Zlotowski, con Jodie Foster, Daniel Auteuil, Virginie Efira, Mathieu Amalric, Vincent Lacoste

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