Frank

In Cinema

Commedia bizzarra e agrodolce sulla marginalità come stile di vita. E sul suo potere liberatorio

Faccia pulita e zazzera fulva, Jon è un giovane (aspirante) cantautore già in crisi. L’impiego in ufficio e la villetta borghese gli stanno stretti, così, anche se forse privo di vero talento, passeggia per le strade della città cercando una fonte d’ispirazione. L’occasione giusta si presenta quando s’imbatte negli Soronprfbs, band dal nome impronunciabile che lo assolda per sostituire in emergenza il batterista.

Da questo incontro quasi fortuito nasce una collaborazione artistica che porterà Jon a unirsi al gruppo nella lunga gestazione di un album, entrando in intimità con i suoi eccentrici componenti: la dispotica e gelosa Clara, il feticista con manie depressive Don, l’inquietante Nana, il solitario Baraque. E poi Frank, naturalmente (Michael Fassbender un po’ in incognito), il frontman dei Soronprfbs, leader carismatico dall’incredibile sensibilità artistica, profondo e riflessivo, portatore sano di ponderatezza e ottimismo, che indossa incessantemente un’enorme testa ovoidale di cartapesta.

Sulla scia di un agognato, temuto successo commerciale, Jon spingerà Frank e gli altri a spostarsi dalle selvagge foreste d’Irlanda al caotico Festival SXSW di Austin, Texas: viaggio che inevitabilmente coincide con un coming of age del protagonista, novello Candido in un mondo di freaks, alla scoperta (interiore) di quale sia il prezzo di un’ambizione e il rovescio di un sogno.Passata al Sundance e al Biografilm di Bologna, Frank è una commedia agrodolce e bizzarra, forse un po’ compiaciuta della propria eccentricità, liberamente ispirata al personaggio di Frank Sidebottom, alter ego del comico e musicista inglese Chris Sievey, di cui Jon Ronson, autore della sceneggiatura insieme a Peter Straughan, è stato  davvero il batterista negli anni ’80.

Il regista Larry Abrahamson tratteggia un gruppo di personaggi idiosincratici e irresistibili allo stesso tempo, per celebrare un tributo alla liberatoria marginalità come stile di vita, al coraggio (e alla fatica) di saper riconoscere e rispettare se stessi con scelte controcorrente e impopolari. I protagonisti di Frank si muovono tutti sul crinale pericoloso tra sanità e pazzia, norma e sregolatezza, creatività e conformismo: sono personalità borderline, letteralmente alla ricerca del proprio equilibrio, del proprio ritmo (è il caso di dirlo) per stare al mondo. Notevole, in questo senso, il lavoro del compositore Stephen Rennicks, che, rifacendosi alle sonorità di Daniel Johnston e Captain Beefheart, ha tradotto in musica con precisione assoluta i precari stati emotivi dei protagonisti.

Frank di Larry Abrahamson con Michael Fassbender, Domhnall Gleeson, Maggie Gyllenhaal, Scoot McNairy, François Civil, Carla Azar