MoranteMoravia: una biografia quasi romanzo

In Letteratura

Anna Folli costruisce una doppia biografia dal sapore di romanzo: Elsa Morante e Alberto Moravia protagonisti tra amori, amicizie, scrittura rivivono la lunga avventura della loro esistenza.

MoranteMoravia. Una storia d’amore è la biografia di Elsa Morante e Alberto Moravia scritta da Anna Folli e pubblicata da Neri Pozza Editore.

Elsa Morante detesta la madre e il padre anagrafico non coincide con quello biologico, Alberto Moravia ha trascorso la giovinezza in un sanatorio per la tubercolosi ossea; entrambi sono destinati a diventare due icone della letteratura italiana e ad unirsi in matrimonio.

Fin dai primi tempi del loro legame, Elsa sente che l’incontro con Moravia è scritto nel suo destino e dargli felicità diventa una missione ancor più importante della sua scelta di scrivere. È decisa a regalargli tutta se stessa, sperando che possa bastare per bilanciare la distanza che le oppone Alberto”

.La coppia vive i primi anni all’insegna della passione, nonostante le ristrettezze della guerra e le discriminazioni razziali contro cui Moravia, di famiglia ebrea, deve scontrarsi, ma successivamente i due si allontanano e, pur non divorziando e continuando a provare un profondo affetto reciproco, vivono delle relazioni amorose con altre persone: Elsa Morante ha una storia di amore platonica con Luchino Visconti e successivamente ebbe una relazione con Bill Morrow, Alberto Moravia vive per anni con Dacia Maraini e successivamente con la giovanissima Carmen Llera.

“Nonostante gli anni trascorsi, Elsa ripensa a quei momenti con il marito come se li avesse appena vissuti. E non vuole divorziare: alla richiesta di Alberto, che dopo anni di separazione e di convivenza vorrebbe sposare Dacia, lei risponde con la gelosia di chi non ha mai del tutto accettato una rottura definitiva: «Con chi credi di presentarti all’Angelo Custode, dopo che sarai morto? Con me, che sono tua moglie e continuerò ad esserlo! Mi hai sposato davanti a Dio e solo lui può sciogliere il nostro vincolo».

Quando Bill Morrow si suicidò, per la Morante iniziò il declino, che la portò alla morte tra dure sofferenze dovute alla malattia e alla vecchiaia: dapprima la depressione per la morte dell’amante, poi la rottura del femore, che comportò varie operazioni chirurgiche, infine le fu diagnosticata un’idroencefalia.

La fine arriva il 25 novembre 1985, in un giorno fradicio di pioggia. Nelle ultime ore Elsa ha avuto un collasso e respira a fatica. Non riconosce più nessuno, nemmeno la sorella Maria, Carlo Cecchi e Lucia, che rimangono accanto a lei fino all’ultimo. È passato da poco mezzogiorno quando il suo cuore affaticato cede ed Elsa Morante muore per infarto”.

Moravia morì qualche anno dopo di morte naturale:

“È stato un attimo forse, mentre il cuore cedeva, il suo sguardo si è acceso ancora una volta per la curiosità di scoprire cosa stava avvenendo. E ha pensato che avrebbe voluto descrivere in un romanzo anche questa ultima emozione, Ma per la prima volta non ha avuto il tempo di raccontare”.

MoranteMoravia è una biografia interessante per svariati motivi: i protagonisti sono due scrittori italiani di fama internazionale,  la loro personalità carismatica, il rapporto tra i due (un affetto che resiste anche alla fine dell’amore e della passione) complicato.
Elsa e Alberto infatti proveranno stima reciproca sino all’ultimo e un profondo attaccamento li unirà anche quando Elsa abbandonerà il tetto coniugale. Le loro vite inoltre si incontrano con quelle di altri intellettuali popolari dell’epoca, primo tra tutti Pier Paolo Pasolini:

Per entrambi Pier Paolo diventa l’amico, il confidente, il compagno di viaggio, il riferimento intellettuale con cui dialogare. Quando lo stare in coppia per loro diventa troppo complicato, quel legame comune diventa un modo per ritrovarsi”.

Può risultare difficile l’idea trattare due biografie nella stessa opera, ma Anna Folli ci è riuscita, alternando le vite dei due scrittori in modo fluido, senza stacchi netti ed enfatizzando ciò che i due protagonisti hanno in comune o ciò che li differenzia, con eleganti parallelismi e raffinate contrapposizioni.  Le vivide descrizioni dallo stile informale scaturiscono da lunghe letture effettuate da Anna Folli: gli epistolari dei due scrittori, i diari di Elsa Morante, libri-intervista, articoli di quotidiani e riviste, biografie di Moravia e della Morante e opere sui personaggi illustri che frequentarono i protagonisti dell’opera, in particolare Pier Paolo Pasolini e Luchino Visconti.
Le fonti utilizzate dall’autrice vengono rivelate al termine del romanzo, in un apparato apposito.

Il narratore è esterno e eterodiegetico e, sebbene le informazioni riportate siano minuziose, puntuali ed estremamente fedeli alla realtà proprio come se si trattasse di un saggio, lo stile è scorrevole e accattivante, ricco di descrizioni suggestive tanto che ha indotto Neri Pozza Editori ad inserire l’opera nella collana di Narrativa.

L’impostazione del racconto è stata attentamente costruita con leggerezza e un elegante stile discorsivo, che talvolta si interrompe per lasciare spazio a qualche testimonianza che integra il discorso, fornendo informazioni aggiuntive o sostenendo le affermazioni della voce narrante esterna. Ecco per esempio come viene descritta la passione di Elsa Morante per i viaggi:

In quegli anni Elsa viaggia molto: il primo Natale dopo la morte di Morrow è in Andalusia con il giovane attore Allen Midgette, che di Bill era stato amico. Passa l’estate successiva in Grecia: «Viaggio a caso, di isola in isola –racconta in un’intervista- senza un programma preciso. Mi fermo dove mi piace, per tutto il tempo che voglio. Viaggio da sola e passo da un’isola all’altra su vecchie imbarcazioni di linea e su barche di pescatori»”.

Ecco invece come Anna Folli riporta una testimonianza di Alberto Moravia, relativa ad uno dei tanti periodi bui che hanno caratterizzato la storia d’amore:

Nel novembre del ’38, dopo un ennesimo litigio, [Alberto Moravia] parte per la Grecia: «Non ero affatto sicuro di voler continuare il mio rapporto con Elsa –ricorda-. Inoltre sentivo che stava per venire la guerra e pensavo vagamente di non tornare più in Italia».

Al termine della biografia romanzata, l’autrice inserisce le interviste di Dacia Maraini e Daniele Morante, mutando radicalmente il genere da romanzo biografico a intervista. Sono tuttavia altrettanto importanti le citazioni di interviste, lettere, diari e molto altro, appartenenti ai protagonisti o ai personaggi a loro vicini.

I fatti sono narrati in ordine cronologico, dalla nascita dei protagonisti alla loro morte, il ritmo della narrazione è scorrevole e leggero: il carattere narrativo dell’opera prevale sullo stile argomentativo e critico, infatti l’autrice non vuole sostenere alcuna tesi, ma mira ad un coinvolgimento del lettore.

 

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