L’attore Anthony Dechaux esordisce in regia con un robusto racconto a sfondo sociale, “La guerra dei prezzi”, che evidenzia le regole ciniche del capitalismo in campo agro-alimentare. Audrey (la bella e intensa Ana Girardot), caporeparto in un supermarket di provincia, sale ai vertici di un colosso della distribuzione per la sua competenza e ambizione. Cerca di unire al successo il tentativo di tutelare i piccoli produttori e il bio locale (in primis il fratello), ma la legge del profitto non sta con lei. Tra temi etici e relazioni familiari, un film ben scritto e dal buon ritmo: nel valido cast spicca Olivier Gourmet
Non arriverà forse alla vis polemica e all’impatto drammatico dei film di impegno sociale della coppia Brizè-Lindon (La legge del mercato, In guerra, Un altro mondo) ma anche La guerra dei prezzi dell’esordiente Anthony Dechaux, finora conosciuto come sceneggiatore e attore (Sotto copertura, 2015, Un pointe d’amour, 2025) parecchie cose le dice. E con forza. Basta saperlo ascoltare, seguendo i temi che solleva al di là della vicenda umana e professionale della bella normanna Audrey (sostenuta da un’ottima protagonista, Ana Girardot, niente a che vedere con Annie), caporeparto in un supermercato della provincia francese che fa parte di una grande catena di distribuzione.
Per le sue capacità e la competenza sui temi della produzione agricola (il fratello gestisce una mega-fattoria di famiglia, che era stato il gioiello dell’amato padre), ma anche per l’intraprendenza e la voglia di affermarsi che la rende disponibile a mettersi in gioco, accetta un’allettante proposta della direzione generale. Si trasferirà nella sede centrale della società a Parigi, e lì diventerà il braccio destro dello spietato monsieur Fournier (interpretato dall’ottimo Olivier Gourmet, attore caro a Tavernier, Audiard e Dardenne) che di fronte all’interesse dell’azienda è disposto a sacrificare tutto e tutti. Persone, principi (qualcuno ne ha, nonostante l’apparenza), nuove relazioni.
Audrey, pur con qualche riluttanza (ma in fondo tutte le aziende sono spietate e fanno un po’ schifo, no?) si dimostra disposta a negoziare le sue idee di giustizia e disponibilità sposando metodi e comportamenti della ditta, che sembra assecondare le sue speranze di successo familiare, promettendo di valorizzare sui banconi dei suoi market gli yogurt bio di un’associazione di piccoli produttori locali fondata dal fratello (Julien Frison, bravo pure lui). Ma i conti sono conti e la migliore offerta di un altro colosso della distribuzione convincerà Fournier e l’ambigua madame Roussel (Aurélia Petit), mega-dirigente della società, a fare scelte diverse. Il che porterà Audrey a rivedere anche le sue, di scelte.
Insomma, le leggi del mercato prevalgono comunque e non sono negoziabili, anche quando gli attori singoli sembrano indulgere a decisioni più umane. Così la domanda è: cosa e quanto si è disposti a scarificare della propria etica per avere successo, e fino a che punto conviene accettare patti (le cui regole altri fanno e disfano) per ottenere risultati concreti anche per sé? Essendo e restando comunque il pesce piccolo della situazione, il successo arriva solo se gli interessi propri coincidono con quelli collettivi. Ma dei dirigenti e degli azionisti. E l’azienda si rivela un luogo di tensioni e, sopraffazioni, in cui è evidente la brutalità dell’economia “liberale” anche quando sembra sposare un intento virtuoso: offrire prodotti genuini a prezzi accessibili alle famiglie piccolo-borghesi.
Co-sceneggiato dall’autore insieme a Mael Piriou, La guerra dei prezzi propone uno scontro di personalità forti e destini opposti, e, per chi si deprime vedendo storie che finiscono male, ha in serbo un finale un po’ doppio, negativo nel quadro generale ma un po’ “happy” nello specifico familiare. Un film ben scritto, pur senza sconvolgenti invenzioni, diretto con uno stile classico e buon ritmo, sullo sfondo di una realtà contemporanea asettica, dove anche sentimenti e pulsioni personali sono trascurabili, transitori, secondari. Un gelo umano da cui non sembra esserci scampo.
La guerra dei prezzi, di Anthony Dechaux, con Ana Girardot, Olivier Gourmet, Julien Frison, Jonas Bloquet, Aurélia Petit