L’eleganza del piccolo formato

In Arte

Per la stagione autunnale quest’anno Fondazione Marconi gioca in casa, mettendo in mostra le 300 opere della collezione personale di Giorgio Marconi. Tutte opere di…

Per la stagione autunnale quest’anno Fondazione Marconi gioca in casa, mettendo in mostra le 300 opere della collezione personale di Giorgio Marconi. Tutte opere di piccolo formato, come il titolo stesso dell’esposizione ci ricorda. Durante la sua carriera di gallerista a Milano, Marconi è riuscito ad entrare in contatto con molti dei principali artisti contemporanei, facendosi promotore delle esperienze artistiche più interessanti e dei loro protagonisti: troviamo personalità internazionali come Picasso, Mirò, Man Ray, o del panorama italiano come Fontana e Pomodoro. A rendere però curiosa la collezione sono anche le opere di artisti forse meno conosciuti, posti a fianco dei nomi più noti senza esserne in alcun modo oscurati. Il risultato è una collezione in forma di antologia, che valorizza l’arte contemporanea come un flusso collettivo di esperienze diverse, dal sapore allo stesso tempo milanese e globale. Le opere esposte parlano attraverso soggetti vari e polimaterici, dal piatto in ceramica al foglio disegnato a matita, dalla tela dipinta con il più classico degli oli, ai collage tridimensionali; non mancano le sculture, sempre rigorosamente di piccolo formato.

Arnaldo Pomodoro, Senza titolo, 1977. Courtesy Fondazione Marconi
Arnaldo Pomodoro, Senza titolo, 1977. Courtesy Fondazione Marconi

La mostra, che si dispone negli spazi del primo e del secondo piano della Fondazione, per poi proseguire allo Studio Marconi ’65 poco più avanti, appare decisamente elegante e soprattutto non invadente, come spesso rischiano di essere le esposizioni di arte contemporanea. Le sale si possono visitare seguendo il proprio ritmo e osservando con attenzione ciò che si desidera. La libertà del visitatore, però, rischia di diventare abbandono nel momento in cui si cerca se non qualche informazione sulle opere esposte, almeno qualche racconto sulla storia della collezione e del grande gallerista Marconi. Senza sconfinare nello stile didascalico di un museo vero e proprio, qualche parola in più avrebbe potuto aiutare a cogliere il senso di questo mondo contemporaneo così multiforme.

Giulio Paolini Diaframma 8, 1965. Courtesy Fondazione Marconi.
Giulio Paolini, Diaframma 8, 1965. Courtesy Fondazione Marconi.

In ogni caso la collezione di Giorgio Marconi è decisamente da conoscere, non solo per quello che vi è esposto, ma anche per avvicinarsi alla figura di un corniciaio diventato poi gallerista, capace di apprezzare e valorizzare, prima ancora che l’arte, gli artisti che ha incontrato sulla propria strada, le cui opere più piccole sono diventate parte di un’antologia che sembra tanto un ricordo personale. Con un po’ di tempo in più a disposizione, anche la personale di Bruno di Bello al piano terra merita un’occhiata attenta.

 

Una collezione di “piccolo formato”, Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea, fino al 23 gennaio 2016.

Immagine di copertina: Tony Berlant, The Untitled Pilot (particolare), 1965. Courtesy Fondazione Marconi.

(Visited 1 times, 1 visits today)