Nella fabbrica Parenti orario continuato con Timi e Lisma

In Teatro

Nella Fabbrica del Teatro Franco Parenti orario continuato con Timi e Lisma

Andrée Ruth Shammah, a Milano, è una che sa tenere la scena. Che sia la cornice sia quella di una conversazione tra pochi, o quella di un importante iniziativa, poco importa: gli occhi di tutti tendono sempre a muoversi verso la direttrice del Teatro Franco Parenti. Cosa farà? Cosa dirà? Cosa penserà? Cento ne fa e cento ne pensa, madame Shammah. Lo dimostra l’emblematica versatilità indossata dall’ex Salone Pier Lombardo: crocevia di eventi, specchio divertito della cultura teatrale – e non solo – oggi. E, invero, di tanta milanesità.

Con la rinascita della vicina Piscina Caimi (che appartiene alla città, come sottolinea in conferenza Shammah) possibile proprio grazie al progetto della Fondazione Pier Lombardo, il Teatro Franco Parenti infila un’altra perla al suo carismatico prestigio. Che, s’intende, si lega soprattutto alla programmazione teatrale. Una programmazione presentata poche ore fa nei saloni dell’ex Pier Lombardo. A presentare l’imminente stagione al pubblico di artisti, giornalisti e aficionados del teatro è, manco a dirlo, la vulcanica Shammah. Che ai suoi ospiti offre entusiasta pane e olio da mangiare con bavaglio bianco, come nelle belle tavole d’una volta: ma con quel tocco allegramente bourgeoisie e salottiero che sa come divertire senza apparire stucchevole. Andrée Ruth Shammah è il viso di un teatro che ama giocare con sé, cambiare forma e stupire.

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Lo ribadisce anche l’assessore Filippo del Corno, tra i volti noti presenti durante la conferenza: Milano sta cambiando, e il Franco Parenti cambia insieme alla città. Perché il teatro, oltre a costituire intrattenimento e riflessione utili a rilevare cosa stia cambiando nella ricezione culturale del pubblico, genera ritualità sociale. La squadra guidata da Andrée Shammah – che trova modo per ringraziare tutti i suoi collaboratori – lo sa. E lo sa bene anche Rosario Lisma, autore e protagonista dell’acclamato Peperoni difficili (che dal 23/09 torna sul palco del Parenti per il terzo anno consecutivo, una sorta di monade per la prosa italiana di commedia) e della nuova noir Bad and Breakfast (dal 26 maggio) che dichiara: Questo è un teatro per tutti.

E poi c’è lui, Filippo Timi. Il vero primattore di questo Teatro Franco Parenti che muta e ama trasformarsi. La direttrice avanza l’ipotesi: andrà a lui la direzione del teatro. Lui scherza, e già è pronto ad affrontare tutti i ruoli maschili nella Casa di bambola ibseniana che andrà in scena dal 27 gennaio al 24 febbraio per la regia della stessa Shammah.

Non di solo Timi, tuttavia, vive il Parenti: e nella stagione a venire si incroceranno classici di spessore(su tutti: La dodicesima notte di Carlo Cecchi) e teatro giovane (come il Bull di Mike Bartlett diretto dal talento emergente Fabio Cherstich), nomi importanti e rilevanti giovani drammaturghi e interpreti della scena contemporanea – qui il link con la programmazione completa.

Il teatro di via Pier Lombardo rivive nelle scelte che andranno in scena, in grado di contribuire alla sua crescita soprattutto in termini di affezione del pubblico. Che può contare su una scelta vastissima: quei saloni sono lì per lui. Per dar vita a uno spettacolo che inizia prima, dopo e durante la messa in scena.

(L’immagine di copertina è di Valeria Ingrao,  per gli altri contributi si ringraziano Chiara Compagnoni e Teatro Franco Parenti) 

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