Billie Holiday compie cent’anni

In Musica

La memoria dell’immortale Lady Day è viva nel ricordo di chiunque ami la musica. Tantissimi i tributi a lei dedicati in questo importante anniversario

If you can’t be free, be a mystery: così si chiude Canary, un componimento della poetessa americana Rita Dove, dedicato a Billie Holiday. E il mistero di Lady Day, una delle cantanti più amate e influenti della storia del jazz, continua ancora oggi a diffondere il suo fascino immortale.

Eleanora Fagan, la futura Billie Holiday, nasceva esattamente un secolo fa, il 7 aprile del 1915, in un sobborgo di Philadelphia. La sua prima giovinezza, vissuta in condizioni di estrema miseria e segnata tragicamente dalla violenza sessuale subita a soli undici anni – e poi il riformatorio, la prostituzione, l’arresto – trovò nella carriera musicale solo un parziale riscatto. La sua cattiva stella doveva perseguitarla anche in seguito, per mano dell’intolleranza razziale, o degli amanti violenti, e soprattutto della tossicodipendenza, che l’avrebbe portata a morire nel 1959, a soli quarantaquattro anni.


Mal Waldron – I’m Left Alone

Left Alone fu composto insieme a Billie Holiday, che Waldron accompagnò negli ultimi anni della sua vita, ma la cantante non lo registrò mai. L’album omonimo, del 1959, è dedicato a lei.

Carmen McRae – Good Morning Heartache

Carmen McRae incontrò Billie all’età di 17 anni e da allora ne seguì le orme. In onore della sua amica e ispiratrice, a ogni esibizione non mancava mai di eseguire almeno un brano reso celebre da Lady Day.

Con il suo modo inconfondibile e originale di interpretare le melodie, con la sua voce malinconica e, negli ultimi anni, sempre più roca e spezzata, Billie Holiday ha rivoluzionato il canto jazz, imponendosi come metro di confronto per tutte le generazioni successive. Non solo: è diventata un mito, quasi un personaggio da romanzo o da film holliwoodiano – e infatti un film sarebbe stato tratto, nel 1972, da Lady sings the blues, la sua autobiografia, a quanto pare pesantemente rimaneggiata e romanzata dal giornalista William Duftly.

Sin dalla sua morte sono stati numerosissimi gli omaggi e i tributi a lei dedicati, e quest’anno, con il centenario della nascita, le iniziative, discografiche e non solo, si sono moltiplicate.


José James – Lover Man

Yesterday I Had The Blues – The Music of Billie Holiday, del cantante R&B e Neo-soul José James, è uscito il 31 marzo per l’etichetta Blue Note. Lover Man è uno standard del 1941, composto apposta per Billie Holiday e da lei reso celebre

Cassandra Wilson – You Go to My Head

Martedì 7 aprile uscirà Coming Forth By Day di Cassandra Wilson, in cui la cantante americana, vincintrice di due Grammy, interpreterà alcuni classici di Billie Holiday. In anteprima, vi proponiamo You Go to My Head.

A proposito di Lady Day. Due interviste e un’iniziativa

Reinterpretare una grande interprete non è facile. Per capire cosa significa misurarsi con una figura di questa grandezza, e per comprenderne la centralità e l’importanza, abbiamo parlato con due grandi voci femminili del panorama jazzistico milanese: Laura Fedele e Simona Parrinello.

Laura Fedele, cantante e pianista genovese attiva a Milano da oltre trent’anni, il 10 febbraio scorso ha portato sul palco del Munizioniere del Palazzo Ducale, a Genova, un progetto in quintetto dedicato proprio a Billie Holiday.

«L’idea è stata di Giorgio Lombardi, direttore del Louisiana Jazz Club di Genova e grande estimatore dell’era dello swing», racconta. «Il quintetto (con Fabrizio Cattaneo alla tromba, Stefano Riggi al sax tenore, Aldo Zunino al contrabbasso e Gino Carravieri alla batteria, Ndr) è stato messo in piedi appositamente per questo tipo di repertorio, per riprodurre in modo “filologico” i brani registrati da Billie Holiday nei suoi anni d’oro, tra i ’30 e i primi  ’40».

«Anche se non amo tutto quello che ha fatto – com’è normale, per qualsiasi artista – il grande valore di Billie Holiday è, secondo me, il suo essere fuori dal tempo. È universale. Altre cantanti, per quanto brave a livello interpretativo, come per esempio la stessa Ella Fitzgerald, possono sembrare oggi un po’ datate. Billie no. Per me poi ha anche un certo valore simbolico: è stata la prima cantante a cui mi sono avvicinata e di cui ho approfondito lo studio. Il primo pezzo in assoluto che ho avuto modo di cantare su un palcoscenico, a livello jazzistico, era suo: I’ll Never Be The Same».

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Ma il lavoro reinterpretativo deve saper trovare un equilibrio tra identificazione e distacco. «Per quanto riguarda il quintetto, è importante rispettare le linee melodiche e lo stile, e il modo che aveva Billie Holiday di interpretare i brani: un modo che non riguarda solamente il canto ma anche il comportamento e l’atteggiamento sul palco. Sempre, però, cercando di non cadere nella semplice imitazione».

«La sua grande forza espressiva passa sicuramente attraverso i testi e a come li interpretava. Ma Billie è decisamente trasversale: ha una presa emozionale su tutti i musicisti», racconta Simona Parrinello. Diplomata in canto jazz sotto la guida di Tiziana Ghiglioni e sulla scena musicale da più di dieci anni con diverse formazioni, è anche l’organizzatrice di 100 anni di Billie Holiday, serata in onore di Lady Day che avrà luogo stasera al Masada (ingresso gratuito, richiesta tessera associativa).

«Lo spirito della serata è quello della celebrazione, di una grande festa: un riconoscimento al valore immenso di quest’artista per tutta la musica contemporanea e nello specifico per il jazz. Il palco è aperto a tutti coloro che hanno voglia di unirsi a questo momento di condivisione musicale».

Jazz Club Milano presenta: 100 anni di Billie Holiday, stasera al Masada. Interverranno Simona Severini, Marcella Malacrida, Cinzia Roncelli, Eleonora Dettole, Serena Ferrara, Mercedes Casali, Francesca Ajmar

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