Coriolano: un ospite speciale al Teatro Fontana

In Teatro

Il Centro Teatrale MaMiMò produce e mette in scena una rivisitazione di un ultimo, imponente lavoro di Shakespeare, riadattandone le misure ad affresco con tinte pulp di un panorama sociale e politico estremamente attuale

La sala del teatro Fontana rosseggia di molte poltrone, che corrono verso il palcoscenico già allestito e illuminato. Coriolano, riletto da Shakespeare con il filtro del regista Marco Plini,  è giunto a una delle sue ultime repliche: lo spettacolo ha finito la sua corsa milanese domenica 25 marzo.

Da subito l’intimità della sala diviene campo da gioco per gli attori. Tutto lo spettacolo è un tentativo meta-teatrale, dove la posizione dello spettatore viene costantemente interrogata dai personaggi sulla scena.

Così, appare evidente, la vicenda diviene un pretesto per portare l’attenzione sugli attuali temi di dibattito politico: democrazia e voce del popolo nei confronti di una classe dirigente privilegiata ed egoista, più impegnata ad arroccarsi dietro leggi e cavilli giuridici piuttosto che curarsi degli interessi del paese.

Se, da un lato, il contesto cui viene trasportata la drammaturgia di Shakespeare si rivela essere terreno fertile per contaminazioni che provengono dal cinema e dalla “pop culture” degli ultimi anni – per esempio sono riconoscibili alcuni rimandi a Trainspotting oppure a quelle distopie che da Orwell ad oggi hanno sempre saputo sostenere valide suggestioni critiche nei confronti della società dei consumi – dall’altro, a tratti, la prolissità del testo shakespeariano trova attriti laddove lo spazio scenico minimale e generalmente cupo, non lascia spazio a quelle incursioni teatrali forti e fascinose a cui il drammaturgo inglese, nel corso della sua importante opera, ci ha abituato.

Si tratta di semplici e volute dissonanze che però, in questo caso, non sempre sono efficaci, andando ad impoverire piuttosto che impreziosire. La recitazione risente probabilmente di alcune “costrizioni” o meglio “costruzioni” che ne impediscono il naturale afflusso – come se le parole accadessero invece che essere dettate da una memoria qualificata e competente.

Cade in “impallamenti”, e manca di fiato… una notevolissima quantità di parole pronunciate in troppo poco tempo, con una tensione prima che fisica, mentale, di sforzo grave e innaturale. Tutto il testo di Shakespeare è imperniato di una certa gravosità, questo è certo, ed è inevitabile che si avverta la mano dell’autore anche a “sipario dispiegato”; ma come ottenere una realtà rinnovata sulla scena? Come far succedere una così ampia quantità di fatti? Senza che si abbia il tempo poi di recepirli come tali, perché i fatti di per sé sono stupidi… le impressioni, le impressioni del momento! La vita?

Ah questo teatro che chiede di essere autentici nel tentativo di mentire!

Sulla scena si alternano:

Un Coriolano Animalesco, interpretato da uno “sguinzagliato” Marco Maccieri che troppo spesso cade in un urlato da far tremare le pareti, ma che lascia indifferente il cuore. Sicuramente però è sua la scena, e tiene viva l’attenzione del pubblico, graffiandolo con la sua voce, a volte, forse, implorandolo?

Un Patrizio prototipo del sogno Americano del “self-made man” – Si Tratta di Menenio Agrippa, una donna eccezionalmente lucida, perfida, e calcolatrice – Madre di Coriolano, Volumnia – interpretata da Valeria Perdonò, due tribuni della Plebe, servi di un’ideologia vicina ai volti del popolo ma che è maschera essa stessa di una scarsa umanità;

E altri… personaggi minori sempre appartenenti a questo immaginario di riferimento, colorato con tinte “pulp”.

Certo, forse il lavoro prevedeva un tipo di rivisitazione che potesse essere accattivante per un pubblico disomogeneo, con diverse esigenze e aspettative, dall’altro però non riesce a muoversi dall’idea che “ogni evento sia causato da un qualche evento precedente, cosicché ogni evento si può spiegare e prevedere”.

In seno a un pensiero determinista, dunque, che restituisce in buona parte il senso del pensiero comune, non riesce a problematizzare oltre quelle schermature che di solito il teatro, attraverso un’esperienza estetizzante e immaginifica, si propone di abbattere, aprendo ad uno sguardo interiore che è spazio paesaggio del pensiero, e colore prima della visione.

A teatro, infatti, non dovrebbe esserci spazio per il determinismo, perché il teatro è imprevedibile e proprio dall’imprevisto trae la sua forza evocativa. Esso allora, può condurre lo spettatore verso l’inesplorato del suo sguardo interiore, disorientando le sue certezze che per un momento, l’attimo dell’accadimento teatrale, verranno meno.

Con quanta fatica esso le recupererà? è il discrimine per capire se lo spettacolo è stato valido o meno.

Nonostante lo spettacolo e la sua costruzione complessiva possa alle volte risultare farraginosa, non manca di colpire laddove il pensiero potrebbe risultarne “scomodato”, e si fa carico di accompagnare lo spettatore ad un avvicinamento verso il teatro di Shakespeare, carico di motivi drammatici e di affascinanti speculazioni.

“Il Centro teatrale MaMiMò” è stato fondato a Reggio Emilia nel 2004, con sede nella città di Reggio Emilia, dove ha anche avviato da tempo una scuola di teatro per ragazzi – con un’ulteriore sede staccata a Milano (a Cernusco sul Naviglio ) – impegnandosi nel promuovere attività culturali sul territorio.

Il Direttore Artistico della compagnia è Marco Macciari – diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, con cui ha avviato una collaborazione artistica e lavorativa.

Coriolano ha un percorso lungo, e ha girato ad oggi vari teatri d’Italia. Fra le altre produzioni della compagnia figurano in turnè in tutta italia, Homicide Hause – Da Giugno al Franco Parenti di Milano – “Stabat Mater”, e “Come il “Cane sono anche io un animale Socievole”.

Il Teatro Fontana – Elsinor Centro di Produzione teatrale – sorge nel quartiere Isola e dal grande cartellone retroilluminato è immediatamente percepibile un’aurea di ospitalità che ha cari i valori della cultura. Un programma vasto e variegato, con al suo interno rassegne musicali, spettacoli e laboratori teatrali è indice di impegno e di un interessamento attivo nei confronti del quartiere, e della realtà Milanese in generale.

Essendo associato al centro di produzione teatrale Elsinor ospita spettacoli in tournée in tutta Italia, spettacoli che nascono da compagnie che al loro interno sviluppano personali percorsi di ricerca e di indagine artistica, che uniscono un teatro popolare, a un teatro di impegno sociale, atto a risollevare tematiche di interesse comune al fine di favorire la condivisione di idee e la costruzione di un “pensiero critico” .