L’arte del jazz di strada: i Too Many Zooz al Magnolia

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Free style, influenze caraibiche, house music, dance e, naturalmente, jazz. Insomma di tutto un po’ per una band “fuori di testa” paracadutata da New York nel ricco e appetitoso calderone di JazzMi. Guardate qui se vale la pena…

Ci sono parti del mondo in cui la musica nasce, cresce e vive soprattutto in strada. È una musica sempre in movimento e mai uguale a se stessa, che si adatta costantemente a ciò che la circonda e ad ogni esecuzione si arricchisce di nuove sfumature e interpretazioni.

Ci sono città, poi, in cui la cultura busker sa trovare più facilmente i suoi spazi e i suoi percorsi. E se dovessimo fare una classifica delle città con la più vivace cultura di strada, senza dubbio New York ricoprirebbe una posizione molto alta. E tra pochi giorni, venerdì 2 novembre, un po’ di questa cultura arriva a Milano, grazie a tre musicisti dal talento fuori dal comune che hanno iniziato a suonare proprio tra le strade – e le fermate della metropolitana – della Grande Mela.

Si tratta di Leo Pellegrino (sax baritono), Matt “Doe” Muirhead (tromba) e David “King of Sludge” Parks (batteria e percussioni), i tre componenti dei Too Many Zooz, che suoneranno al Circolo Magnolia in uno dei tanti appuntamenti targati Jazzmi, che nei prossimi giorni catalizzeranno gli ascolti di tanti milanesi e non. Too Many Zooz, letteralmente “troppi personaggi fuori di testa”: già questo dovrebbe bastare per capire cosa aspettarci.

I tre si conoscono proprio a New York, nel 2013, durante gli studi alla Manhattan School of Music, e hanno costruito da allora una fanbase gigantesca (solo su Facebook hanno più di 500.000 fan, e su Youtube hanno raccolto oltre 10 milioni di visualizzazioni) grazie al loro mix di generi musicali e alle loro performance fuori dal comune. Loro stessi si definiscono un “brasshouse trio” – un genere spurio di cui si sono autoproclamati, e a dovere, esponenti principali – e di se stessi dicono semplicemente: “amiamo fare musica e condividerla con tutti”. E in effetti basta guardare una loro esibizione nella metropolitana di NYC per capire quanto in effetti i tre siano in sintonia e quanto sia coinvolgente qualsiasi loro performance.

Dal punto di vista musicale, ascoltare i Too Many Zooz non è semplice. Non sono una band da disco, o meglio non sono una band per cui è sufficiente il solo ascolto. Dal jazz al free style puro, passando per influenze caraibiche, house music e dance: dare una dimensione precisa alla band non è facile, e forse non è nemmeno così necessario. Quello che invece non si può perdere è il grandissimo carisma dei tre, che non si vede soltanto dalla bravura di ciascuno al proprio strumento, ma è evidente nel loro modo di “tenere il palco”, capacità straordinariamente effimera e al tempo stesso fondamentale per qualsiasi band di successo. In questo, la cultura busker viene fuori alla massima potenza: per chi è abituato a suonare in mezzo alla gente, il palco non è luogo esclusivo del musicista, ma è il punto di connessione tra chi suona e chi ascolta. Non a caso in tanti pezzi la band utilizza musicalmente l’ambiente circostante.

Leo P, in particolare, è il volto più caratteristico della band: capelli multicolore e abbigliamento eccentrico a dir poco – siamo curiosi di vedere il suo look nella città della moda – Leo salta, balla e si scatena davvero come se non ci fossero barriere, ed è impossibile resistere di fronte a tanta energia. Senza dimenticare però la versatilità di Doe alla tromba e il senso del ritmo fuori dal comune di Parks, che promettono uno spettacolo senza dubbio da non perdere.