Zao Wou-Ki a Locarno. Un giardino di segni

In Arte

Fino all’11 gennaio 2026 il Museo Casorella di Locarno presenta la mostra monografica “Zao Wou-Ki. Un giardino di segni”. Sotto la direzione artistica della storica dell’arte e archeologa Veronica Provenzale, l’esposizione valorizza l’importante collezione di opere dell’artista cinese naturalizzato francese Zao Wou-Ki (1920-2013), parte del lascito del celebre editore svizzero Nesto Jacometti alla sua città natale.

Merita di essere segnalata la piccola mostra curata da Veronica Provenzale nel Museo Casorella di Locarno perché ci permette di vedere di persona alcuni lavori di Zao Wou-Ki.
Diverse sono le strade che ci portano verso questo artista: è stato uno tra i primi cinesi a crearsi un’identità in Occidente, subito dopo la seconda guerra mondiale, e si pone oggi in una luce particolare di fronte a quel problema così avvolgente e caratteristico, per chi insegna nelle Accademie di Belle Arti, che è l’arte cinese contemporanea.

Zao Wou-Ki, S.t. (Poissons), 1950
Litografia a 3 colori, 22.8 x 31.3 cm
Collezione Città di Locarno. Lascito Nesto Jacometti
© Zao Wou-Ki. 2025, ProLitteris, Zurich. Foto Dona de Carli

In un mondo del possibile che ha confini quasi infiniti, che posto può avere un artista che ha seguito modelli così francesi, nei segni e nelle possibilità di lavoro, oggi così innegabilmente storici, tanto da “rintanarsi” in quel mondo familiare per chi ha più di cinquant’anni e un po’ fuori dal tempo, che sono le raccolte grafiche locarnesi? Veronica Provenzale ha scelto – dal lascito Jacometti – una serie di stampe di Zao Wou-Ki, in prevalenza litografie, e alcuni dipinti a olio e acquarelli, quasi tutti degli anni 50.
L’attenzione si concentra su una forma di stilizzazione dei soggetti, come i pesci che si allungano e le barche con una vela caratteristica, e poi si amplia a una superficie rappresentativa fantastica per la quale è difficile non fare il nome di Paul Klee. E’ molto accattivante questa dimensione perché assomiglia a un bosco con una profondità di spessore. Altrettanto curioso è il segno sulla superficie, incisa, stampata , o sul foglio passato con la china, perché va a comporre paesaggi antropomorfi fatti di tanti piccoli elementi guardati con un occhio svagato.

Zao Wou-Ki, Embrasement. Conflagration, 1954

litografia a 7 colori, 38.8 x 48.5 cm

Collezione Città di Locarno. Lascito Nesto Jacometti
© Zao Wou-Ki. 2025, ProLitteris, Zurich. Foto Dona de Carli

Questo passaggio così vicino a quello che sappiamo della pittura cinese di paesaggio è allo stesso tempo lo svincolo per una possibilità illustrativa nuova, che si fa un po’ pesante nei quadri ad olio esposti in mostra mentre torna a sorprenderci negli incontri con alcuni scrittori di lingua francese con i quali Zao Wou-Ki ha collaborato in progetti editoriali: La tentazione dell’Occidente di André Malraux e soprattutto l’amicizia con Henri Michaux.

Zao Wou-Ki. Un giardino di segni, Museo Casorella, Locarno (CH), fino all’11 gennaio 2026

In copertina: Zao Wou-Ki, S.t. (Paysage de rêve) (particolare), 1950, 
olio su tela, 61 x 50 cm. 
Collezione Città di Locarno. Lascito Nesto Jacometti. © Zao Wou-Ki. 2025, ProLitteris, Zurich. Foto Dona de Carli

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