Vico Magistretti, incontri non casuali

In Arte

Vico Magistretti è uno di quegli architetti/designer non-archistar. Di solito sono i più grandi: se anche non conoscete il nome, di certo conoscete le cose che ha progettato

«Sono andata a vedere una mostra su alcuni lavori di Magistretti. Lo conosci?». «Mah, sì, mi pare di averlo sentito nominare, ma così su due piedi non mi viene in mente chi sia…». Tra gli amici che di architettura e design non si interessano particolarmente e che nella vita fanno tutt’altro, trovare qualcuno che conosca Vico Magistretti (1920–2006) è abbastanza difficile. Basta però mostrare una foto della storica lampada Eclisse, di cui Magistretti curò il design, per scatenare anche nei profani cenni del capo, mugugni di approvazione, «Ah, ma certo!» e una gran quantità di ricordi. Il riconoscimento di Eclisse è quasi sempre immediato, come accade per altre lampade e oggetti disegnati da Vico, entrati nelle case di tantissimi italiani (e non).

vico magistretti
Vico Magistretti, Dipartimento di Biologia dell’Università Statale di Milano, 1978-81. Photo: Gabriele Basilico.

Magistretti tuttavia non è solo design: egli nacque prima di tutto come architetto. Una professione che aveva già nel DNA trasmessogli dal padre, Pier Giulio Magistretti, tra i progettisti dell’Arengario in piazza del Duomo, e dal bis-bis nonno, Gaetano Besia, che costruì il Collegio delle Fanciulle in via Conservatorio, a pochi metri dallo studio dove Magistretti padre e figlio lavorarono e dove dal 2010 ha sede la Fondazione dedicata a Vico. È così che è nata l’idea di Architetture in posa Le opere di Vico Magistretti a Milano: una serie di fotografie d’archivio realizzate da fotografi del calibro di Gabriele Basilico.

vico magistretti
Vico Magistretti, Casa di piazza San Marco (Milano), 1966-73- photo: Archivio Studio Magistretti.

In un breve percorso vengono presentati palazzi ed edifici progettati da Vico Magistretti per essere collocati in zone varie di Milano: a guardarli, li si ritrova familiari quanto si farebbe con Eclisse e si scopre di conoscere il lavoro di Vico più di quanto non si pensi. Quante volte avete attraversato piazzale Aquileia a bordo del tram 19, senza sapere che al numero 8 della piazza c’è un edificio realizzato da Magistretti tra il ‘61 e il ’64? Una torre, anzi «torretta», come la definiva lui, che riteneva il suo lavoro più bello. Quante avete passeggiato tra i vicoli di Brera per sbucare in piazza San Marco? Lì, l’omonima Chiesa affaccia su un complesso di edifici rosso-marrone sotto i cui portici avete camminato e siete andati a fare un aperitivo. Anche quello è opera di Vico (1966-73). E sulle torri bianche del quartiere Gallaratese avete mai posato lo sguardo al rientro a Milano? Magistretti, 1961-64.

Vico Magistretti, Torri del Gallaratese, 1963-71. Photo: Archivio Magistretti
Vico Magistretti, Torri del Gallaratese (Milano), 1963-71. Photo: Archivio Magistretti

E ancora in Corso Europa, in Corso di Porta Romana, vicino a Parco Sempione, forse almeno una volta al giorno lo sguardo si posa su qualcosa che ha fatto Magistretti, quando Milano era una città in cui si stava di più in giro e si girava di più in bicicletta; prima che diventasse quella che lui stesso ha definito «la città della Solitudine». Per conoscerlo un altro po’ potreste andare a dare un’occhiata al suo piccolo studio in via Conservatorio: un percorso tra le foto di Architetture in posa e una bella video intervista, due passi nella sala in cui Vico teneva le riunioni, coi modellini appesi alle pareti, e in quella dove lavorava, ancora piena di schizzi e progetti, basteranno per farvelo sentire ancora più vicino.

“Architetture in posa. Le opere di Vico Magistretti a Milano”, fino al 14 febbraio. Giorni limitati.

Sabato 14 febbraio è l’ultimo giorno per visitare la mostra Architetture in Posa – Le opere di Vico Magistretti a Milano. Se non siete ancora riusciti a vederla potete prenotare la visita guidata gratuita alle ore 14 scrivendo a fondazione@vicomagistretti.it

Foto: Vico Magistretti, Edificio per uffici in Corso Europa (Milano) [part.], 1955-57. photo: Gabriele Basilico