Uno schiaffo le fa scoprire i segreti di mamma e papà: e la famiglia vacilla

In Cinema

Marielle, 14 anni, insulta una compagna di scuola, che le dà una sberla “magica”: da quel momento un’improvvisa, inspiegabile capacità telepatica le permette di vedere e sentire tutto ciò che dicono e fanno i suoi genitori. Il secondo film del regista/sceneggiatore tedesco Frederic Hambalek è una satira della famiglia come esercizio di potere e gioco di manipolazione, tra amori e segreti, nevrosi e illusioni. A tratti cruda, ma capace di strappare una risata. Ottima la giovane protagonista Laeni Geiseler

Marielle, quattordici anni (protagonista de Lo schiaffo di Frédéric Hambalek, passato in concorso all’ultima Berlinale), ha insultato una compagna di scuola e in cambio ha ricevuto uno schiaffo. Da quel momento la sua vita è cambiata. D’improvviso dotata di un’inspiegabile e potente capacità telepatica, riesce a vedere e sentire tutto ciò che dicono e fanno i suoi genitori, Julia e Tobias. Un incipit surreale che apre la strada a un’infinita serie di situazioni scomode e scoperte imbarazzanti, mandando rapidamente in frantumi l’equilibrio di quella che all’inizio ci viene presentata come una famiglia felice, forse imperfetta (come tutte, del resto) ma apparentemente in grado di affrontare conflitti e cambiamenti

Soprattutto, di guardare in faccia la verità, qualunque essa sia. Uno sport che agli adolescenti piace tanto, ma solo perché non hanno ancora misurato l’esatta ampiezza e profondità del dolore e dello smarrimento che il gioco di dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità, può portare con sé. Gli adulti lo sanno benissimo e per questo si guardano bene (di solito) dal frequentare un campo di gioco che può riservare sorprese a dir poco sgradevoli.

Julia (Julia Jentsch) è innamorata di suo marito e soddisfatta della sua vita famigliare, ma questo non le impedisce di trovare attraente e degno di un eccitante flirt un collega di lavoro piuttosto bello e disponibile. Tobias (Felix Kramer) è contento del suo lavoro in una casa editrice, nonostante qualche piccolo a volte necessario compromesso, ma non ha nessuna voglia di condividere umiliazioni e frustrazioni con sua moglie e sua figlia, alle quali preferisce raccontare una versione edulcorata della vita da ufficio. Insomma, una famiglia tutt’altro che perfetta ma di certo non meritevole di particolare biasimo, se solo la giovanissima Marielle (interpretata da una bravissima Laeni Geiseler) smettesse finalmente di vedere ciò che sarebbe meglio ignorare. Per il bene di tutti. Perché qualche piccola bugia può (letteralmente) salvare la vita.

Frédéric Hambalek, regista e sceneggiatore tedesco quasi 40enne, è al suo secondo film (dopo Model Olimpia, 2020) e firma anche la sceneggiatura, componendo un’opera curiosa e interessante, imperfetta ma a tratti capace di strappare sonore risate. Una satira della famiglia come esercizio di potere e gioco di reciproca manipolazione, complicato eppur indispensabile teatrino che si nutre di amore, certo, ma anche (soprattutto?) di nevrosi, segreti, inganni e illusioni. Non un quadro particolarmente ottimista, anche se la visione di fondo dell’autore è tutt’altro che crudele, tra un equivoco e una battuta, qualche fantasia imbarazzante e una scena di sesso davvero esilarante.

Lo schiaffo, di Frédéric Hambalek, con Julia Jentsch, Felix Kramer, Laeni Geiseler, Moritz von Treuenfels, Mehmet Atesci

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