Sono iniziate le rassegne estive di teatro musicale. Luglio, agosto e in parte settembre sono i mesi durante i quali, complici le vacanze e le località amene in cui si svolgono, gli spettacoli lirici possono concedersi qualche interessante e divertente uscita dal consueto. A scorrere i programmi sembra che ciò accada più all’estero che in Italia. Ma anche nel nostro paese ci sono eccezioni da non perdere
L’estate è il momento in cui l’opera si concede qualche libertà. Finite le stagioni regolari, i festival possono permettersi ciò che durante l’anno è più difficile: un titolo raro, una nuova produzione particolarmente ambiziosa, qualche grande nome chiamato a riempire un’arena o anche, molto semplicemente, un’idea. Certo, non sempre ci si riesce. Ma è, o dovrebbe essere proprio questa la differenza tra un festival e una stagione qualsiasi, almeno se si vuole costruire un’identità, anziché limitarsi a mettere in fila dei titoli. Quest’anno, però, le rassegne italiane sembrano propendere per la seconda strada. Viste nell’insieme appaiono un po’ fiacche, tutte o quasi. Detto con franchezza, per sentire e vedere qualcosa di nuovo pare proprio si debba sconfinare.
Arena di Verona
Fino al 12 settembre
È stata la nuova Traviata–Moulin Rouge di Paul Curran ad aprire lo scorso 12 giugno il 103° Festival areniano, il più nazionalpopolare dei festival, nonché quello che sembra godere della maggiore attenzione del nuovo corso politico. Lo spettacolo comprendeva tutto l’immaginario che ci si aspetta: arredi art nouveau, lustrini, coriandoli, can-can a profusione e naturalmente il celebre elefante a grandezza naturale che passeggia sul palco. Forse tutto più tardo Zeffirelli che Baz Luhrmann, ma indubbiamente efficace, con la nuova Violetta di Martina Russomanno che potrebbe diventare un punto di riferimento per physique du rôle e temperamento. Si prosegue con i “visionari” (e sempre più indistinguibili) allestimenti di Stefano Poda di Nabucco e Aida, che torna anche nella versione zeffirelliana, così come Turandot, insieme alla Bohème di Alfonso Signorini. Un po’ meno affollata del solito, invece, la tradizionale parata di star.
Festival dei Due Mondi
Fino al 12 luglio
È in corso il festival a Spoleto, nella nuova gestione di Daniele Cipriani, con Beatrice Rana consulente per la musica classica e Leo Muscato per l’opera e il teatro. A quest’ultimo è toccato il compito di aprire il festival con la strindberghiana Vanessa di Barber, legata a Spoleto per via del libretto di Gian Carlo Menotti. Per il resto nel programma si notano alcune blasonate partecipazioni musicali di Yannick Nézet-Séguin con Beatrice Rana e la London Symphony, o ancora con Gianandrea Noseda e la Filarmonica del Regio di Torino, una divertente maratona-Menotti di giovani talenti per il non proprio tondo 115° anniversario e, per ragioni non del tutto evidenti, anche i concerti di Mika e Arisa.
Festival della Valle d’Itria
Dal 14 luglio al 2 agosto
Vanno meglio le cose a Martina Franca, dove il festival diretto da Silvia Colasanti continua le sue esplorazioni tra opere più o meno battute del repertorio. Idea affascinante quella di accostare in un dittico il balletto Pulcinella di Stravinskij e La favola di Orfeo di Casella: due neoclassicismi messi a confronto dalla bacchetta di Nicolò Umberto Foron e dalla regia e coreografia di Jean Renshaw, che li unisce attraverso il tema della maschera e della commedia dell’arte. Il direttore musicale della rassegna, Fabio Luisi, affronta invece Carmen, ma nell’edizione originariamente predisposta da Bizet nel 1874, prima che dall’Opéra Comique arrivassero richieste di cambiamenti. Si torna invece al Seicento per il terzo titolo d’opera in programma, Il schiavo di sua moglie, dramma per musica di Francesco Provenzale.
Torre del lago
Dal 17 luglio al 5 settembre
Non benissimo, invece, le cose sul lago di Massaciuccoli, dopo che è saltata all’ultimo la Turandot del centenario con regia di Jackie Chan che doveva aprire il Festival Puccini. Si torna così a quella del 2008 con scene di Frigerio e costumi di Squarciapino. Il resto della rassegna prevede i soliti allestimenti di Tosca, Bohème, Butterfly e Fanciulla del West, oltre ai gala di Kaufmann e Domingo.
Macerata Opera Festival
Dal 19 luglio all’11 agosto
Allo Sferisterio quest’anno si vedrà una sola nuova produzione, accompagnata quantomeno da due belle riprese. Il nuovo Nabucco è firmato da Paul-Émile Fourny e diretto da Fabrizio Maria Carminati. Tornano poi l’apprezzato Barbiere di Daniele Menghini e l’infuocato Trovatore di Francisco Negrin. Cast di ottimo livello, soprattutto per le parti femminili: l’Abigaille di Anastasia Bartoli, la Rosina di Raffaella Lupinacci e la Leonora di Marta Torbidoni.
Rossini Opera Festival
Dall’11 al 23 agosto
Anche a Pesaro si vedrà una sola nuova produzione, per cui c’è però grande attesa: Le siège de Corinthe con regia di Davide Livermore e direzione di Carlo Rizzi, con Vasilisa Berzhanskaya protagonista. Si riprendono poi due farse che hanno fatto la storia del Festival: L’occasione fa il ladro di Ponnelle e La scala di seta di Michieletto. A completare il programma, il 18 agosto si festeggiano i 30 anni di Juan Diego Flórez al ROF, mentre il 23 si chiude la rassegna con lo Stabat Mater diretto da Ramón Tebar.
Aix-en-Provence
Fino al 21 luglio
Forse il miglior festival d’opera d’Europa, meno blasonato di Salisburgo, e senza i Wiener in buca, ma con le proposte più originali. Da menzionare subito la prima assoluta di Accabadora di Francesco Filidei, commissionata dal festival al compositore fiorentino che con Michela Murgia aveva immaginato di mettere in musica il suo romanzo più amato. Lo farà quest’anno, a tre anni dalla scomparsa della scrittrice, con la regia di Valentina Carrasco e la direzione di Lucie Leguay. Grandissima attesa per Die Frau ohne Schatten con il trentenne Klaus Mäkelä sul podio, al suo primo importante debutto operistico, e regia di Barrie Kosky. Da segnalare poi, oltre a El cimarrón di Henze e due opere in forma di concerto (Barbablù e i Vespri siciliani in francese) un nuovo Flauto magico diretto da Leonardo García-Alarcón con regia di quel Clément Cogitore che fece impazzire Parigi con le sue Indes Galantes in versione break dance.
Salisburgo
Dal 17 luglio al 30 agosto
Solito programma monstre per il festival dei festival. Solo per l’opera abbiamo: la nuova attesissima Carmen diretta da Currentzis con protagonista Asmik Grigorian e regia della coreografa Gabriela Carrizo dei Peeping Tom, Ariadne auf Naxos diretta da Honeck e regia di Ersan Mondtag, il Saint François d’Assise di Messiaen messo in scena da Castellucci, il rossiniano Viaggio a Reims con regia di Barrie Kosky e Cecilia Bartoli in scena, già visto al Festival di Pentecoste, mentre di mozartiano c’è solo la ripresa del Così fan tutte di Christof Loy. Per i concerti, a dirigere i Wiener si succedono, nell’ordine: Dudamel, Sokhiev, Muti, Thielemann e Nelsons. Notevoli infine le rassegne dedicate a Kurtág, scomparso lo scorso febbraio, e a Messiaen.
In copertina: lo Sferisterio di Macerata