Professore in Palestina fra ragione e ribellione

In Cinema

“The Teacher” è il primo film dell’attivista e produttrice inglese (di origini mediorientali) Farah Nabulsi. Che sceglie la via di una fiction molto vicina alla realtà per raccontare i dilemmi e i drammi di un insegnante. Ai suoi studenti, che subiscono violenze e ingiustizie continue dall’esercito israeliano e dai coloni, predica la cultura come strumento per migliorare la loro condizione. Però intanto prende parte alla lotta, anche illegale, contro l’occupazione delle terre e la demolizione delle case della sua città

The Teacher, primo lungometraggio dell’attivista e produttrice inglese di origine palestinese Farah Nabulsi (nominata all’oscar per il corto The present, 2020) inizia con la classica scritta “ispirato a fatti realmente accaduti”. Il che significa non uno in particolare, perché purtroppo quello che il film mostra e racconta, ovvero la costante aggressione di esercito e coloni israeliani armati ai danni degli abitanti della Cisgiordania (qui siamo dalle parti di Nablus) avviene ormai quotidianamente in molti luoghi. Prima dell’omicidio di un ragazzo ad opera di un colono che finirà vergognosamente assolto in tribunale, evento chiave lungo tutto il corso del film, si parte con l’esercito israeliano che va a demolire la casa di una famiglia. Quella composta da una donna e dai due figli, studenti nella scuola dove lavora Basem (Saleh Bakri, figlio di Mohammad, premiato in passato per Il caftano blu e altri ruoli al cinema e a teatro), l’insegnante di lingue intorno al quale ruotano tutte le vicende del film.

Un passato di militante, più volte incarcerato dallo stato d’Israele, padre disperato di un ragazzo che non sopravvive alla sua permanenza in prigione, dopo una manifestazione di protesta, Basem sceglie molti anni dopo di riprendere la lotta, anche clandestina, contro il governo occupante. Ma intanto continua la sua attività di insegnante, consigliando i suoi allievi come un padre e tentando di convincerli che l’istruzione potrà essere una via di rinascita sociale e individuale anche per il popolo palestinese. Con Lisa (la britannica Imogen Poots, nel cast di The Father e altri titoli di primo piano), volontaria inglese che si occupa del reinserimento dei minori incarcerati, nascerà anche un amore disperato, difficilmente in grado di sopravvivere tra la violenza, l’ingiustizia e la disperazione che dominano il panorama che li circonda.

The Teacher si muove su due fronti (e due dolori paterni), un soldato israeliano rapito per ottenere la liberazione di prigionieri palestinesi e il ragazzo assassinato al centro della storia, scegliendo una via solo in apparenza meno documentaria di altri film usciti in questi mesi sulla tragedia mediorientale. E forse un certo accumulo di temi, privati e collettivi, nuoce un poco alla compattezza del racconto. Tocca al professore, diviso tra impegno politico e didattica, azione anche violenta e processi per ottenere giustizia, incarnare il dilemma culturale di un popolo che alla razionale scelta di ricostruire la civiltà pur in mezzo a nemici ciechi a ogni istanza di giustizia, affianca il furore istintivo e distruttivo di chi non vede altra possibilità di difesa che lo scontro frontale, muro contro muro. E l’urlo desolato di Adam (Muhammad Abed Elrahman), allievo prediletto del professore e fratello del giovane ucciso, sotto gli ulivi e nella pioggia battente, colpisce al cuore per quanto rimanda, oltre al dolore familiare, la frustrazione causata da una logica di annientamento imposta a una cultura e a un popolo.

The Teacher, di Farah Nabulsi, con Saleh Bakri, Imogen Poots, Muhammad Abed Elrahman, Stanley Townsend, Muayyad Abd Elsamad, Andrea Irvine, Nabil Al Raee, Mahmood Bakri, Paul Herzberg

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