La musica da camera si ascolta in salotto

In Musica

Una sede raccolta e di giuste dimensioni fatta apposta per accogliere le note di composizioni create per piccoli ensemble. È in via Procaccini 11, dove l’associazione culturale Show & Grow dà vita ai concerti di “Musica in salotto”. Il 15 giugno in scena il duo Koiné con musiche di Schumann, Dallapiccola, Rota, Martucci

Partecipare a un concerto in casa di un giovane allievo di Mozart – è descritto nelle Reminiscences di Michael Kelly – in cui si esibiscono in quartetto Haydn, Dittersdorf, Vanhall e lo stesso Mozart per ospiti illustri come Paisiello. O assistere a una serata a Wahnfried in compagnia di Wagner e Listz al pianoforte.

La musica da camera ha sempre affascinato non solo per l’eccellenza delle sue partiture  e dei suoi interpreti ma anche per il contesto in cui venivano eseguite.

Ebbene, il 15 giugno l’associazione culturale Show & Grow proporrà nella sua sede di via Procaccini 11 il terzo appuntamento di “Musica in salotto”. Una serie di incontri musicali ispirati alle atmosfere più intime e raccolte della musica da camera, repertorio che fatica a trovare il giusto spazio e viene spesso inserito in contesti più grandi di lui, come vaste sale da concerto dove il suono di un piccolo ensemble si perde nello spazio sconfinato.

Dice Gian Luca Massiotta, ideatore dell’iniziativa, «[…] quella musica ha però perduto anche il suo fascino originario fatto di complicità e di leggerezza: quel sincero piacere di fare musica tra amici che vedeva mescolati, insieme alle note, anche pensieri, sogni, discussioni… perfino sberleffi e risate!»

L’intendimento dell’Associazione sarebbe di ricostruire quelle atmosfere nella speranza di poter respirare, anche solo per una volta, l’aria che tirava nelle  serate  raccontate per esempio da Proust, in cui Swann ascoltava la sonata di Vinteuil in casa dei Verdurin (oltre ai tanto temuti brani wagneriani che mettevano l’emicrania all’anfitrione), dove si faceva vita mondana, si parlava di arte e filosofia e si facevano conoscenze. Ma riproporre al giorno d’oggi una simile iniziativa vuol dire anche stimolare la ricerca di nuove modalità di ascolto. Fruire la musica dal vivo e gustarla in un contesto intimo e relativamente informale come quello casalingo ha mantenuto un preciso significato fino all’avvento sempre più massiccio della musica riprodotta, quando tutto ciò è stato messo in crisi. Oggi è facilissimo poter ascoltare quartetti e sonate nel proprio salotto senza alcun bisogno di musicisti esperti e di strumenti particolari.

Attraverso iniziative come “Musica in salotto” chissà che non ci si accorga che qualche volta potrebbe valere la pena di spegnere lo stereo, il computer o la televisione e andare ad ascoltare alcune persone che suonano musica dal vivo, bere un bicchiere insieme e chiacchierare in un luogo intimo e confortevole come, appunto, un salotto.

«Liberando gli interpreti dall’ansia di prestazione e gli spettatori dalla barriera inibitoria del rito iniziatico» spiega Massiotta «vorremmo creare un clima intimo e coinvolgente dove anche i non addetti ai lavori di tutte le età possano sentirsi parte di un mondo, quello dell’arte scenica in generale, sia essa musicale o teatrale, molto meno ostico e serioso di quanto non appaia».

Il tentativo di ritrovare uno spazio consono alla musica classica, svecchiarla e donarle una nuova vita è un regalo dei più felici che oggi si possa pensare per quest’arte. Il protagonista del libro di Emmanuel Carrère L’avversario si ritrova, già adulto, a doversi costruire una nuova identità, un nuovo motivo di stare al mondo, dopo che il suo castello di bugie gli è crollato addosso. A molti capita di ritrovarsi a teatro imbalsamati ad ascoltare qualcosa che sembra distante e sentirsi, così, parte di una grande menzogna: il coraggio di affrontare la verità e offrire, per chi ne sente bisogno, una nuova identità alla musica, è prezioso. Così, senza arrivare a ritenere sorpassato il modello di ascolto più tradizionale, si riconosce il valore di proporre alternative.

Infine, caratteristica di questi incontri è l’esibizione di talenti emergenti che trovano qui un’occasione importante di confronto e visibilità, quando le istituzioni fanno quasi nulla per loro. Questa volta per “Musica in salotto” è stato chiamato il Duo Koiné (Cesare Zanfini al violino e Paolo Gorini al pianoforte) che porta un programma ben selezionato, incentrato prevalentemente su autori italiani. Interessante è l’inserimento di brani novecenteschi affiancati a lavori dal sapore tardoromantico. Le sonate per violino e pianoforte sono di Nino Rota e Giuseppe Martucci, mentre la baroccheggiante Tartiniana seconda di Luigi Dallapiccola si affianca alle Tre romanze per violino e pianoforte op. 94 di Schumann.