Lunga vita a Corpi sul palco!

In Arte

Lo scorso dicembre al teatro fACTORy32 di Milano si è tenuta la sesta edizione di Corpi sul palco, la rassegna che porta a teatro le performance delle Arti Visive, a cura di Andrea Contin e prodotta da Teatro Linguaggicreativi. Ce lo racconta dalla platea Gabi Scardi, curatrice, critica e appassionata spettatrice fin dall’esordio a Milano nel 2019.

Presenziare a Corpi sul palco è diventata una consuetudine di quelle a cui dispiacerebbe dover rinunciare. Un momento di compartecipazione; non tanto perché un qualche episodio di interazione tra i performer e il pubblico sia sempre previsto, ma perché si ha l’impressione di un flusso comunicativo forte, che investe tutti, tanto che scena e platea finiscono per costituire un unico spazio di senso.

Andrea Contin
courtesy l’artista e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

Diversi fattori contribuiscono a questa sensazione: l’ambiente è sobrio, informale, il palco di piccole dimensioni; il carattere generale sperimentale ma serio, le scenografie minime, nessun effetto speciale, nessuna spettacolarizzazione, a partire dall’apparente confidenzialità della presentazione, con Andrea Contin, ideatore e organizzatore della manifestazione, che, artista lui stesso, si pone come portavoce e interprete degli artisti invitati: Contin compare sul palco all’inizio della rassegna per presentare l’insieme, e poi di nuovo a ogni passaggio per introdurre i singoli interventi; è in frac, a sancire il valore del momento, ma le parole sono di grande vicinanza; ogni volta che scivola via lascia dietro si sé un’impressione di confidenza, di calore, di intimità. La sua è la prima delle performance.

Luca Valli
courtesy l’artista e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

Gli artisti, per questa sesta edizione, sono stati Luisa Cassandra Bruni, LETIA-Letizia Cariello, Carola De Marchi ed Eugenia Ingegno, Zehra Doğan, Julia Krahn con la partecipazione di Yvonne Florentine Schleuß, Il Circo Rurale di Rikyboy con Andrea Nani, Carmen Schabracq, Stefano Tolusso con Edoardo Camporese, Luca Valli e il duo VENERDISABATO. Come nelle passate edizioni, anche questa volta lo staff si è palesato sul palco tra una performance e l’altra al fine di riallestire con i semplici oggetti di scena richiesti. Tutto avviene con discrezione, ma nulla è dissimulato; il rertopalco è coprotagonista della serata.

Luisa Cassandra Bruni
courtesy l’artista e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

I brani durano pochi minuti; questa è la sfida che Contin lancia agli artisti, ma anche al pubblico, che sa di dover prestare attenzione perché il flusso è continuo e non c’è una seconda possibilità. L’edizione di quest’anno è cominciata con l’intensa lettura, da parte di Contin, del monologo di Andromaca dalle Troiane di Euripide: “Figlio, conforto ultimo dei miei giorni. Figlio adorato. Percosso dall’odio, lascerai tua madre sola nella sventura. …”. Il tema evocato è dunque quello del sacrificio dei bambini. La dedica è stata poi al circo che, con le parole di Contin, è spazio di libertà totale e assoluta, dove chi si mette in scena arriva da chissà dove, per poi scomparire di nuovo in un altrove; al suo fascino, consistente nel “non sapere chi è quell’essere, ma goderselo per ciò che è in quel momento”.

Zehra Doğan
courtesy l’artista, Prometeo Gallery Milano Lucca e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

E alla Gaza Circus School, scuola di circo costituita da un “gruppo di fenomeni che sotto i bombardamenti e la fame insegnano numeri da circo ai bimbi”, e insistono, qualunque cosa accada. Una dichiarazione, insomma, sul sentirsi, da parte degli artisti, membri coscienti di una comunità calata nel presente; sulla necessità, per l’arte, di riflettere sul proprio ruolo in un tempo che cambia, e che si degrada; ma che, proprio con il linguaggio dell’arte può ancora esprimere visione e fiducia, e fare resistenza.

Carola Demarchi ed Eugenia Ingegno
courtesy le artiste e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

Coerentemente con questo inizio, diverse sono state le narrazioni fortemente espressive, con i picchi drammatici di Luisa Cassandra Bruni, La rivoluzione non è un pranzo di gala, con un riferimento sanguinante ai dieci comandamenti, così platealmente contraddetti dagli eventi degli ultimi anni, e di Julia Krahn che, con Siamo animali feriti, mette al centro di tutto un corpo in tensione.

LETIA – Letizia Cariello
courtesy l’artista e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

Ma fondamentalmente Corpi sul palco è un laboratorio che dà spazio a voci diverse, un’indagine sulle forme possibili di autorialità in ambito performativo, senza vincoli tematici né linguistici, oltre che senza limite generazionale. Ogni intervento è dunque immersione in un vissuto, un carotaggio in un modo di guardare e di esprimere il mondo. I registri sono diversi perché varie sono le geografie emozionali, le provenienze e le età – anche se, in questa edizione, molti sono i giovani: diversi performer afferiscono ancora all’Accademia di Brera.

Carmen Schabracq
courtesy l’artista, Red Lab Gallery Milano Lecce e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

Alcuni interventi sono accompagnati da contributi video, altri no. Alcuni performer hanno insistito sulla presenza e sul racconto, come Zehra Doğan, con il suo Force Counterforce, altri su pratiche di durata, come Letizia Cariello; alcuni sullo spiazzamento, come Luca Valli con Mett e Sam fanno la cosa giusta, performance a base di maschere improbabili, automobiline telecomandate e smartphone. VENERDÌSABATO riflettono sul dispositivo stesso del teatro, invertendo le parti tra attore e pubblico, quest’ultimo trasformato da spettatore a oggetto di osservazione e di commenti. 

Stefano Tolusso
courtesy l’artista e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

Importante l’elemento rituale, come in Lucia di Carmen Schabracq, la qualità del gesto, o della voce, che magari si abbassa al limite dell’inudibile, come in Sotto la lingua di Carola Demarchi ed Eugenia Ingegno.
Certe performance sono rimaste legate più direttamente alla realtà attuale, altre hanno fatto riferimento alla dimensione esistenziale, altre ancora hanno giocato sull’ironia, ma mai futile, anzi pregnante, sull’assurdo di un mondo incongruo, sul riso come catalizzatore che può aiutare a comprendere una realtà non più familiare, e anzi addirittura sinistra.

VENERDISABATO
courtesy l’artista e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

Così, tra momenti di paradosso, di trascendenza, d’introspezione, di violenza e di memoria, Corpi sul Palco ha portato il pubblico a confrontarsi con visioni e generazioni diverse di artisti, a cominciare dai poco più che esordienti Luca Valli, con il già citato Mett e Sam fanno la cosa giusta, e Stefano Tolusso con Edoardo Camporese con La società dell’uomo di Neanderthal, in cui due diversi registri narrativi distanti l’uno dall’altro s’intrecciano, a generare un discorso apparentemente incongruo, in realtà quanto mai evocativo della frammentazione e della violenza odierna.

Julia Krahn
courtesy l’artista e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

Chiusura nel segno del décalage, con Il circo rurale di Rikyboy con Andrea Nani che si avvalgono della funzione demistificante dell’ironia, e soprattutto dell’autoironia: una vera e propria dichiarazione d’intenti contro la hybris che sembra oggi dominare il mondo. Corpi sul Palco è stato un momento di autenticità: sul palcoscenico avveniva sempre qualcosa di vero, un’esplorazione in tempo reale, condotta in forma sperimentalmente, della contemporaneità.

Il Circo Rurale di Riky Boy con Andrea Nani
courtesy l’artista e Corpi sul palco®, foto di Simone Falso

A ciò si aggiunge il fatto che, nel caso della performance, per goderne occorre essere presenti, condividere concretamente la platea. Un elemento solo apparentemente ovvio, in un mondo sempre più digitale. E questo non può che favorire la relazione e la condivisione tra persone. E infatti alla fine della rassegna segue sempre la fase dei commenti, che diventa parte integrante della serata. Anche da qui il piacere e l’importanza di questo festival, che è ormai un momento rilevante nella vita culturale della città. Lunga vita a Corpi sul Palco.

Il pubblico di Corpi sul palco
courtesy Corpi sul palco®, foto di Simone Falso
(Visited 16 times, 1 visits today)