Le Presenze Sospese di Franz Wanner e la tipografia delle Alpi di AlpiTypes al Kunst Meran Merano Arte

In Arte

Quale meta migliore, in questi giorni di vacanza natalizia, della pittoresca Merano, perla dell’Alto Adige? Un motivo in più possono essere le due mostre della galleria Kunst Meran Merano Arte: la prima, quella dell’artista Franz Wanner, riporta alla luce le identità occultate delle “Presenze Sospese”, quelle dei lavoratori coatti che vennero utilizzati in Germania ed alto Adige durante il nazismo. La seconda, AlpiTypes, recupera e reinterpreta i caratteri tipografici utilizzati nella prima metà del ‘900 in cartellonistica ed editoria nella zona che attualmente corrisponde ad Alto Adige, Tirolo e Trentino. Tutte indagini artistiche sul territorio, dunque, che mirano a far riaffiorare una memoria collettiva coscientemente sepolta e un rafforzamento dell’identità estetica della regione.

Non c’è maniera più costruttiva per trovare una chiave di lettura del tempo presente che rileggere criticamente gli accadimenti del passato. Il tema della memoria, mai come oggi, deve essere sempre vivo e presente nelle nostre menti in modo da riuscire a costruire una nuova idea di futuro volta ad un auspicabile miglioramento: sono queste le corde nascoste che muovono le due mostre inaugurate il 24 ottobre scorso alla galleria Kunst Meran Merano Arte. La prima, quella dell’artista Franz Wanner, come suggerisce il titolo stesso, costruisce il proprio passo riportando alla luce le identità occultate delle Presenze Sospese, quelle dei lavoratori coatti che vennero utilizzati in Germania ed alto Adige durante il nazismo. La seconda, AlpiTypes, agisce tramite il recupero e la reinterpretazione dei caratteri tipografici utilizzati nella prima metà del ‘900 in cartellonistica ed editoria nella zona che attualmente corrisponde ad Alto Adige, Tirolo e Trentino. Tutte indagini artistiche sul territorio dunque, che mirano da un lato al far riaffiorare una memoria collettiva coscientemente sepolta per evitare di pagare dazio, dall’altro ad un rafforzamento dell’identità estetica.

Franz Wanner, Musterfolien (1),2024. Courtesy of the artist

É il lavoro di Wanner, curato da Kristina Kreutzwald e Martina Oberprantacher, a introdurci negli spazi della galleria – sita in una delle vie centrali del suggestivo centro città – e lo fa colpendo dritto allo stomaco, non tramite linguaggio di mediazione ma prediligendo la brutale presenza della materia. Interprete principale il plexiglass, sviluppato nel 1933 dalla ditta Röhm & Haas e utilizzato dai nazisti in ambito bellico, che si fa metafora dello sfruttamento tramite la presenza di un paio di occhiali protettivi ritrovati nell’ex campo di concentramento di Sachsenhausen. Realizzati di nascosto dai lavoratori coatti per proteggere la vista durante il lavoro, erano oggetti vietati: dovere di quegli uomini era solo lavorare sopravvivendo alle più brutali torture senza la minima possibilità di una qualsivoglia autotutela. Lungo tutte le tappe concettuali che l’artista ci propone ritroviamo, oltre ad altri oggetti in plastica acrilica utilizzati da soldati ed industrie tedesche, anche riproduzioni video: emblematica la presenza di materiale filmico di repertorio, che racconta di un apparente lieta gita domenicale e che, a uno occhio più attento, rivela la presenza di un gruppo di lavoratori forzati sullo sfondo. Per anni, lo sguardo è stato distolto dalla verità che l’artista riporta alla luce. Ce lo raccontano anche le fotografie: a parlare sono direttamente le scritte sui muri lasciate dagli internati detenuti all’interno di strutture fatiscenti. É inoltre stato attuato un minuzioso lavoro d’archivio che ha riportato alla luce documenti originali comprovanti la presenza e l’utilizzo dei lavoratori all’interno di diverse aziende.

Franz Wanner, Mind the Memory Gap, 2022, installation view.
Kunst Meran Merano Arte 2025. Foto Ivo Corrà

La seconda mostra, AlpiTypes, è invece incentrata sul concetto di istruzione, interpretata non come mera trasmissione di nozioni ma come una maniera di dare ai discenti gli strumenti per trovare un proprio linguaggio espressivo. Anche in questo caso è stata condotta una sapiente attività di repertorio, ad opera dei docenti Antonino Benincasa e Massimo Martignoni insieme ad un gruppo di studenti del corso di laurea in Design e Arti dell’Università di Bolzano, con la co-curatela di Anna Zinelli, che ha riportato alla luce una vasta produzione di guide, riviste, locandine, depliant e poster che fino agli anni ’50 hanno vissuto in loco un aumento significativo legato al turismo della montagna. É stato attuato un vero e proprio intervento di “archeologia tipografica”: partendo dallo studio dei caratteri utilizzati, ispirati a correnti stilistiche europee quali la Secessione Viennese, lo Jugendstil, il Bauhaus, razionalismo ed avanguardie, tramite mezzo digitale sono stati ricostruiti svariati tipi di alfabeto. Con un approccio di tipo progettuale gli studenti sono poi stati invitati a ricreare dei cartelloni corrispondenti ai propri gusti e sensibilità.

AlpiTypes. Installation view, Kunst Meran Merano Arte. Foto Ivo Corrà


Durante tutta la durata della mostra verranno attivati diversi percorsi didattici per le scolaresche che avranno modo di sperimentarsi in prima persona nella redazione e nell’utilizzo dell’alfabeto per riempire uno spazio grafico. A dimostrazione che, adottando un punto di vista alternativo e spostando l’attenzione sui dettagli, creare un panorama differente è sempre possibile.

Franz Wanner – Presenze sospese. Immagini di uno sfruttamento; AlpiTypes: lettere immagini tracce. Kunst Meran Merano Arte, Merano, fino al 18 gennaio 2026

In copertina: Franz Wanner, Musterfolien (3), 2024. Courtesy of the artist

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