Il mondo non è più quello della scorsa estate. La “guerra mondiale a pezzi” si allarga e i pezzi cominciano a unirsi, mostrando l’insieme nel suo indicibile orrore. Ma l’arte, che se ne occupi o meno, va avanti, e anche quest’anno i nostri contributor ci regalano, per scelta arbitraria e in ordine sparso, ognuno una segnalazione. Sperando siano buoni consigli, e presagi della pace che la cultura porta con sé, vi auguriamo una felice feriae augustae: ci rivediamo a settembre!
TORINO: GAZA, IL FUTURO HA UN CUORE ANTICO ALLA FONDAZIONE MERZ
Cominciamo la nostra agenda con una mostra dolorosa quanto necessaria: Gaza, il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo aperta alla Fondazione Merz di Torino fino al 27 settembre. Il padiglione della Palestina che Venezia non ha avuto il coraggio di fare lo troviamo a Torino in una mostra presentata da Fondazione Merz con il Museo Egizio di Torino e MAH – Musée d’art e d’histoire di Ginevra, a cura di Beatrice Merz, Silvano Bertalot e Giulia Turconi, che attraverso il dialogo tra archeologia e arte contemporanea restituisce la profondità storica e culturale di Gaza. Una mostra che si inserisce nel dibattito sulla distruzione del patrimonio culturale, fatto non solo di siti archeologici, monumenti storici o segni del passato perduti o gravemente danneggiati, ma anche dalle persone che li hanno vissuti, celebrati e identificati come parte della loro eredità culturale e che ora sono morte o fuggite dalla distruzione. Per non dimenticarci che il genocidio, anche se quasi non se ne parla (o sembra non se ne possa parlare), è ancora in corso, e l’annullamento di un popolo e della sua storia millenaria potrebbe giungere a compimento.
(Segnalata da Andrea Contin)

BOLZANO: FRANCO VACCARI AL MUSEION
Feedback. Gli ambienti di Franco Vaccari, Museion, Bolzano, fino al 13 settembre 2026
Fino al 28 settembre Museion ospita la mostra “Feedback. Gli ambienti di Franco Vaccari.” dedicata all’artista modenese che attraverso i suoi ambienti cercò di ridefinire il rapporto tra individuo e spazio collettivo. Tramite azioni performative, formalizzazioni installative e pratiche condivise, la mostra incoraggia il pubblico a partecipare al processo creativo di Vaccari, suggerendo una continuità con la sua pratica che ancora oggi si esprime vivacemente, come ad esempio nelle sue famose “Esposizioni in tempo reale”, alcune delle quali proposte in mostra. Ripercorrendo il grande corpus di opere dell’artista, dalla poesia visiva al libro d’artista, dalla fotografia alla creazione di ambienti, “Feedback” vuole favorire l’interazione tra opere e pubblico, mettendo in luce la rara attualità di Vaccari a pochi mesi dalla scomparsa del maestro.
(Segnalato da Federica Mariani)

VENEZIA:LA MOSTRA aaAAh INAUGURA LO SPAZIO NITA
Il 16 luglio 2026 ha aperto al pubblico NITA, un nuovo spazio indipendente situato a Venezia, in Calle Pedrocchi: un luogo pensato per la ricerca curatoriale ed editoriale e per la promozione di pratiche artistiche multidisciplinari ed emergenti, fondato da Vittoria Colagiovanni, Costanza De Maria, Yasmine El Hafidi e Livia Zavatarelli. Il nome nasce da una sovrapposizione toponomastica e politica: situato in una calle a due passi da Via Garibaldi, lo spazio prende il nome da Anita Garibaldi – rivoluzionaria relegata ai margini della canonizzata narrazione storica – e ne recupera la radicalità collocandola a cavallo della laguna, come mostra il logo del progetto. La mostra inaugurale aaAAh, curata da Vittoria Colagiovanni e Yasmine El Hafidi, con il project management di Costanza De Maria, riunisce le pratiche di Luca Benigni, Sofia Botter, Alessandro Frau, Anouk Noée, Davide Paolini, Tarico Anniina Stodolsky, Sebastiano Zafonte e Fanfan Zhou attorno al dente come dispositivo bio-politico: reperto che eccede il corpo divenendo indicatore economico e marcatore sociale, su cui si inscrivono accesso alle cure, disuguaglianze strutturali e squilibri di classe. La mostra è accompagnata dal progetto editoriale di Livia Zavatarelli, concepito come archivio e strumento critico che prolunga la ricerca oltre l’esposizione. Nel contesto veneziano, sempre più segnato dalla saturazione del sistema Biennale, NITA si afferma come uno spazio potenziale di decentramento. Un dispositivo aperto e polivocale, capace di sostenere pratiche radiali e forme di pensiero al di fuori delle logiche istituzionali e della visibilità immediata. Uno spazio critico in potenza di tracciare traiettorie inedite e alternative ancora tutte da scoprirsi.

TERMOLI: IL GIOCO COME SCOPERTA ALLE CASE SAI
Le Palazzine SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), costruite negli anni Ottanta per i lavoratori Fiat, rappresentano un luogo emblematico della storia urbana e sociale di Termoli e, al tempo stesso, uno spazio inedito per accogliere le ricerche di 15 artisti contemporanei. Da questa intuizione nasce il progetto di Maria Elena Ricciuto e Martina Scala: portare l’arte negli spazi della quotidianità, trasformando l’atrio condominiale – luogo di confine tra pubblico e privato, memoria e relazioni – in uno spazio di incontro e immaginazione condivisa. Il tema del gioco, inteso come esperienza di scoperta e possibilità, accomuna le opere di Marta Ant, Elena Maria Barra, Riky Boy, Arianna Colonnetta, Daniela D’Amore, Livia De Magistris, Mariarita Ferronetti, Giulia Fontana, Aurora Lac, Davide Mancini Zanchi, Gianluca Panareo, Rita Passarelli, Elisa Schiavina, Alice Terragni e Francesca Vanoli, con l’obiettivo di avvicinare l’arte a pubblici nuovi, al di fuori dei tradizionali spazi espositivi.
(Segnalato da Elisa Schiavina)

MILANO: IL POINT OF VIEW DI WERNER BISCHOF AL DIOCESANO
Dagli esordi pittorici e dal rigore geometrico del Bauhaus alla fotografia di studio, fino al reportage d’impatto sociale: la vita di Werner Bischof è una costante ricerca di equilibrio tra perfezione estetica e profondo umanesimo. Spinto da un’inesauribile curiosità e da un forte senso etico, il maestro svizzero ha sempre cercato la bellezza e l’umanità anche negli aspetti più drammatici del reale.
La retrospettiva Werner Bischof. Point of View, allestita al Museo Diocesano di Milano, ripercorre la sua eccezionale parabola artistica attraverso 200 immagini vintage, stampe d’epoca e provini a contatto originali. Dai reportage nell’Europa distrutta dal secondo conflitto mondiale alle testimonianze in India, Giappone, Stati Uniti e America Latina, Bischof — cofondatore di Magnum Photos nel 1949 — ha sempre rifiutato la logica del sensazionalismo e della propaganda, consegnandoci scatti che immortalano la speranza che risorge dalle macerie.
(Segnalato da Giorgia Ghezzi)

BOLZANO: FORT BIENNALE_02 AL FORTE DI FORTEZZA
FORT biennale_02, Forte di Fortezza (BZ), fino all’8 novembre 2026
Per chi fosse in vacanza in Alto Adige o di passaggio verso il Brennero, vale la pena fare una sosta per visitare la seconda edizione di FORT biennale, un evento espositivo che si sviluppa come un percorso a tappe all’interno del Forte di Fortezza, a quindici minuti in auto da Bressanone. Curata e guidata da Hannes Egger, Andrea Lerda e Veronica Vascotto, la manifestazione riattiva gli spazi dell’ex struttura militare, dove novità e alterità entrano in dialogo con la monumentalità delle mura della fortezza, generando un’esperienza intensa, ricca di contrasti e, al tempo stesso, di comunità. Proprio la dimensione comunitaria è il nucleo centrale dell’esposizione e delle ricerche degli autori coinvolti, una ventina di artiste e artisti italiani e internazionali, le cui opere si articolano nelle quattro sezioni intitolate rispettivamente: Think, Play, Dance, Act. “Reclaiming Collective” è il tema di quest’anno, un invito a superare le barriere che producono separazione: alleanze, partecipazione e sostegno reciproco si propongono come alternative concrete all’individualismo distruttivo alimentato dal turbo-capitalismo. In mostra: Bea Bonafini, Barbara Gamper, Hannes Egger, Michael Fliri, Ingrid Hora, Rosmarie Lukasser (supported by Austrian Cultural Forum in Milan), Rebecca Moccia, Museo Wunderkammer, Josèfa Ntjam, Dan Perjovschi, Micaela Piñero, Micol Roubini, Marinella Senatore, Karin Schmuck, Tobias Tavella, Flaminia Veronesi, Maël Veisse, Maria Walcher, Mali Weil.
(Segnalata da Luca Panaro)

REPUBBLICA CECA: WILLIAM KENTRIDGE OMAGGIA KAFKA ALLA KUNSTHALLE DI PRAGA
William Kentridge: The Battle Between YES and NO, Kunsthalle, Praga, fino al 7 settembre 2026
“The Battle Between Yes and No”, la prima grande mostra in Repubblica Ceca dedicata a William Kentridge, rimarrà visitabile fino al 7 settembre. I temi più cari all’artista si dispiegano nei due piani della Kunsthalle praghese, attraverso opere video, installative e collage, rivelando metodi e processi che stanno dietro la creazione di lavori così complessi e stratificati.
Per l’occasione, l’artista ha creato A Letter to Felice (2026), un omaggio a Franz Kafka, che segna anche la prima volta in cui Kentridge dedica esplicitamente un’opera all’autore praghese che per tanto tempo ha ispirato il suo lavoro.
(Segnalato da Francesca Greco)

SVIZZERA: L’OCCHIO DINAMICO A LOCARNO
Attraverso pratiche artistiche che hanno posto la percezione al centro della propria ricerca, il progetto di Museo Casa Rusca a cura di Marco Franciolli evidenzia come il guardare sia un atto relazionale complesso, in cui corpo, mente e spazio operano in costante interdipendenza. Arte, scienza e filosofia si articolano così in una riflessione rigorosa sui meccanismi della visione e sulle condizioni del visibile, proponendo lo sguardo come dispositivo conoscitivo in grado di ridefinire criticamente il nostro rapporto con la realtà. Con opere di Alberto Biasi, Gianni Colombo, Dadamaino, Johann Heinrich Glaser, Franco Grignani, Florence Henri, Andreas Gysin e Sidi Vanetti, Barbara Probst, Markus Raetz, Luciano Rigolini, Jean Tinguely, Grazia Varisco, Felice Varini, Victor Vasarely e Bernard Voïta.
(Segnalato da Elisabetta Longari)

MATERA: SETTE SCULTURE DI PIETRO CONSAGRA
Pietro Consagra, Sette sculture, Chiesa del Purgatorio, Matera, fino al 27 settembre 2026
La Chiesa del Purgatorio a Matera ospita quest’estate una mostra dedicata al celebre scultore contemporaneo Pietro Consagra. L’esposizione, a cura di Giorgio Verzotti e organizzata dalla Galleria Alessandro Albanese con la consulenza scientifica dell’Archivio Pietro Consagra, presenta sette opere (in bronzo e legno dipinto) realizzate tra gli anni ’80 e ’90. Le sculture, dialogando con i colori della chiesa, riflettono la rivoluzione linguistica dell’artista, caratterizzata dal superamento della scultura a tutto tondo in favore della frontalità; una scelta che stabilisce un rapporto dialettico e paritario con il pubblico, invitandolo a un’interpretazione libera e non gerarchica dell’opera. La mostra richiama inoltre il legame storico di Consagra con la città, iniziato con la celebre rassegna all’aperto nei Sassi del 1978, di cui verrà ristampato il catalogo.
(Segnalata da Andrea Mirabelli)

ABANO TERME: LA FOTOGRAFIA DI EISENSTAEDT NELL’ARIA DI VILLA BASSI RATHGEB
Il Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme rende omaggio ad Alfred Eisenstaedt, tra i più grandi fotografi del Novecento e pioniere del fotogiornalismo moderno. La mostra ripercorre la sua straordinaria carriera attraverso immagini che hanno segnato la storia della fotografia, con particolare attenzione agli anni trascorsi negli Stati Uniti e ai celebri reportage realizzati per la rivista Life, tra cui l’iconico bacio di Times Square. Un’esposizione che racconta lo sguardo di un autore capace di trasformare gli eventi quotidiani in immagini destinate a diventare simboli del loro tempo.
(Segnalata da Massimiliano Sabbion)

© Alfred Eisenstaedt/The LIFE Picture Collection via Getty Images.
ROMA: LAGERFELD E FENDI ALLA GNAMC
After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, GNAMC, Roma, fino al 25 ottobre 2026
Le mostre che espongono pezzi importanti delle collezioni delle più grandi firme della moda sono, ad oggi, all’ordine del giorno. Nel 1985 è Karl Lagerfeld, allora direttore creativo della maison Fendi, che realizzò una delle prime esposizioni dedicate a capi di moda da lui disegnati e prodotti alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. A 41 anni di distanza, Maria Grazia Chiuri ha deciso di rendere omaggio al genio del prêt-à-porter presentando la sera del 9 luglio la sua prima collezione per la maison proprio alla GNAMC, inaugurando così After. Un percorso di lavoro. Fendi/Karl Lagerfeld 1985. Questa mostra, aperta al pubblico dal 10 luglio al 25 ottobre 2026 a cura di Maria Luisa Frisa, presenta al secondo piano della galleria un intelligente re-enactment della nota opera del maestro, che nel 1985 fu realizzata in collaborazione con ClaudioLazzarini e Carmela Vigliotti. Per chi vuole fare un tuffo nel passato e calarsi nella sontuosa moda anni ’80, è la scelta ottimale.
(Segnalata da Edoardo Piacentini)

BRUXELLES: LA BELLEZZA FILTRATA DAL CONTEMPORANEO AL BOZAR
Picture Perfect: Beauty through a Contemporary Lens, Bozar, Bruxelles, fino al 16 agosto 2026
Se vi trovate a Bruxelles vale la pena di fare un salto al BOZAR di Bruxelles dove la mostra Picture Perfect: Beauty through a Contemporary Lens, curata da Christel Tsilibaris, presenta l’opera di 65 artisti che indagano la nozione di bellezza, mettendone in luce implicazioni politiche, etiche e culturali. Sistema di oppressione sociale o piuttosto forza creativa?
Dalle pioniere Martha Rosler, Cindy Sherman, Ana Mendieta, all’iconica Pipilotti Rist emerge la critica ai modelli occidentali di corpo e identità e all’imposizione della bellezza, così come una trasformazione dello sguardo sul corpo femminile. Ma la mostra conduce anche alla “riappropriazione” della bellezza, come fonte di emancipazione, vulnerabilità, diversità, invecchiamento, forme queer e ibride di identità in lavori più contemporanei, come quelli della fotografa sudafricana Zanele Muholi, della giapponese Yuki Kihara e della norvegese Frida Orupabo.
(Segnalata da Jole Martinenghi)

© Pipilotti Rist / 2026, SABAM. Courtesy the artist, Hauser & Wirth and Luhring Augustine
TODI: LE VISIONI CONTEMPORANEE DI SAN FRANCESCO E JACOPONE
Todi celebra gli 800 anni dalla nascita di San Francesco con la mostra collettiva «Mystica Visio. San Francesco, Jacopone e le arti», aperta fino al 15 agosto nella Sala delle Pietre e nella superbo Tempio di San Fortunato. Curata da Massimo Mattioli, l’esposizione riunisce oltre 30 artisti tra emergenti e nomi consolidati, chiamati a reinterpretare l’eredità spirituale del santo e del poeta umbro. Tra le opere spiccano l’Allegoria Sacra del collettivo AES+F, ispirata al dipinto di Giovanni Bellini, e il neon Poco Dio di Matteo Attruia, una riflessione tagliente sulle “mancanze” di oggi.
Tra pittura, scultura e installazioni, con materiali poveri e linguaggi del presente che dialogano con il misticismo francescano, spaziando dalla gioia della creazione alle visioni più oscure di Jacopone, il percorso è completato con due antichi Maestri: Corrado Cagli e Gerardo Dottori. A San Fortunato, invece, un’installazione di Luca Pozzi integra a un coro ligneo un rivelatore di particelle dell’Infn, cercando il trascendente nella scienza, attraverso una pioggia di particelle.
(Segnalata da Matteo Bergamini)

GIBELLINA: CAPITALE DELL’ARTE CONTEMPORANEA, TRA MEMORIA E FUTURO
Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026
Per chi è in Sicilia quest’ anno è imperdibile una visita a Gibellina, prima sede italiana di Capitale dell’ Arte contemporanea. La direzione di Andrea Cusumano garantisce qualità non solo per le manifestazioni di arte contemporanea ma anche per teatro, danza, performance. Anche soltanto la visita al Cretto di Burri, il monumento all’ aperto più bello del mondo, merita il viaggio.
(Segnalata da Gabriele Micciché)

Varcare la soglia del Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” tra il 26 giugno e il 27 settembre significa intraprendere un viaggio sospeso nel tempo attraverso Domestic Displacement, un’intensa esposizione curata da Giulia Ingarao e Antonio Leone. In questa grande mappa sognata e fluttuante dell’abitare contemporaneo, quindici maestri internazionali intrecciano le loro visioni per guidarci lungo un percorso narrativo in tre atti – geografie instabili, abitare la dislocazione, forme fragili della coesistenza – teso tra il familiare e l’ignoto. In mostra opere di Anya Gallaccio, Regina José Galindo, Mona Hatoum, Paolo Icaro, William Kentridge, Anna Maria Maiolino, Shirin Neshat, Olu Oguibe, María Magdalena Campos-Pons, Amalia Pica, Mustafa Sabbagh, Santiago Sierra, Holly Stevenson, Zehra Doğan, Akram Zaatari.
(Segnalata da Camilla Sollazzo)

BURANO: IL MISERERE DI TAGLIAPIETRA E VIO TRA FRAGILITÀ E BELLEZZA
Nell’Oratorio di Santa Barbara a Burano, Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio costruiscono con Miserere un percorso che intreccia scultura, installazione e video per interrogare il rapporto tra vulnerabilità, responsabilità e attenzione verso l’altro. La mostra dialoga con la storia e la funzione originaria dell’oratorio, trasformando un luogo nato per la devozione in uno spazio di riflessione sulla fragilità e sulle relazioni umane. Un progetto promosso da BAC – Burano Arte Contemporanea, che porta il linguaggio del contemporaneo nel cuore di un’isola altrimenti nota solo per la sua bellezza da cartolina.
(Segnalata da Penzo + Fiore)

COURMAYER: TRE VOLTE PISTOLETTO
Presso Les Maisons de Judith – recupero architettonico alpino adibito a spazio d’arte sito in Val Ferret (Courmayeur) – ha inaugurato il 2 agosto l’esposizione di tre opere di Michelangelo Pistoletto: Il terzo paradiso, Autoritratto di stelle e Rotazione di corpi. Come scriveva l’artista nel ‘70, “Ogni luogo deve diventare un centro”: proprio partendo da questo presupposto vediamo rappresentati in un suggestivo contesto naturale temi tra i piú cari all’autore quali la relazione uomo-natura, l’esplorazione extraterrestre, la percezione e il mutamento continuo dell’esistenza e la coscienza sociale.
(Segnalata da Isabella Maj)

NOTO: IL TEMPO DELLA LUNA
Il 30 luglio, a Noto, ha preso il via la quarta edizione di 8 albe, rassegna di arte contemporanea organizzata daDimora delle Balze. Il programma, a cura di Lucia Pietroiusti, si intitola The Time Of The Moon. Il ciclo di videoarte si struttura in cinque incontri, tra il 30 luglio e il 27 agosto, nei quali l’arte ancora una volta – e questa è la cifra della rassegna – si misura, e si reagisce, a tempi di profonda trasformazione. Per la quarta edizione di 8 Albe, The Time of the Moon raccoglie opere che abitano i tremori del presente e i momenti di frattura. Come scrive la curatrice, “mentre le certezze politiche ed ecologiche vacillano, i film si rivolgono a stati alterati dell’esperienza, dal rituale e misticismo alla visione estatica, come modalità per dare senso a un mondo in trasformazione. Muovendosi tra paesaggi interiori ed esteriori, esplorano la convergenza tra mito, narrazione e cambiamento ambientale, dove il confine tra umano e più-che-umano diventa permeabile”. In proiezione opere di Nicole L’Huillier, Patricia Dominguez, Collectivo Los Ingravidos, Jeremy Shaw, Himali Singh Soin, Cao Shu, Metahaven, Hylozoic/Desires, Jeremy Shaw, Sammy Lee, Tabita Rezaire, Fredj Moussa, Floris Schönfeld, Monica Ursina Jäger, Jeremy Shaw e Ique Langa

MONGOLIA: LE NATUROGRAFIE DI ROBERTO GHEZZI TRA LE COMUNITÀ NOMADI
Roberto Ghezzi, Mongolian Stories, Erdenesiin Khuree – Mongolian Calligraphy and Art Center, Kharkhorin, Mongolia, fino al 15 agosto
Per chi si trovasse nelle lande asiatiche, fino al 15 agosto l’artista Roberto Ghezzi è impegnato in una residenza di 45 giorni presso l’Erdenesiin Khuree – Mongolian Calligraphy and Art Center, dove presenta Mongolian Stories, progetto nato dall’incontro tra le sue Naturografie e la cultura delle comunità nomadi mongole. Da oltre vent’anni Ghezzi realizza opere “a quattro mani” con la natura, lasciando che acqua, terra, vento e vegetazione intervengano direttamente sui tessuti, trasformandoli in superfici pittoriche. In Mongolia questa ricerca si confronta con il concetto di baigal, che considera uomo e natura parte di un unico sistema, e con la tradizione della calligrafia verticale mongola. Il risultato è una mostra personale allestita nella grande ger del centro, dove la scrittura della natura e quella dell’uomo dialogano sullo stesso piano, restituendo un progetto che intreccia ricerca artistica, antropologia e paesaggio.
