L’agenda dell’arte per l’estate 2025

In Arte

Anche quest’anno Cultweek Arte va in vacanza, ma non va in vacanza l’arte: i nostri contributor ci regalano, per scelta arbitraria e in ordine sparso, ognuno una segnalazione, dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno, al mare e in montagna, nelle città d’arte e per chi resta a casa. Sperando siano buoni consigli, vi auguriamo una felice feriae augustae: ci rivediamo a settembre!

ZEHRA DOHAN AL MACC DI CALASETTA

Zehra Doğan, Light and fight, Fondazione MACC, Calasetta (SU), fino al al 30 settembre 2025

Per tutta l’estate al MACC di Calasetta, nella provincia del Sud Sardegna, è possibile visitare l’intensa mostra Light and fight dell’attivista, giornalista e artista curda Zehra Doğan, con opere che spaziano dagli emblematici disegni clandestini realizzati dall’artista durante la detenzione per motivi di opinione in un carcere turco – dove ha lavorato con materiali improvvisati come sangue mestruale, cenere, capelli e ogni altra cosa lei e le compagne di cella riuscissero a recuperare – ai tappeti della tradizione locale da lei lavorati. Fino alle struggenti bambole di stracci nate dalle mani della madre dell’artista per colmare l’incolmabile vuoto dell’assenza della figlia, per i viaggi come reporter prima, per la detenzione poi e per l’attuale esilio a Berlino. Presentata da Efisio Carbone e curata da Valentina Lixi, l’esposizione è nata in collaborazione con la Prometeo Gallery di Milano, con il supporto della Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna, ed è il risultato della residenza che Doğan ha vissuto nell’isola grazie al progetto di residenze internazionali Laboratorio Mediterraneo.

(Segnalata da Andrea Contin)

Fondazione MACC, Zehra Doğan, foto di Margherita Villani

HOPE AROUND. NEW YORK GRAFFITI A ORISTANO

HOPE AROUND. New York Graffiti, Foro Boario, Oristano, fino al 25 ottobre 2025

E se siete in viaggio lungo le coste smeraldine della Sardegna, vale davvero la pena allontanarsi per qualche ora dal mare cristallino e dirigersi verso Oristano, dove il DROMO Festival accoglie una mostra che non ha eguali in Italia. Si intitola HOPE AROUND. New York Graffiti, è curata da Fabiola Naldi e rappresenta un appuntamento eccezionale per chi ama l’arte urbana e la sua storia. Per la prima volta, viene esposta al pubblico la collezione privata di Pietro Molinas Balata, tra i più profondi conoscitori del graffiti writing americano. Un’occasione unica per immergersi nello spirito creativo e ribelle della New York degli anni Settanta, attraverso quaranta grandi opere su tela realizzate dalle figure più influenti del movimento. Un’esplosione di colore, stile e libertà che racconta una delle rivoluzioni artistiche più potenti del secolo scorso, capace di ridefinire per sempre il rapporto tra arte e spazio urbano. La mostra è un tributo visivo e documentale ai pionieri del writing, i cui segni hanno attraversato oceani per lasciare un’impronta duratura anche nelle nostre città.

(Segnalata da Camilla Sollazzo)

Aaron Garrett, Untitled (TeeBee)

TABLING EMOTION, UN’INSTALLAZIONE PER DENUNCIARE I CASI DI GIUSTIZIA NEGATA A MALTA

Tabling Emotion, un progetto di The Daphne Caruana Galizia Foundation, R Gallery, Malta, fino al 29 agosto 2025

La Fondazione Daphne Caruana Galizia, in collaborazione con R Gallery, presenta TABLING EMOTION, un’installazione artistica pop-up a cura di Andrew Borg Wirth che si pone come un atto di denuncia e di resistenza civile. Il progetto, che vede la partecipazione degli artisti Adrian Abela, Bettina Hutschek, Sebastian Tanti Burlo, Gulja Holland, Marlon Tabone e Sonia Lenzi, richiama l’attenzione su sette casi emblematici di morte non naturale avvenuti a Malta – Matthew Bartolo, Johanna Boni, Daphne Caruana Galizia, Lino Cauchi, Brian Rosso, Jean Paul Sofia ed Eleanor Walker – in cui giustizia non è stata ancora fatta o è stata gravemente ritardata. Questi casi, scelti come simbolo, rappresentano un sistema giudiziario che troppo spesso appare ostile, lento e indifferente di fronte al dolore dei cittadini.

L’installazione, attraverso la disposizione su un tavolo di oggetti personali appartenuti alle vittime, diventa un gesto diretto e senza compromessi: un invito a guardare in faccia l’ingiustizia, a non dimenticare e a pretendere risposte. Le opere dei sei artisti coinvolti, fortemente impegnati sul piano sociale, amplificano questo grido collettivo e invitano il pubblico a farsi parte attiva, testimone e portavoce della richiesta di verità e responsabilità.

(Segnalata da Teresa Antignani)

Pointe Shoes, Johanna Boni. Photo by Tracey Sammut

LOVETT/CODAGNONE AL PAC DI MILANO

Lovett/Codagnone, I ONLY WANT YOU TO LOVE ME, PAC – Padiglione Arte Contemporanea, Milano, fino al 14 Settembre

Come una giacca di pelle scura lasciata sotto il sole, la retrospettiva del duo Lovett/Codagnone è un corpo caldo, vivo, sensuale eppure oscuro; un vinile rotto, un marciapiede asfaltato in estate, la luce alogena che illumina una città deserta il 15 di Agosto.
La prima mostra antologica del duo presentata al PAC di Milano fino a metà settembre, è dedicata alle dinamiche relazionali di amore e potere che Lovett e Codagnone interpretarono a partire dai primi anni novanta. Qui la provocazione è letteralmente di casa: straordinario e domestico, notte e giorno, sesso e repressione sono opposti che si sposano nella dialettica dei lavori selezionati. Il vocabolario utilizzato, proveniente dall’immaginario erotico, LGBTQ, sadomasochista e pop, porta alla luce del sole l’ipocrisia dell’ordine normativo, perbenista, della cultura dominante.
Il risultato è una mostra ipnotica, necessaria, che in un clima ‘neo-conservatore’ rimette in discussione il ruolo che la sessualità, il pudore e l’amore gioca nelle nostre vite sociali.

(Segnalata da Thomas Bentivoglio)

After Roxy, 1998/2015 © Lovett/Codagnone. Courtesy Estate of Lovett/Codagnone

MARIO GIACOMELLI, FOTOGRAFO E POETA, A MILANO

Mario Giacomelli. Il fotografo e il poeta, Palazzo Reale, Milano, fino al 7 settembre 2025

Sono passati cent’anni dalla nascita del fotografo Mario Giacomelli. Due mostre parallele, a Milano e a Roma, celebrano la ricorrenza. L’esposizione al Palazzo Reale di Milano: “Giacomelli. Il fotografo e il poeta”, visitabile dal 22 maggio al 7 settembre, si focalizza sul legame dell’artista con la poesia. Le immagini in mostra non sono trasposizioni visive delle controparti letterarie o semplici registrazioni della realtà. I contrasti esasperati, le sovrapposizioni, il frequente sconfinamento nell’astrazione, conducono lo spettatore nella dimensione intima e introspettiva di uno  degli autori più influenti e disallineati della fotografia italiana.

(Segnalata da Filippo Robboni)


QUESTIONE I EQUILIBRIO ALLA A+B DI BRESCIA

Considering Boiler Venting, A+B, Brescia, fino al 27 Settembre 2025

A+B Gallery di Brescia ha inaugurato il 16 luglio 2025 la collettiva “Considering Boiler Venting”, una mostra che invita a riflettere sulle implicazioni della tecnologia e della conseguente tensione psicologica del nostro quotidiano. Con una selezione di opere degli artisti Linda Carrara, Karen Knorr, Alwin Lay, Tiziano Martini, Andrea Mirabelli, Markus Saile e The Cool Couple, l’esposizione si propone come uno spazio di rilascio, un vero e proprio “sfiato” necessario per evitare l’implosione di una realtà in continuo movimento. Le opere, che spaziano dalla pittura alla fotografia e al frottage, si configurano spesso come elaborazioni miste materiali e digitali, esplorando così l’inganno percettivo come metodo di conoscenza, proponendo una sfida ironica e ambigua al contesto tecnologico in cui siamo immersi. La mostra affronta la tensione materiale e intellettuale, percepita e vissuta in un’epoca dominata dall’accelerazione tecnologica. Non si tratta tuttavia di una tensione distruttiva, ma di una condizione che gli artisti riescono a regolare e controllare, presentando qui la propria riflessione visiva e intellettuale come una valvola di sfiato, che mantiene un equilibrio fragile, ma non definitivo.

(Segnalato da Federica Mariani)

Considering Boiler Venting, installation view, foto Petrò Gilberti

JACOPO BENASSI LIBERO A GENOVA!

Jacopo Benassi Libero!, Palazzo Ducale – Loggia degli Abati, Genova, fino al 14 settembre 2025

Per chi preferisce un’estate in città, Palazzo Ducale a Genova ospita Jacopo Benassi Libero!, una mostra retrospettiva dedicata a uno dei fotografi più audaci e incisivi del panorama contemporaneo, attraverso un’esplorazione complessa e complessiva del lavoro dell’Artista, dal 2018 a oggi.
Con uno sguardo graffiante privato e plateale al contempo, stratificato eppure sintetico, libero sebbene in cerca di fuga, la mostra a cura di Francesco Zanot, è aperta al pubblico fino al 14 settembre 2025.
Negli spazi della Loggia degli Abati, ci si immerge in oltre centoventi opere, attraverso un viaggio nella decostruzione del concetto stesso di fotografia. Ritratti crudi, in cui pezzi materici si uniscono, come accostamenti di pensieri, alla scena underground. Frammenti di vita quotidiana, vengono assemblati in installazioni posticce, legate assieme da un concept invisibile che prende vita nel nastro nero che le trattiene, facendole divenire un’unica icona concettuale.
In un’epoca dominata dalle immagini digitali, Benassi risponde sporcandosi le mani con un lavoro fisico, ingombrante e materico in cui le immagini diventano visioni che si scontrano, si sovrappongono e si negano, creando un dialogo potente tra ciò che si vede e tutto ciò che vi sta intorno o si cela. Un appuntamento per chi cerca un’esperienza artistica che va oltre il convenzionale.

(Segnalata da Daniela Castellucci)

Installation view Jacopo Benassi Libero! courtesy Palazzo Ducale Genova

JEFF WALL A LISBONA

Jeff Wall, Time Stands Still. Photographs, 1980-2023, MAAT, Lisbona, fino all1/9/2025

La contemporaneità nei light box di Jeff Wall. Il MAAT di Lisbona, Museo di Arte, architettura e tecnologia, presenta una grande mostra di Jeff Wall intitolata Time Stands Still. Photographs, 1980-2023, con una selezione di opere fotografiche nell’affascinante cornice del museo che si affaccia sul fiume Tago.
La mostra, che include più di 60 opere, è la prima personale dell’artista in Portogallo e una delle più ampie retrospettive mai dedicate alla sua opera.
Le fotografie presenti in mostra, quasi dei set cinematografici, spaziano da scene di vita quotidiana a tensioni e drammi inerenti alla società contemporanea, caratterizzate da una forte componente narrativa e compositiva, accentuata dalle grandi cornici, veri e propri light box, le opere sottolineano ulteriormente quanto la componente cinematografica sia importante nel lavoro di Wall.

(Segnalata da Andrea Mirabelli)


RIAPRE A BOLOGNA LA MITICA GALLERIA NEON

Nei giorni più caldi dell’anno, quando l’asfalto ribolle e gli studenti fuori sede svaniscono lentamente dalle loro tane, a Bologna accade un piccolo miracolo di cui, per ora, pochi si sono accorti — ma di cui il sottoscritto attende con viva curiosità i prossimi sviluppi. In un quartiere lontano dal frastuono del centro e dalle trappole per turisti, riapre la mitica Galleria Neon, grazie all’impegno silenzioso ma tenace di uno dei suoi storici fondatori.

Nessuna cerimonia formale, nessun evento in grande stile accompagna questo nuovo inizio; nessun articolo patinato a celebrarne i fasti passati. Solo la volontà sincera di riprendere il filo del discorso interrotto, con discrezione e determinazione. Una riapertura in punta di piedi, quasi come quella di un artigiano che, finite le ferie, solleva la saracinesca della sua bottega e torna al lavoro con la naturalezza di chi fa ciò che ama, senza ostentazioni.

Un augurio allora a Gino Gianuizi: che lo spirito che ha animato il suo percorso e quello di Neon possa continuare a rinnovarsi, regalando agli appassionati nuove, piccole leggende da vivere e raccontare.

(Segnalata da Gioele Melandri)

Foto Alessandro Zanini

IL GIARDINO DELLE RISONANZE A BOLOGNA

Il Giardino delle Risonanze, Pinacoteca Nazionale di Bologna – MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, fino al 14 settembre 2025

Sembra che oggi sia consolidata e indiscussa l’idea che la vera natura dell’uomo sia fredda e calcolatrice, crudele ed egoista. Se questo è vero, non si può però negare che esista un’altra parte altrettanto reale, anche se talvolta meno evidente: un animo creativo e passionale, legato alla natura e valori ormai latenti ai più. A dimostrarlo sono le risonanze di questi valori, rintracciabili nella poesia, nell’arte e nella cultura. E’ infatti la voglia di trovare e mettere in luce un legame tra questa stessa cultura passata e quella presente che ha portato alla realizzazione della mostra “Il Giardino delle Risonanze”. Il percorso espositivo assimila questa volontà di trovare un legame (una risonanza, appunto), con l’obbiettivo di esplorare le contraddizioni della natura umana all’interno di un evocativo giardino culturale reso vivo da opere di artisti contemporanei e del passato provenienti dalle collezioni del MAMbo e della Pinacoteca Nazionale di Bologna

(Segnalata da Riccardo Alberti)


A SCIENTIFIC ENCOUNTER: THE COMPLEX A BOLOGNA

A Scientific Encounter: The Complex, Museo di Palazzo Poggi, Bologna, fino al 31/8/2025

È in corso a Bologna la mostra ‘A Scientific Encounter: The Complex’, co-curata da Gino Gianuizzi e Wolfgang Weileder al Museo di Palazzo Poggi di Bologna. Il progetto si propone di riformulare e interpretare il rapporto tra arte e scienza, un connubio indagato sin dall’antichità. Il luogo, che ospita la preziosa collezione permanente dell’Istituto delle Scienze fondata nel 1711, presenta sale tematiche dedicate all’anatomia, alle scienze e alla storia naturale. In dialogo con questo importante patrimonio della città di Bologna, Gianuizzi e Weileder hanno chiesto a 25 artisti contemporanei tra cui Sergia Avveduti, Cuoghi Corsello, Giancarlo Norese, Maurizio Mercuri e Claudia Losi, di realizzare opere che dialogassero con la wunderkammer del Museo. Sorprendente è il contributo di Cuoghi Corsello, i due artisti hanno presentato tre opere: ‘Bambina bovina’ (2025), parte della serie di sintografie realizzate con l’intelligenza artificiale, ‘Cuore di vetro’ (2024) prodotto con il vetro soffiato e posizionato sulle vetrine degli ‘spellati’ nella sezione anatomica, e infine ‘Riva di occhi N. 2’ (2025). Monica Cuoghi durante l’inaugurazione ha esposto una teoria su come l’anima sia portata a cercare la complessità – motivo per cui nel futuro essa potrebbe trasferirsi nelle intelligenze artificiali, destinate a diventare meccanismi più articolati degli esseri umani. Questa teoria richiama la difficoltà di una catalogazione scientifica lineare e del suo naturale connubio con le arti, evidenziando che la ricerca di un’anima e di una spiritualità non sia da dispiegarsi unicamente nelle ultime.

(Segnalata da Viola Cenacchi)

Cuoghi Corsello, ‘Riva di occhi N.2’ (2025), foto di Monica Cuoghi

L’AMICIZIA TRA GUCCIONE E SASCIA A MARSALA

Piero Guccione – Leonardo Sciascia. Cronaca pittorica di una amicizia, Convento del Carmine di Marsala, fino al 19 ottobre 2025

A Marsala (Tp) dal 24 maggio al 19 ottobre 2025, il Convento del Carmine di Marsala ospita la mostra “Piero Guccione – Leonardo Sciascia. Cronaca pittorica di una amicizia”, a cura di Sergio Troisi.
L’amicizia di Leonardo Sciascia con alcuni dei pittori più importanti del Novecento italiano ha portato a un’indagine artistica dello scrittore che costruisce una critica luminosa e oggi fondamentale da leggere e rileggere. Il rapporto con Guccione, durato quasi un ventennio, è fra queste. Sarà, dunque, sicuramente interessante vedere l’intrecciarsi delle opere dell’artista con le parole dello scrittore, grazie alla presenza dei carteggi tra i due, che segna l’intreccio tra il rapporto personale e l’ininterrotta indagine sull’Arte portata avanti dallo scrittore. Tutto questo in Sicilia, terra di entrambi, l’uno di Scicli, l’altro di Racalmuto.

(Segnalata da Francesca Greco)


NO SURVIVORS, LA SPARIZIONE DELL’UMANO A SIRACUSA

NO SURVIVORS, Palazzolo Acreide, spazio San Sebastiano Contemporary/Casa Bramante, Siracusa

Si inaugurerà domenica 10 Agosto alle ore 11.00 a Palazzolo Acreide (Siracusa), presso lo spazio San Sebastiano Contemporary/Casa Bramante, la mostra NO SURVIVORS. Il progetto curato da Silvia Marzoli e Massimo Sgroi si pone il problema della possibile sparizione dell’umano alla luce del devastante inquinamento ambientale, delle catastrofiche guerre che attraversano l’intero pianeta e l’allarmante possibilità che, prima o poi, sia possibile l’olocausto nucleare. E, se a Chernobyl la natura ha ripreso completamente il proprio ciclo facendo a meno della specie umana, la mostra indaga su una possibile distopia futura che riguarda l’intero habitat. E’ un grido di allarme che l’arte, intesa come funzione sociale, lancia al mondo affinché l’umanità stessa non entri nella modalità: NO SURVIVORS. A questo progetto parteciperanno Miltos Manetas, Davide Bramante, Simon Reilly, Franco Rasma, Federica Limongelli, Jean Michel Bihorel, Damiano Errico, Luca Granato, Gabriele Di Matteo, Anna Corcione e Francesca Cimmino.

No Survivors, opera di Franco Rasma, olio su tela

DIALOGHI DAL SOTTOSUOLO, LA RESIDENZA DI VIDEO SOUND ART IN ABRUZZO

Video Sound Art festival, residenza artistica, Pollinaria (Abruzzo), dal 7 al 12 Agosto 2025

Non solo mostre: per chi ad agosto rifugge le folle, il consiglio è di guardare verso l’Abruzzo. Dal 7 al 12 agosto, Pollinaria – azienda agricola biologica e centro di ricerca attivo dal 2007 – ospita una residenza d’artista in collaborazione con il Video Sound Art Festival, festival di video-arte e arte contemporanea attivo da 15 anni a Milano, che promuove percorsi di ricerca e produzione artistica attraverso un programma di residenza. Protagonista di questa edizione è Sofia Salvatori, vincitrice dell’Open Call 2025 dal titolo “Dialoghi dal sottosuolo”, con il progetto “Tuning for Relationships. Pratiche di speleologia somatica”, dedicata all’esplorazione del sottosuolo, inteso come spazio simbolico e reale.
La ricerca intende riflettere su cosa significhi abitare il sottosuolo, luogo accogliente e protettivo, rifugio primordiale, o piuttosto spazio oscuro e minaccioso, simbolo di perdita e oblio? Un invito ad indagare il mondo ipogeo, a scavare con sguardo e corpo e riscoprire, in profondità, nuove forme di relazione. Durante la settimana sono previsti momenti di confronto: occasioni conviviali e pratiche di condivisione, per raccontare e restituire la ricerca sviluppata nel corso del lavoro sul campo. Gli esiti della ricerca saranno presentati all’interno del public program della XV edizione del Video Sound Art festival che si terrà a Milano a Novembre.

(Segnalata da Jole Martinenghi)

Nikola Uzonovski, My Sunshine, 2008, Pollinaria. Ph. Daniela D’arielli

BIRRA D’ARTISTA IN VAL D’AOSTA

Birra d’artista, domenica 24 agosto 2025 dalle 10.00 alle 18.00, La Magdeleine (AO), sentiero per Promiod

Prendete un bosco fitto di pini profumati a 1600 m e un sentiero abbastanza largo a prova di passeggino; mescolate con musica di buon gusto, qualche piuma nera degli alpini e una generosa dose di artigiani al lavoro sotto i vostri occhi, lana, pizzi, lamponi e piccoli gioielli. Amalgamate il tutto con i birrifici della Valle d’Aosta che servono i loro prodotti insieme allo street food, quello buono, che sa di polenta concia e salsicce al sugo. E per deliziare l’animo e la mente, gli scultori del legno che plasmano opere naturalistiche o costruiscono installazioni di Land Art che calzano a pennello.
Insomma l’ideale per concludere l’estate nella cornice di un paese che unisce tradizione e cultura nel più piacevole dei modi.

(Segnalata da Maria Clara Bosello)


IL SOGNO DI ICARO IN PUGLIA

NUCRÉ | Rassegna d’arte contemporanea, Il Sogno di Icaro, Scuderie del Castello Ducale – Trullo Rubina, C. da Menzella, Ceglie Messapica (BR), Puglia

La IV edizione di NUCRÉ | Rassegna di Arte Contemporanea, intitolata Il sogno di Icaro, si configura come un viaggio poetico ed emozionale che intreccia mito e architettura, territorio e immaginazione, vertigine e caduta, tensione e desiderio di elevarsi. Il progetto, che coinvolge artisti di diversa appartenenza geografica e generazi- onale, nasce da un confronto con la storia di Ceglie Messapica e prende forma, come di consueto, in due sedi – le scuderie del Castello Ducale e il Trullo Rubina –, luoghi che uniscono città e campagna, ambienti differenti ma prossimi, anzi confinanti, l’uno a segnare l’altro, a delimitarlo; due lati della stessa medaglia in cui si esplicano, in tutte le loro molteplici implicazioni, la laboriosità e la socialità umane. In mostra opere di Getulio Alviani, Sara Bichão, Pierluigi Calignano, Giuseppe Caccavale, Ornella Cardillo, Simone Carraro, Lisetta Carmi, Flatform, Sonia Leimer, Vettor Pisani, Marzia Migliora, Giacomo Segantin, Giuseppe Spagnulo, Michele Zaza e Driant Zeneli.

Nucré IV Edizione – Il Sogno di Icaro. Pierluigi Calignano, Sleeping Structure, 2025

DAVID HOCKNEY A PARIGI

David Hockney 25, Fondation Louis Vuitton, Parigi, fino all’1 settembre 2025

Presto presto presto!!! Chiuderà il 1 settembre alla Fodazione Louis Vitton di Parigi la più grande mostra dedicata al celeberrimo artista inglese David Hockney – un caso unico e speciale che, nel marasma di quella che è stata l’arte contemporanea, è riuscito a mantenere, senza troppi giri di parole, una spontaneità fanciullesca, un amore indiscriminato per la natura, per i cavalletti all’aria aperta, per le tinte dei colori, e per gli ipad. Una strada percorribile?!

(Segnalata da Aronne Pleuteri)

David Hockney, Play Within a Play Within a Play and Me with a Cigarette, 2025, Acrylic and collage on canvas 121,9 x 182,9 cm, Collection of the artist, © David Hockney. Photo © Jonathan Wilkinson

COPYIST AL CENTRE POMPIDOU-METZ DI PARIGI

Copyist, Centre Pompidou-Metz, Parigi, in collaborazione con il Musée du Louvre, fino al 2 febbraio 2025

Fino al 2 febbraio 2026 saranno in mostra al Centre Pompidou-Metz le opere di cento artisti invitati dal curatore Donatien Grau a misurarsi con la realizzazione di copie di altrettante opere presenti al Louvre.
I due curatori, Donatien Grau, consigliere per i programmi contemporanei del museo del Louvre e Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, hanno proposto, dando carta bianca in termini di possibilità di scelta delle opere da “copiare” “Immaginate una copia di un’opera a vostra scelta, proveniente dalle collezioni del Musée du Louvre”.
La risposta a questo invito è stata piuttosto eterogenea: alcuni artisti hanno optato per opere provenienti dalla collezione del Louvre e facenti parte dell’archivio non esposto attualmente, altri hanno scelto di misurarsi con opere monumentali ed altri ancora hanno scelto opere scomparse e parte della storia del Museo, o opere immateriali.

In mostra opere di Rita Ackermann, Valerio Adami, Georges Adéagbo, agnès b., Henni Alftan, Ghada Amer, Giulia Andreani, Lucas Arruda, Kader Attia, Brigitte Aubignac, Tauba Auerbach, Mathias Augustyniak, Rosa Barba, Miquel Barceló, Julien Bismuth, Michaël Borremans, Mohamed Bourouissa, Glenn Brown, Humberto Campana, Théo Casciani, Guglielmo Castelli, Ymane Chabi-Gara, Xinyi Cheng, Nina Childress, Gaëlle Choisne, Jean Claracq, Francesco Clemente, Robert Combas, Julien Creuzet, Enzo Cucchi, Neïla Czermak Ichti, Jean-Philippe Delhomme, Hélène Delprat, Damien Deroubaix, Mimosa Echard, Nicole Eisenman, Tim Eitel, Bracha L. Ettinger, Simone Fattal, Sidival Fila, Claire Fontaine, Cyprien Gaillard, Antony Gormley, Laurent Grasso, Dhewadi Hadjab, Camille Henrot, Nathanaëlle Herbelin, Thomas Hirschhorn, Carsten Höller, Iman Issa, Koo Jeong A, Y.Z. Kami, Jutta Koether, Jeff Koons, Bertrand Lavier, Lee Mingwei, Thomas Lévy-Lasne, Glenn Ligon, Nate Lowman, Victor Man, Takesada Matsutani, Paul McCarthy, Julie Mehretu, Paul Mignard, Jill Mulleady, Josèfa Ntjam, Laura Owens, Christodoulos Panayiotou, Ariana Papademetropoulos, Philippe Parreno, Nicolas Party, Nathalie Du Pasquier, Bruno Perramant, Elizabeth Peyton, Martial Raysse, Andy Robert, Madeleine Roger-Lacan, George Rouy, Christine Safa, Anri Sala, Edgar Sarin, Ryōko Sekiguchi, Luigi Serafini, Elené Shatberashvili, Apolonia Sokol, Christiana Soulou, Claire Tabouret, Pol Taburet, Djamel Tatah, Agnès Thurnauer, Georges Tony Stoll, Fabienne Verdier, Francesco Vezzoli, Oriol Vilanova, Danh Vo, Anna Weyant, Chloe Wise, Yohji Yamamoto, Yan Pei-Ming e con la partecipazione speciale di Gérard Manset

(Segnalata da Elisa Schiavina)

Cavalletto appartenuto a Delacroix, Musée National Eugéne Delacroix

NIKI DE SAINT PHALLE E JEAN TINGUELY AL GRAN PALAIS DI PARIGI

Niki de Saint Phalle, Jean Tinguely, Pontus Hulten, Grand Palais, Parigi, fino al 4 gennaio 2026

Le celebrazioni per il centenario della nascita di Jean Tinguely trovano uno dei loro momenti più significativi con l’esposizione “Niki de Saint Phalle, Jean Tinguely, Pontus Hulten”, in mostra al Grand Palais di Parigi fino alla fine dell’anno. Questa importante retrospettiva, realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou (prossimo alla chiusura temporanea per estesi lavori di rinnovamento), intreccia le storie e le pratiche artistiche di Jean Tinguely e Niki de Saint Phalle, compagni nell’arte e nella vita. A fare da filo conduttore è la figura del loro amico comune e celebre curatore Pontus Hulten, che fu anche il primo storico direttore del Centre Pompidou. Il percorso espositivo si snoda cronologicamente, animato dal movimento e dal suono incessante delle opere di Tinguely, che sbattono, scricchiolano e oscillano per l’intera durata della visita. Niki de Saint Phalle, invece, inonda di colore le sale con i suoi celebri “spari” alle tele e le sue iconiche “Nanà”, grandi figure femminili archetipe. A tenere concettualmente unita l’intera mostra è la visione di Pontus Hulten, che offre al pubblico le chiavi per contestualizzare l’opera di questi due artisti, tra i più rivoluzionari del Novecento.
Un’esperienza imperdibile è l’attivazione dell’immensa opera L’Enfer, un pétit debut (1984), un’installazione che da sola giustifica il viaggio fino a Parigi.

(Segnalato da Tatiana Palenzona)

Niki de Saint Phalle and Jean Tinguely, impasse Ronsin, Paris, 1961 © Centre Pompidou, MNAM-CCI, Bibliothèque Kandinsky/Fonds Shunk et Kender/Dist. GrandPalaisRmn. Photo Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust, all rights reserved. Gift of the Roy Lichtenstein Foundation in memory of Harry Shunk

CORPI A SOTTOMARINA DI CHIOGGIA (VE)

Corpi a Sottomarina, Interventi performativi estemporanei in spiaggia a Sottomarina di Chioggia (VE)
luglio – agosto 2025

È una non-rassegna, quella che Corpi sul palco®, performance artistiche a teatro, propone quest’anno per il suo programma di residenze Corpi 2.0®. Dopo la prima esperienza a Bienno Borgo Artisti in Valcamonica nel 2023 e al MACC di Calasetta in Sud Sardegna la scorsa estate, quest’anno Corpi a Sottomarina propone performance senza data, senza orario e senza pubblico, alla sola presenza dell’artista e del curatore. Dopo l’intervento performativo estemporaneo di Teresa Antignani, che ha picconato la battigia nella performance inedita dal titolo “Vana”, come vano è il gesto di tracciar solchi sulla sabbia, sarà presto la volta di Penzo + Fiore, duo artistico veneziano che si cimenterà in una particolare sfida alle biglie; di Aronne Pleuteri che, in cambio di due giorni di spiaggia, improvviserà la sua azione sulla sabbia; e poi Luca Francesconi, artista, produttore vinicolo e astrologo di talento; Gabriele D’Agaro, disegnatore compulsivo di salviette da bar a suon di penna Bic; Filippo Robboni, pittore rigoroso che mai prima ha affrontato la performance; la creatività tormentata del giovane artista padovano Stefano Tolusso; il suo concittadino, fotografo e filmaker Simone Falso, con famiglia al seguito; la non-artista Giulia Cauzzo, da tempo in attesa della giusta occasione per mettere in pratica la sua personale psico-magia; e Andrea Contin, artista, curatore del progetto e tarologo dilettante, impegnato a prevedere il futuro dei bagnanti. Senza un calendario, senza un pubblico, per un lettino con ombrellone e uno spaghetto alle vongole tra amici. A voi la fortuna di intercettarli in azione, altrimenti… tutto su instagram!


SALITA AL CATINO ABSIDALE DELLA CATTEDRALE DI FIDENZA

Cattedrale di Fidenza (PR), visite guidate e salita al catino absidale, ogni weekend fino a ottobre 2025

Scrisse Guido Piovene in “Viaggio in Italia”: “I frettolosi itinerari turistici, specie degli stranieri, spesso oggi omettono l’Emilia. È un gravissimo errore”. Qualche mese fa, alla prima conversazione con uno sconosciuto che avevo appena scoperto abitare a Fidenza, non nascosi il mio entusiasmo per la sua provenienza e iniziai a monologare in merito alle sculture e alle formelle che ornano la facciata del duomo cittadino, sciorinando fatti che nemmeno lo sconosciuto locale sapeva. Seguendo Piovene, doveva essere sorpreso che una forestiera conoscesse le sue zone: “Mi sa che ti ingaggerò come guida per Fidenza”, disse addirittura lui a me. Spero di poter soddisfare la sua richiesta a breve. Infatti, fino a ottobre, nell’abside della cattedrale fidentina, si potrà salire su un ponteggio che permetterà di osservare da vicino le sette sculture lì murate con Cristo, due angeli e i simboli dei quattro evangelisti. Risalenti ai primi decenni del XIII secolo e in strettissimo dialogo con quelle di analogo soggetto del battistero di Parma, le opere di Fidenza dovettero essere realizzate da un allievo di Benedetto Antelami. Quest’estate: meno mare, più arte romanica; meno montagna, più Via Emilia.

(Segnalata da Vittoria Caprotti)


HUGO PRATT E CORTO MALTESE ALLE PAPESSE DI SIENA

Hugo Pratt. Geografie immaginarie, Palazzo delle Papesse, Siena, fino al 19 ottobre 2025

Il compagno di viaggio che più manca, a me privo dell’indole al viaggio, è il mio amico Corto Maltese, il più anarchico dei figli illegittimi di Emilio Salgàri. Con lui ho viaggiato, amato, atteso, osservato, ascoltato suoni e voci, frastornato dal sapiente surplus di retorica di cui Hugo Pratt, il gigante di Venezia nato per sbaglio a Rimini, lo ha ammantato. Personaggio sinestesico, oggi Corto e suo padre Hugo ricevono dovuto omaggio al Palazzo delle Papesse di Siena, con 300 opere originali tra disegni, sculture, acquerelli, video e scenografie digitali e immersive che raccontano l’universo e il percorso evolutivo dell’artista nella più grande mostra monografica a lui dedicata.

(Segnalata da Andrea Contin)


TONY CRAGG, DANIEL RICHTER E HANS HOLLEIN DA THADDAEUS ROPAC A SALISBURGO

Daniel Richter, Hans Hollein, Tony Cregg, galleria Thaddaeus Ropac, Salisburgo

Thaddaeus Ropac, Salisburgo, ha inaugurato il 25 luglio a Villa Kast due mostre diametralmente opposte: dal colore vivo, caotico e battagliero nelle grandi tele Daniel Richter, alla pulizia brutale quanto poetica degli schizzi architettonici di Hans Hollein. La galleria presenta inoltre la prima mostra di arte contemporanea negli spazi barocchi del DomQuartier, complesso del palazzo del principe arcivescovo, dove le sculture site specific di Tony Cregg si inseriscono in un dialogo estremo e sofisticato su tempo, forma e materia.

(Segnalata da Emma Bozzi)

Tony Cragg, Level Surface, 2025

In copertina: Teresa Antignani, Vana, 2025, azione performativa estemporanea per Corpi a Sottomarina, edizione 2025 del progetto di residenze Corpi 2.0® di Corpi sul Palco®, Bagni Hardy, Sottomarina di Chioggia, 18 luglio 2025

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