La villa dei ricchi e la rivolta dei custodi. Ma la commedia finisce male

In Cinema

In “La festa è finita” di Anthony Cordier si scontrano la coppia dei padroni “democratici” di una vila nel sud della Francia e quella dei dipendenti che da lunghi anni si occupano di loro. Un conflitto di classe anche un po’ etnico, con varianti generazionali per la presenza delle figlie e di un fidanzato avvocato. Il quale aspira a una carriera legale e tenta di sfoggiare le sue doti da mediatore. Ma il plot, giocato in gran parte su toni brillanti e un sarcasmo anche agro, ha in serbo un finale choc. Un film ben scritto e sostenuto da un cast affiatato, da Laure Calamy a Elodie Bouchez ai più giovani protagonisti

Elodie Bouchez, premiata come attrice promettente qualche anno fa al Festival di Cannes per L’età acerba di Andrè Techine, poi nel cast di una cinquantina abbondante di film di autori come Dahan (per il quale ha impersonato Simone Veil) e Kechiche (nel film che lo ha rivelato, Tutta colpa di Voltaire), Leconte e Klapisch, Deville e Zonca, si è in questi ultimi tempi “specializzata” nel ruolo di ricca padrona di casa con villa sontuosa nel mezzogiorno francese alle prese con problemi sociali in cui sfoggia (a volte più, a volte meno) animo comprensivo e sensibilità sociale. Forse. Se in Enzo, accanto a Pierfrancesco Favino, l’abbiamo vista alle prese con un figlio ribelle che per fare arrabbiare i facoltosi genitori si mette a fare il muratore, in La festa è finita fa coppia coniugale con Laurent Lafitte nel fronteggiare la rivolta dei custodi-maggiordomi-cuochi-factotum della loro magione (Laure Calamy e Ramzy Bedia), esasperati dai modi democraticamente padronali dei loro datori di lavoro.

La contesa sfocia, superato uno scontro quasi fisico (il film avrà poi una svolta finale drammatica, quasi smentendo un trend sospeso tra commedia e sarcasmo, anche se un po’ cattivo) in un complesso braccio di ferro su base legale. Nel quale assume un ruolo di primo piano Mehdi (Samy Outalbali), 25enne ospite della casa durante una vacanza estiva in quanto partner di Garance, graziosa figlia dei proprietari (Noéè Abita), che mostrerà imprevedibili capacità di mediazione. Complici la sua provenienza umile e una certa intelligenza emotiva. Del resto sempre più si capisce che l’aspirante giovane avvocato mira a un posto nell’importante studio di papà (della sua ragazza). A complicare la vicenda c’è anche la figlia dei custodi (Mahia Zrouki), compagna di scuola di Garance, con la quale il film suggerisce ci sia stata (e forse ancora dura in qualche modo) pure una liaison, fisica se non sentimentale.

Scritto da Jean-Alain Laban e Steven Mitz e diretto da Anthony Cordier, regista di origini operaie  premiato qualche anno fa per il suo esordio, Douches Froides, passato come questo suo quarto film al Festival di Cannes, La festa è finita mette insieme come si vede un considerevole numero di spunti, forse anche troppi, alcuni solo accennati: dal singolare conflitto di classe che sta al centro del plot alle contrapposizioni etniche ancora presenti nel tessuto sociale francese, alla complessità delle relazioni di genere nel mondo giovane, che a volte determinano forme di incomprensione con le generazioni precedenti, i genitori in  primo luogo. La scrittura però regge tutto sommato bene e il cambio di clima finale salva il film dalla esclusiva appartenenza alla comedy francese, con i suoi lati prevedibili quantunque godibili.

Molto merito va comunque al cast, soprattutto a quello femminile, Bouchez e Calamy in primo piano, che accettano di sostenere anche qualche sfumatura un po’ marcata e prevedibile nella definizione dei personaggi. Sole e mare del Midì fanno come sempre la loro parte, in qualche modo funzionando anche da contraltare al non sempre gradevole comportamento dei protagonisti, assai poco impegnati a dissimulare, sotto la patina di modi gentili che ben preso scompaiono, un’aggressività e un cinismo sempre più evidenti. Perché quando si parla di danari da avere e non dare, dall’una e dall’altra parte della barricata, nessuno si tira mai indietro. Sfoderando astuzie e tecnicismi giuridici perfino sorprendenti.

La festa è finita, di Anthony Cordier, con Laure Calamy, Elodie Bouchez, Samy Outalbali, Laurent Lafitte,  Ramzy Bedia, Noée Abita, Mahia Zrouki     

(Visited 6 times, 1 visits today)