Con il quarto film “The Drama” il regista/sceneggiatore norvegese Kristoffer Borgli prosegue la sua esplorazione del tema dell’identità, del rapporto tra individuo e mondo. Emma e Charlie sono una coppia felice, alla vigilia delle nozze. Ma un segreto sconvolgente di lei cambia le cose. Lasciato il cinema indie europeo per un film hollywoodiano di alto budget, con Zendaya e Robert Pattinson protagonisti, l’autore mantiene le sue ambizioni perturbanti. Nel rimescolamento di piani e tempi narrativi, voci e sguardi, realtà e immaginazione, gli spettatori rischiano però un po’ di perdersi
Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson), protagonisti di The Drama di Kristoffer Borgli, sono a un passo dal matrimonio e sembrano una coppia perfettamente assortita. Belli, giovani, innamorati, si sono incontrati per caso in un bar e da allora sono diventati inseparabili. Mentre preparano la cerimonia – sfarzosa e complessa come si conviene, con tanto di passi di ballo e coreografie da provare e riprovare – scrivono e riscrivono i discorsi che dovranno pronunciare in occasione del lieto evento e ripercorrono le tappe di un amore che sembra fatto per durare. Ammesso e non concesso che riescano ad arrivare al momento del fatidico sì. Pochi giorni prima hanno infatti la malaugurata idea di andare fuori a cena con una coppia di amici, bere troppo e lasciarsi andare a un gioco tremendamente pericoloso: raccontarsi l’un l’altro la cosa peggiore che hanno fatto nella loro vita. Emma rivela così un segreto sconvolgente. E niente sarà più come prima.
Fermandoci a questo punto della trama, e aggiungendo come indizio la locandina del film dove spiccano i volti radiosi delle due star in abito nuziale, tutto farebbe pensare a una commedia romantica appena venata di sfumature drammatiche, o al massimo incline a trasformarsi prima della fine in un domestic thriller, più o meno violento, a seconda della gravità e delle possibili conseguenze del segreto attorno a cui ruota l’intera vicenda. Un segreto rispetto al quale i due protagonisti sono chiamati in qualche modo a prendere posizione. E noi (spettatori) insieme a loro. Il punto però è che The Drama non è né una commedia romantica né un thriller psicologico, pur utilizzando ampiamente ingredienti dell’uno e dell’altro genere. È un oggetto filmico decisamente più particolare, quasi inafferrabile.
E l’indizio decisivo per sapere che cosa aspettarsi (oppure no) dalla visione di questo film arriva semplicemente dal nome del suo autore: il regista e sceneggiatore norvegese Kristoffer Borgli. Un nome sconosciuto al grande pubblico, ma molto amato dai cinefili per due film piuttosto diversi ma ugualmente bizzarri e disturbanti: il crudele Sick of Myself e l’onirico e paradossale Dream Scenario. Al suo quarto film, con due divi hollywoodiani e un budget adeguato a disposizione, qualcuno potrebbe pensare che abbia semplicemente venduto l’anima alla mecca del cinema mondiale. In realtà, liquidare The Drama come una banale normalizzazione all’americana del talento di un autore nato europeo e indipendente è piuttosto scorretto e limitante.
Anche in questo secondo film prodotto da A24 e Ari Aster, Borgli ha continuato a portare avanti la sua esplorazione dell’immenso tema dell’identità, alla luce del rapporto tra il singolo individuo e il mondo che lo circonda. Un’indagine condotta con un certo gusto per la provocazione, molta intelligenza e una precisa volontà di giocare con le aspettative del pubblico. ll risultato è un film che si apre come una divertente commedia romantica e si chiude come una commedia malinconica ma non del tutto pessimista. In mezzo però c’è tutt’altro, compresi due protagonisti spesso inquadrati in modo nient’affatto glamour, tra vomito e sangue. E discorsi tutt’altro che lievi su uno degli incubi peggiori della società americana, quello delle stragi a scuola, come quella tristemente famosa di Columbine. Un tema terribilmente attuale anche in Italia, balzato agli onori della cronaca proprio in questi ultimi giorni. Negli Stati Uniti si sono accese polemiche, ancora prima dell’uscita del film.
Borgli, autore anche del soggetto e della sceneggiatura, si dimostra una volta di più autore interessante, votato a un’idea di cinema perturbante e che non lascia indifferenti. Certo, come nei film precedenti, il pericolo è quello di costruire progetti estremamente ambiziosi e poi riuscire solo in parte a chiudere il cerchio e soddisfare davvero lo spettatore più esigente. L’autore punta esplicitamente alla provocazione, a creare un diffuso senso di disagio attraverso uno straniamento sempre più radicale. E spesso ci riesce, creando un’atmosfera davvero inquietante. Ma i personaggi di cui ci racconta la storia, mettendoli in scena proprio nel momento in cui cercano disperatamente di dare un senso alla loro storia – ricominciando da capo, ancora e ancora, fino alla fine, fino all’ultimissima scena – un po’ ci affascinano e un po’ ci esasperano. Alla fine ci danno la sensazione che in questo continuo rimescolamento di piani e tempi narrativi, di voci e di sguardi, tra realtà e immaginazione, a rischiare di perdersi non sia solo lo spettatore pigro o distratto, ma proprio il senso profondo dell’intera narrazione.
The Drama – Un segreto è per sempre, di Kristoffer Borgli, con Robert Pattinson, Zendaya, Alana Haim, Mamoudou Athie, Hailey Gates