La lana merino? Date a una donna Una stanza fatta di foglie. E vedrete.

In Letteratura

Alla fine del 1700 il Nuovo Galles del Sud è una terra impervia e tutta da inventare. Per lei una donna immagina un futuro di pecore selezionate, capaci di dare una lana calda e duttile, in grado di regalare una grande fortuna economica. In un romanzo storico che prende le mosse dalla vera vita di Elizabeth Veale, Kate Grenville ricostruisce la storia di una impresa umana e commerciale. E dà un nome alla madre della lana merino. Tutto in “Una stanza fatta di foglie” pubblicato da Neri Pozza.

La storia australiana di una donna conosciuta a malapena come moglie dell’uomo più ricco e potente del Nuovo Galles del Sud: il magnate della lana merino che conquistò il mercato mondiale grazie alla qualità selezionata di questo filato.
Eppure il merito di aver scoperto la meravigliosa morbidezza e abbondanza delle pecore merinos va tutto alla sua obbediente, conformista, opaca moglie, che, tra un parto e l’altro (metterà al mondo una decina di figli), tra una coperta all’uncinetto e un sontuoso pranzo per ufficiali e notabili, selezionerà le pecore più belle, comprerà diverse razze, le incrocerà, dando vita alla favolosa, impareggiabile merino australiana.
Di lei, come di tante coraggiose eroine del Vecchio come dei Nuovi Mondi, sappiamo poco o nulla: sono tutte rimaste nascoste dietro le spesse mura delle loro case, sepolte dall’ottusa arroganza, dall’egoismo di mariti, famiglie, convenzioni sociali.


Kate Grenville, utilizza nel suo romanzo l’espediente della scoperta, avvenuta nella soffitta di un’antica residenza di Sydney, di un antico manoscritto autografo per riscattarne la memoria: così inizia Una
stanza fatta di foglie
, pubblicato da Neri Pozza, un romanzo storico che prende le mosse dalla vita di una donna realmente esistita, realmente determinante per il cambiamento di una terra, e realmente dimenticata.
Elizabeth Veale nasce nel 1766 in un piccolo villaggio del Devon, figlia di un modesto agricoltore che, rimasto presto vedovo, l’affida alle cure del pastore, che l’educa insieme a sua figlia, un po’ come la contemporanea Jane Austen.
Nel 1788 Elizabeth sposa un soldato troppo orgoglioso e superbo per le nostre umili fortune e aspettative, il sottufficiale John Macarthur, appunto. Dopo due anni, la coppia parte col figlio appena nato per la colonia penale del Nuovo Galles del Sud, appena istituita.
Come abbia fatto una giovane istruita, abituata alla tranquilla pace della campagna del Devon, ai suoi libri, alla musica, non solo a sopravvivere nella violenta, rozza, squallida colonia penale, ma a trasformarla in un’oasi di pace, di bellezza, di abbondanza, proprio non lo sappiamo.
Comunque, la placida Elizabeth dimostra una forza di carattere da far invidia alla più temeraria delle eroine di Jane Austen.
Gli australiani proclamano La nostra nazione cavalca in groppa alle nostre pecore, cioè che la lana è la struttura portante della loro economia e che John Macarthur è stato il padre dell’industria della lana. In ogni città o villaggio c’è una strada, un edificio, un parco dedicato a lui.
Ma se andiamo a verificare, lo sviluppo dell’allevamento della merino australiana avviene proprio nel periodo in cui John Macarthur era in Inghilterra per tentare di ottenere dalla Corona nuove concessione di terre, perché lui credeva ancora nell’agricoltura, nelle immense piantagioni e alla lana ancora non ci pensava.
Pare quindi che il Padre dell’industria della lana sia stato in realtà una Madre: sua Moglie.
Fu lei, lasciata con la numerosa figliolanza, di cui pare non si desse grande pensiero, a darsi invece grandissima cura dell’enorme azienda agricola; fu lei ad allevare e migliorare pecore di lana pregiata, puntando sulla selezione e sulla qualità; e fu sempre lei a gestire una manodopera composta di ex galeotti recalcitranti e violenti.
A Elizabeth, nella memoria che Grenville costruisce per lei, non viene mai in mente di scoraggiarsi; è vero che il Nuovo Galles del Sud all’inizio è un
posto veramente fetido, ma con l’aiuto dei galeotti la donna ripulisce e
organizza la sua prima baracca, pianta due fiori, e imbandisce
banchetti per i maggiorenti che il marito ambizioso e avido vuol
circuire. Presto arrivano concessioni di rhum e di spezie, presto si
diventa ricchi, si cambia casa, si acquistano terreni, si allevano
animali da cortile, bovini e ovini.
Elizabeth non fa un plissé, gestisce tutto con sicurezza e modestia:
mai innervosire il marito, mai fargli sospettare che è lei che decide
tutto.

C’è solo un punto davvero segreto nella vita di Elizabeth: l’incontro con un giovane timidissimo tenente-astronomo.
Lui vive isolato dal reggimento in una torretta su un promontorio a
scrivere mappe del firmamento, lei viene mandata dal marito a
prendere lezioni di astronomia, tanto per svagarsi un po’.

Ed Elizabeth si svaga veramente con l’imbranato tenentino: insieme,
rifugiati in Una stanza fatta di foglie, tra incantevoli tralci
di orchidee e verzure odorose, con le onde dell’oceano e i canti
degli uccelli che li cullano, scoprono le delizie degli amplessi
amorosi.