Invito al viaggio: l’arte online. In viaggio con Cézanne

In Arte

Dopo il primo appuntamento dedicato a Van Gogh, torna la rubrica “Invito al viaggio: l’arte online”, a cura di Donata Pacchetti, ricercatrice e docente di Storia dell’Arte, in collaborazione con il sito arteinunclick.com. Un invito al viaggio tra le immagini da fonti digitali, che ci offre oggi qualche suggerimento per affrontare un viaggio online alla ricerca di Paul Cézanne, il grande artista di Aix-en-Provence del quale Picasso disse “… è stato il mio unico e solo maestro”

Intraprendere un viaggio in compagnia di un artista non è sempre facile, bisogna organizzarsi con attenzione e cautela. Se poi l’artista in questione è Paul Cézanne, solitario, riservato e spesso volontariamente isolato, il viaggio si fa ancora più complesso, un po’ misterioso, ma anche straordinariamente curioso.
Chi fu Paul Cézanne? Chi è quell’artista a proposito del quale Picasso disse “… è stato il mio unico e solo maestro” e Matisse dichiarò “nell’arte moderna è indubbiamente a Cézanne che devo di più”? In che modo può aver influenzato il cubismo e aver indicato la strada alle generazioni successive? Le fonti online da me individuate e raccolte su Arte in un click possono esserci di aiuto e la prima risorsa a cui dobbiamo fare riferimento è sicuramente il prezioso catalogo ragionato The Paintings, Watercolors and Drawings of Paul Cezanne. Pubblicato dal 2014 e in continuo aggiornamento, è oggi gestito dalla Société Paul Cézanne, con sede ad Aix-en-Provence, luogo di nascita e di residenza dell’artista. È a libero accesso, chiede soltanto una breve e veloce registrazione tramite mail. Varie le voci di consultazione: catalogo – mostre – letteratura – risorse e ricerca, ciascuna dedicata a preziosi e specifici approfondimenti relativi alle varie parti del catalogo suddiviso in tre sezioni:  Dipinti , Acquerelli e Disegni e Album di schizzi . Le prime due sezioni sono ulteriormente suddivise per gruppi o temi; gli album di schizzi sono trattati separatamente, ciascuno con un proprio numero di catalogo e fogli individuali ad esso collegati.

Particolarmente importanti e straordinariamente significative sono le presentazioni delle singole opere collegate, con un semplice click, ai loro studi preparatori con una sequenza di immagini che con tecniche e supporti differenti ci coinvolgono nella genesi dell’opera e ci riconducono al lento, costruttivo e silenzioso metodo di lavoro dell’artista.

Perché la voce più chiara di Cézanne non si trova nei carteggi, nelle lettere o nei bellissimi ricordi di artisti che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e magari, se pur raramente, di osservarlo al lavoro, ma è proprio nella sua produzione, in quei disegni, acquerelli o dipinti che per tutta la vita lui definì ‘studi’. Senza una lunga e puntuale osservazione delle sue opere rischieremmo di fraintendere il suo lavoro o di imbrigliarlo in frasi precostituite non sempre del tutto illuminanti. La valenza costruttiva che ha il colore per Cézanne non trova sempre nelle parole la sua miglior spiegazione, l’artista stesso non tradusse con precisione lo scopo dei suoi studi. Particolarmente significativa può essere ad esempio una conversazione ricordata da Émile Bernard nel suo testo Souvenirs sur Paul Cézanne et Lettres, pubblicato e consultabile in Gallica, la straordinaria piattaforma digitale della Biblioteca nazionale francese:

Poi mi spiegò tutte le sue idee sulla forma, sul colore, sull’arte, sull’educazione di un artista: tutto in natura è modellato secondo la sfera, il cono e il cilindro, bisogna imparare a dipingere su queste figure semplici, poi si può fare ciò che si vuole. Ha anche detto: “Disegno e colore non sono distinti; mentre si dipinge, si disegna; più il colore è armonizzato, più il disegno diventa preciso. Quando il colore è al suo livello di ricchezza, la forma è alla sua pienezza. I contrasti e le relazioni tra i toni, questo è il segreto del disegno e della modellazione.P 39.

Paul Cèzanne: La Barque et les baigneurs 1890 c. Olio su tavola
© GrandPalaisRmn (Museo dell’Orangerie) / Hervé Lewandowski

Leggere una fonte così importante senza confrontarsi direttamente con i lavori dell’artista potrebbe essere molto rischioso: potremmo voler individuare a tutti i costi il cono, il cilindro e la sfera in ogni sua opera o pensare che usasse il colore per disegnare. Se invece prima osserviamo le sue opere e poi leggiamo la fonte possiamo capire che Cézanne volle superare l’impressionismo, alle cui prima e terza mostra prese parte negli anni giovanili (1874 – 1877), ricercando, tramite una lunga osservazione, la struttura di ciò che vedeva, unendo alla percezione visiva la ricerca mentale. Antiaccademico convinto e grande estimatore di Delacroix, rifiuta la costruzione prospettica tradizionale e cerca nel colore e nella direzione della pennellata la restituzione di forme e volumi dai contorni vibranti, che ama disporre su piani paralleli, senza trascurare la presenza dell’aria e dell’atmosfera rese da pennellate azzurre o dai colori del cielo riflessi nel paesaggio e da quelli della montagna riflessi nel cielo come avviene in alcune versioni della montagna di S. Victoire.

Sfogliando il catalogo con cura tante sue osservazioni si spiegano tramite i suoi studi come questa bellissima frase scritta al figlio Paul nel 1906:

“[….] lo stesso soggetto, visto da angolazioni differenti, offre una materia di studio così interessante e varia che credo che potrei lavorare per mesi senza cambiare posto, solo inclinandomi un po’ più a destra o un po’ più a sinistra.

Quali conseguenze straordinarie ebbe tutto ciò per Picasso e Braque ben lo sappiamo, con quel nuovo modo di osservare i volumi e di restituirne, anche solo inclinandosi un po’ più a destra o un po’ più a sinistra, diversi punti di vista. Ed ecco che allora le sue case, le sue nature morte, le sue bagnanti e le diverse figure vanno ben oltre quel cono, quel cilindro e quella sfera di cui più sopra si è detto.
Del suo metodo di lavoro ben poco sappiamo, non amava essere osservato mentre dipingeva e anche Émile Bernard nelle sue memorie fa solo un breve cenno a ciò che in via del tutto eccezionale poté osservare scrivendo:

Quel giorno ancora una volta, si mise a lavorare al suo acquerello a Sainte-Victoire. Sono rimasto accanto a lui. Il suo metodo era unico, assolutamente fuori dai mezzi abituali e di una complicazione eccessiva. Iniziò con l’ombra e con una macchia, che coprì con una seconda più traboccante, poi con una terza, fino a tutte queste sfumature, che fungono da schermi, modellano, colorando, l’oggetto. p.29

Riguardo il suo metodo di lavoro potrebbe essere molto interessante leggere la pubblicazione online A Guide to Cézanne’s Mark- Making and Materials Explore the artist’s visual vocabulary through a detailed look at his techniques, consultabile sul sito del Moma e pubblicata in occasione della mostra Cézanne Drawings tenuta al Moma nel 2021. A Guide to Cézanne’s Mark- Making and Materials propone ed analizza lo stile, la tecnica ed i supporti di alcuni disegni ed acquerelli di Cézanne soffermandosi sul segno grafico tracciato a tratteggio o con linee curve, o sugli acquerelli, talvolta realizzati sovrapponendo velature trasparenti o lasciando trasparire il segno della matita.

Altrettanto importante per conoscere Cézanne è il sito della Société Paul Cézanne. Diviso in varie sezioni, il sito vede la collaborazione di vari studiosi e presenta anche saggi di rilievo assolvendo in modo egregio al suo compito di salvaguardare, promuovere e valorizzare il lavoro dell’artista. Di particolare interesse è il saggio La théorie cézannienne de l’art et ses sources littéraires (François Chédeville | 8 maggio 2017) relativo ai rapporti fra Cézanne e alcuni scrittori del tempo (Sthendal – Balzac – Baudelaire) e ai punti in comune fra alcuni brani tratti dai testi letterari e alcuni dettagli delle opere dell’artista
Fra le ulteriori fonti proposte su Arte in un click si segnalano gli scritti di Émile Bernard, Souvenirs sur Paul Cézanne et Lettres 1921, già citato nel testo, Une conversation avec Cézanne di Emile Bernard in Mercure de France 1-6-1921 e anche quelli di Ambroise Vollard Cézanne del 1914 e Souvenirs d’un marchand de tableaux (pp 77-79 e pp 209-215) che ci accompagnano alla scoperta dell’artista partendo da due punti di vista differenti ma altrettanto significativi, quello di un artista e amico come Émile Bernard e quello di un mercante come Ambroise Vollard. Utile è anche il sito Paul Cézanne lettere e dipinti. La svolta contemporanea di Paul Cézanne I-II, raccolta di citazioni dei suoi vari epistolari fra cui quello con Emile Zola.

Paul Cézanne Ritratto di Vollard © Petit Palais / Roger-Viollet

Può bastare tutto questo per conoscere Cézanne? Dopo questo viaggio cosa abbiamo imparato? Forse più di ogni altra cosa abbiamo imparato quanto sia importante continuare ad osservare i suoi studi con calma e passione, in silenziosa contemplazione della sua lentezza, della sua tavolozza ricca di gradazioni ordinate di colori, in grado di cogliere e restituire quel punto culminante degli oggetti tanto caro all’artista e quelle sensazioni colorate, più volte citate da Cézanne che, messe l’una in relazione con l’altra, restituiscono un’ immagine che va oltre la semplice apparenza della realtà e che ci invita a spostare solo di un poco il nostro punto di vista, la nostra capacità di osservazione.
E questo senza mai trascurare tutto ciò che meglio ci può aiutare a capire. Per esempio, quante volte parlando delle ultime opere di Cézanne si è parlato di pennellate quasi astratte? Ma, quanto pesò in tutto questo la sua vista gravemente compromessa dal diabete di cui lui disse:

“Ora, quando sono vecchio, circa settant’anni, le sensazioni di colorazione che danno luce sono la causa di astrazioni, che non mi permettono di coprire la mia tela o di continuare a identificare oggetti quando i punti di contatto sono fragili e delicati; dal quale sembra che la mia immagine o tabella sia incompleta”. P.86

Paul Cézanne, Mont Sainte-Victoire, 1902–04, olio su tela, 73 x 91,9 cm
Philadelphia Museum of Art, foto: Steven Zucker, CC BY-NC-SA 2.0

Le domande restano, come è giusto che sia e si accompagnano al misterioso processo che intercorre fra la concezione di un’opera e la sua esecuzione, fra l’idea e la realizzazione, fra qualcosa che l’artista cerca e che, a volte, ancora non sa se ha davvero trovato.
Lascio ora a Picasso le ultime parole:

“La ragione per cui Cézanne era Cézanne è che si concentrava: quando si trovava davanti a un albero guardava attentamente ciò che era davanti ai suoi occhi; lo guardava con la stessa intensità di un uomo armato che punta al suo bersaglio. Se avesse fissato lo sguardo su una foglia, non la avrebbe lasciata mai andare. E dato che aveva la foglia, aveva anche il ramo. E l’albero non poteva mai sfuggire. Anche se aveva solo la foglia, ne valeva la pena. Spesso la pittura non è altro che questo… Devi metterci tutta la tua concentrazione… Oh, se solo tutti potessero fare proprio questo!” (Elisabeth Mallen the impact of Cézanne in Early cubism p.42)

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