Diverte la sfida tra Godzilla e i Titani: molte star nel contorno, francamente inutili

In Cinema

“King of the Monsters” del regista-sceneggiatore Michael Dougherty è il secondo capitolo della nuova saga del lucertolone di origine nipponica. Ben fotografato e diretto, roboante negli scontri tra animali giganteschi, zoppica un po’ nel copione, e soprattutto quando entrano in scena gli esseri umani. Peraltro impersonati da Watanabe, Farmiga, Hawkins, Chandler e dalla 15enne Billy Bobby Brown

Bentornato eco-bestione. Erano passati già cinque anni dal tuo ritorno in grande stile nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, e, diciamocelo, un po’ ci eri mancato. Solo che, se nel primo, inaspettatamente ben fatto reboot del 2014, la parola d’ordine era “lascia che la natura faccia il suo corso”, in Godzilla II – King of the Monsters di Michael Dougherty (già sceneggiatore di fiducia di Bryan Singer) la morale potrebbe essere riassunta con il più classico degli “attento a quel che desideri, potresti finire per ottenerlo”.

Perché a cominciare da un titolo che è già un programma, stavolta è tutto più grande, più corale, più cattivo, e senza un attimo di sosta. Eppure, e non è un merito da poco, questa new wave all’occidentale nella saga del lucertolone più famoso del mondo riesce, al di là dell’ovvia spettacolarità da disaster movie, a mantenere una cifra stilistica netta e riconoscibile, rendendo il prodotto finale ben più interessante di tanti suoi simili. È il segno, se non altro, di un’attenzione per la messa in scena tutt’altro che scontata visti i presupposti, a sostenere una sceneggiatura senza (letteralmente) esclusione di colpi, epica nei contenuti quanto nelle atmosfere. Al pari del suo predecessore – il primo capitolo diretto da Gareth Edwards, poi regista dell’ottimo Star Wars: Rogue One – anche questa seconda puntata ha i toni scuri e cupi di un apocalittico film del terrore, più che quelli scanzonati e fumettosi del blockbuster alla Michael Bay, preferendo dosare sapientemente i momenti più spettacolari, a cominciare dalle apparizioni di Godzilla in tutto il suo splendore.

Il mitico rettilone, tra l’altro, questa volta è in ottima compagnia: archiviate le surreali battaglie con gli inquietanti insetti giganti della prima puntata, stavolta il supercattivo è nientemeno che il ferocissimo e inarrestabile King Ghidorah, sorta di Smaug a più teste come l’Idra dei miti antichi, storica nemesi del Godzilla nipponico e della sua compagna, la farfalla Mothra. Con tutt’altro impatto, al punto che il commento semiserio scappato a qualcuno all’uscita dalla sala non potrebbe essere più veritiero: “Bel film. Sarebbe stato ancora meglio senza esseri umani”. Se Gojira e soci, soprannominati non a caso “i Titani”, danno vita a due ore abbondanti di mastodontica royal rumble e catturano immediatamente lo spettatore con il loro carisma in CGI, dall’altra parte sono proprio i personaggi in carne e ossa la parte più debole di tutta la vicenda.

Non che manchi l’impegno, al contrario: il cast, sulla carta, è indubbiamente di livello, dai sempre efficaci Ken Watanabe e Sally Hawkins alle new entries come Vera Farmiga e Kyle Chandler (che dopo le ottime interpretazioni da protagonista in Super 8 e Wolf Of Wall Street meriterebbe finalmente gli onori di pubblico e critica), fino alla star adolescente di Stranger Things Millie Bobby Brown. Spetta a quest’ultima il ruolo di occhio narrante, protagonista di un racconto in cui, però, l’uomo non può che ricoprire la parte dell’osservatore pressocché impotente davanti alla guerra tra divinità: e pur riprendendo alcuni temi già cari al film di Edwards, come la dimensione familiare e l’incontro/scontro tra uomo e natura, la sensazione è infatti che le sottotrame più “umane” siano un po’ incollate lì, pretesto quasi obbligato per sfoderare in sequenza immagini altamente suggestive in 120 minuti di botte da orbi tra draghi e dinosauri.

A maggior ragione se, come sembra, la saga sembra essere destinata a proseguire nel segno del crossover tra Warner Bros e Legendary Pictures, con l’ancor più epico Godzilla vs. Kong, previsto in uscita per il 2020 (e a tal proposito, si consiglia stavolta di non abbandonare la sala durante i titoli di coda). La speranza è che tra il demenziale Kong: Skull Island e i due Godzilla la bilancia penda decisamente a favore di questi ultimi: oltre che una festa per gli occhi degli appassionati di kaiju (i giganteschi mostri giapponesi), Godzilla II – King of the Monsters è quantomeno un prodotto di senso compiuto, con una fotografia valida, un cast ben diretto e idee interessanti. Al netto di una scrittura che spesso e volentieri traballa, il film di Dougherty è infatti soprattutto un’esperienza visiva, la cui cura per l’immagine lascia in alcuni passaggi letteralmente a bocca aperta, facendone comunque una pellicola di fantascienza un gradino al di sopra della media dei classici blockbuster ipertrofici tutti mostri e devastazione gratuita un tanto al chilo. L’ennesimo giro di giostra? Forse sì, ma ben fatto e capace, se non altro, di riconciliare qua e là con la magia del grande schermo.

Godzilla II – King of the Monsters di Michael Dougherty, con Millie Bobby Brown, Kyle Chandler, Vera Farmiga, Ken Watanabe, Sally Hawkins, Charles Dance