È il Momentum dei Calibro

In Musica

I Calibro 35 di nuovo in pista. Esce “Momentum”, il loro ultimo album presentato il 19 febbraio al Fabrique

Crescere, cambiare, muoversi per non fermarsi. Tutte ottime regole per un artista, o comunque per chi lavora nella comunicazione e nel “racconto”, sia sotto forma di musica che di altro. 

Questo pensavo all’uscita del Fabrique dopo aver visto live i Calibro 35, band che da poco ha pubblicato il nuovo album Momentum e che vede il suo successo (di critica e di pubblico) allargarsi da qualche anno a questa parte, grazie anche a diverse apparizioni tv dei suoi componenti non solo come band.

I Calibro sono dalla nascita “quelli che fanno la musica dei poliziotteschi”, ovvero la riproduzione appassionata e vintage della musica anni 70 che accompagnava i film (spesso B movie) di quel decennio così innovativo e contraddittorio. Ma fin dalla nascita sono molto altro, grazie all’intelligenza e alle capacità non comuni dei quattro musicisti più uno di tirare fuori umori, immagini, complicità emotive a più livelli. 

Da sempre i Calibro fanno altro oltre alle soundtrack: chi li conosce li ascolta a pieno volume in cuffia per costruirsi i propri universi paralleli, trovando nella loro musica ironia, fantasia, malinconia e quel po’ di male di vivere che diventa necessario quando racconti storie di questo millennio, così semplice e così duro al tempo stesso.

Il nuovo album viaggia sempre sulle stesse frequenze, aprendosi più alla black music (da sempre una delle passioni della band) e alla contemporaneità del rap, oltre che al solito meraviglioso lavoro di ricerca dei suoni e ad un groove come sempre sopra la media. E dal vivo il tutto si conferma di buona qualità, grazie anche agli ospiti – Ensi e Ghemon per rap e affini, Manuel Agnelli per il gran finale con Ragazzo di strada  dei mitici Corvi – e al “benessere” che esce dagli strumenti dei quattro, che nelle loro differenze riescono a mantenere chiaro un unico obiettivo, la creazione di musica immaginifica e moderna nel suo essere vintage.

Sia su disco che dal vivo conviene lasciarsi andare al flusso della musica: con il drumming potente e solido di Fabio Rondanini vi troverete dentro un orologio preciso che gira intorno a voi e alla vostra immaginazione, su cui poi lavorano gli altri tre in un mix di perizia tecnica e fantasia di raro livello. 

E’ come se i quattro (oltre a Rondanini ci sono Enrico Gabrielli a tastiere e fiati, Massimo Martellotta alla chitarra e Luca Cavina al basso) fossero dei vecchi compagni di classe, che si ritrovano sempre dopo le mille esperienze diverse e a cui basta uno sguardo per ritrovarsi e un altro sguardo per sfidarsi. La gara è basata sul superarsi nel racconto musicale senza perdere disciplina e compattezza… insomma un miracolo.

Dai pezzi più “nuovi” come Stan Lee con cui si aprono disco e live a brani ormai di repertorio come Giulia mon amour, il concerto decolla, anche grazie al rientro di Ghemon che canta una bella versione di  Rose Viola (sanremese nel 2019 proprio con i Calibro) e al già citato Manuel Agnelli, che nella “cumpa” della band fa la parte dell’amico affidabile della classe di fianco, con cui ci si diverte sempre parecchio.

I Calibro 35 sono una garanzia per la musica italiana moderna. Sembra uno degli slogan che loro prenderebbero in giro, ma per fortuna (sempre della musica italiana) in questo claim c’è tanta verità. Non perdeteli, se vi capitano a tiro.

Calibro 35 Momentum (Tannen Record)