Padre amoroso e figlio tossico, una doppia testimonianza che diventa film

In Cinema

“Beautiful Boy” del 41enne regista belga Felix Van Groeningen racchiude in sè due storie: quella di un padre e quella di un figlio. E la loro tormentata, struggente relazione, attraversata dalla dipendenza del ragazzo dalla metanfetamina. Ottimi i protagonisti, il giovane Timothée Chalamet (candidato a un Golden Globe), un magistrale Steve Carell, e la brava Maura Tierney nel ruolo della madre

Beautiful Boy del 41enne regista e sceneggiatore belga Felix Van Groeningen (Alabama Monroe – Una storia d’amore) è un film che racchiude dentro di sè non una bensì due storie: quella di un padre e quella di un figlio. Parallele e convergenti, magnifiche e dolorose allo stesso tempo. Entrambe sono raccontate in libri di memorie, Tweak (scritto da Nic Sheff, il figlio) e Beautiful Boy (autore David Sheff, il padre) in cui i due punti di vista si intrecciano per descrivere un problema che coinvolge venti milioni di americani maggiori di dodici anni, uccidendone in media cento all’anno. Non si tratta di persone famose, di grandi rock star, divi del cinema o simili, bensì di gente comune, piccole gocce in un oceano di persone.

Nic e David vivono insieme alla seconda moglie di David e ai loro due figli piccoli, con i quali Nic ha un bellissimo rapporto che continua tutt’ora, nonostante il lungo periodo difficile di riabilitazione dalle droghe, in particolare dalla metanfetamina, sostanza eccitante che assunta per lunghi periodi produce effetti collaterali devastanti nell’organismo umano. Il film, frutto dell’unione dei due libri, è fedele alla pagina scritta in varie forme, e alcune scene sono riproduzioni esatte di fotografie scattate dalla moglie di David durante il ricovero di Nic, nelle quali lo si vede insieme al padre.

Due sono i filoni principali del racconto: il rapporto di Nic con le droghe e quello con suo padre; il quale si sente un fallito come genitore e più in generale come uomo, dato che non riesce a far cambiare idea al figlio riguardo al suo stile di vita solo con le parole, ed è quindi costretto a iscriverlo in un centro di recupero. Ma uno degli insegnamenti trasmessi dal film è che l’amore di un genitore verso il figlio può davvero spingere a un cambiamento nella sua vita. Viene mostrata anche la relazione sentimentale del ragazzo con una sua coetanea, lei pure dipendente da droghe. Quando va in overdose, Nic si spaventa ma continua a voler dimenticare tutto e non smette di assumerle. E Van Groeningen ci dimostra in questi momenti quanto sia importante non lasciare in disparte chi è malato o vive di una dipendenza.

Beautiful Boy ha avuto un buon successo nel 2018 e il merito molto va al cast: su tutti il 23enne Timothée Chalamet nel ruolo di Nic (candidato a un Golden Globe) e Steve Carell in quello del padre, ma anche Maura Tierney (la moglie di David) è perfetta nel suo ruolo. Chalamet riesce a far percepire il proprio dolore al pubblico, trasformandolo da privato in pubblico, e il vero Nic Sheff, vedendo il film, si è detto “assolutamente strabiliato. Ho rivissuto quei momenti come fossero accaduti tre minuti prima, non pensavo che un attore così giovane potesse arrivare a tanto”. Su Steve Carell non ci sono dubbi da tempo, ma questo è uno dei ruoli più difficili che abbia mai interpretato: da padre (nella realtà) di due figli, interpretare un genitore che vive quella situazione non è affatto semplice, ma egli riesce a farlo magistralmente, mantenendo su un piano realistico le sue emozioni e facendone un esempio per molti uomini che si trovano nella stessa drammatica situazione. In sostanza, Beautiful Boy è un film da vedere non solo perché è decisamente riuscito, ma anche per godersi due ore di infinito amore.

Ultimo elemento interessante, l’”elemento droga” si sente ma non si vede: nonostante il problema centrale sia quello, non è quasi mai presente sullo schermo. Certo, ci sono due scene in cui Nic si somministra una dose, ma l’impatto non è minimamente paragonabile a quello prodotto da altri momenti a tema in film come Blow, Requiem for a Dream o Trainspotting, che ti lasciano decisamente scossi. Beautiful Boy tratta un problema gravissimo, ma non lo fa spaventando lo spettatore, e questo pure lo rende abbastanza unico nel suo genere.

Beautiful Boy, di Felix Van Groeningen, con Steve Carell, Maura Tierney, Jack Dylan Grazer, Oakley Bull, Timothée Chalamet, Amy Aquino, Carlton Wilborn, Stefanie Scott, Marypat Farrell, Timothy Hutton, Christian Convery, Kaitlyn Dever, Amy Ryan,