18 anni di regali per la figlia mai conosciuta

In Cinema

Vittoria Puccini e Edoardo Leo sono i protagonisti del film di Francesco Amato ispirato a una storia vera e toccante. Un racconto intelligente in cui si parla della riconciliazione tra una madre e una figlia che non si sono mai conosciute, dosando sentimenti e racconto al meglio

Il nuovo film di Francesco Amato 18 regali è ispirato alla storia vera di Elisa, quarantenne di Spresiano, un piccolo paese in provincia di Treviso, che prima di morire lascia alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli), di appena un anno, diciotto regali da scartare per tutti i suoi compleanni e i suoi Natali, che passerà tutti senza di lei, fino alla maggiore età. La vicenda risale al 2017 quando Elisa Girotto (Vittoria Puccini) scopre, insieme alla gravidanza, di essere affetta da un tumore al seno che non le dà speranza: da qui l’idea di anticipare le nozze con il compagno Alessio e di lasciare un’eredità alla piccola che non conoscerà mai. La quale sarà anche costretta a crescere senza i suoi consigli e il suo amore. Dopo l’infausta diagnosi, consapevole dei pochi mesi di vita rimasti, decide di trovare un modo per stare accanto alla figlia nel difficile cammino della vita.

La narrazione gioca con lo spazio e il tempo, partendo da una frase emblematica che Alessio, padre di Anna interpretato da Edoardo Leo, le dice quando ha appena compiuto otto anni e inizia a chiedersi dove si trovi sua madre. È partita per un viaggio, non nel tempo ma nello spazio. Si trova da un’altra parte, non in questa dimensione. Il tempo, però, passa inesorabile, fino all’arrivo dell’ultimo regalo, quello dei diciotto anni. Non c’è nulla da festeggiare per Anna. Un profondo senso di vuoto si fa largo dentro di lei, e fugge via da una festa di compleanno che coincide con l’anniversario della morte di Elisa. La fuga la porterà ad essere investita e a viaggiare inaspettatamente indietro nel tempo. Esattamente per diciotto anni, proprio fino al giorno della maledetta diagnosi. E lì inizierà il percorso di riconciliazione con il genitore mai incontrato. L’incontro, lo scontro, la sublimazione che permetterà a madre e figlia di recuperare un rapporto, la cui assenza ha segnato la vita di Anna.

La storia di 18 Regali è colma di cose da raccontare. Il dramma, l’addio, la voglia di combattere, il rapporto fra madre e figlia. Francesco Amato riesce a dosare alla perfezione tutto quanto, con uno script molto intelligente nello sviluppo e nella gestione. Prestando il fianco a un’emozione strappata con la forza, il film sa come toccare le corde dello spettatore ma senza mai cadere in banalità o facili scene strappalacrime. Ci si sofferma sul dolore ma si passa avanti con la stessa forza di Elisa. Il tempo è poco ma le cose da fare sono tante, dice la bravissima Puccini. C’è da lasciare qualcosa di materiale alla figlia, un ricordo tangibile della propria presenza. Paradossalmente, con l’aiuto della figlia stessa. Lo stile di Amato intende segnare lo spartiacque tra il sentimento reale e il pathos forzato, il racconto viscerale e quello spudoratamente sentimentale, raccontando una storia drammatica con estrema delicatezza e originalità.

18 regali di Francesco Amato, con Vittoria Puccini, Benedetta Porcaroli, Betti Pedrazzi, Marco Messeri, Edoardo Leo, Sara Lazzaro