I “mascheramenti” di Tobias Zielony

In Arte

Alla galleria Lia Rumma è di scena Tobias Zielony, tedesco di Wuppertal, classe 1973. In mostra, una serie di fotografie realizzate dall’artista a Kiev tra 2016 e 2017: sullo sfondo della crisi che dura ormai dal 2013, Zielony indaga con sensibilità la scena underground della capitale ucraina, tra necessita di mascheramento, resistenza e ricerca di identità.

La parola russa maskirovka, letteralmente “mascheramento”, è da tempo usata per descrivere la strategia militare utilizzata inizialmente dall’URSS per  sorprendere e confondere, in fase di conflitto, il nemico, attraverso una strategia di mimetismo che utilizzava varie forme di camuffamento e di occultamento. Questo cosiddetto “inganno militare” è tutt’oggi una delle tattiche messe in atto dalle forze speciali russe, gli “uomini verdi”, com’è successo, per esempio, durante l’occupazione della Crimea e nel conflitto ibrido iniziato nel 2013 in Ucraina.

Nella serie Maskirovka in mostra da Lia Rumma, Tobias Zielony (Wuppertal, Germania, 1974) prende spunto da questo mascheramento bellico e da quello degli attivisti politici della resistenza ucraina, come pretesto per rivolgere la propria indagine al mondo underground e queer di Kiev, città divenuta epicentro delle manifestazioni e proteste che hanno dato vita al movimento antigovernativo e rivoluzionario Euromaidan.

Tobias Zielony, Cover, 2016-2017. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli,
Copyright Tobias Zielony

La mostra ruota attorno a questa prima serie di opere realizzata tra il 2016 e il 2017. Una grande installazione video accoglie lo spettatore all’ingresso negli spazi monumentali della galleria. Immagini in stop-motion si susseguono a ritmo sincopato, quasi a ricordare le luci stroboscopiche di un club, alternando scene di vita quotidiana in spazi domestici e urbani nella periferia della città, a quelle della vita underground della capitale.

Queste ultime sono documentate dall’artista attraverso scatti che raccontano una dimensione altra, colta durante la notte e nelle primissime ore del mattino, nei club techno e all’interno della comunità LGBTQI che, nonostante la repressione politica e il clima di instabilità dovuto anche ai recenti conflitti, continua a trovare strategie di sopravvivenza e  forme di resistenza nei confronti di una società oscurantista .

Tobias Zielony, Evgenij, 2016-2017. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli, Copyright Tobias Zielony

È a partire da queste immagini in movimento che ci addentriamo in una realtà che non è stata ancora raccontata dai media e che Zielony descrive senza mai scivolare nel coinvolgimento emotivo, ma nemmeno limitandosi a uno sguardo troppo distaccato. Il tema del mascheramento non soltanto richiama la volontà di proteggere e dissimulare la propria identità, come tattica nella protesta politica, ma anche il rito nel gioco di simulazioni, di scambio identitario e di resistenza al pregiudizio, che caratterizzano i rave party della capitale.

Elemento fondante del lavoro di Tobias Zielony è da sempre l’accurata indagine sulla vita delle periferie e delle subculture giovanili. La sua ricerca si delinea così nella documentazione di realtà sociali marginali, di riti della vita ai bordi della società, dell’abuso di droghe, dell’emigrazione e  dell’integrazione. L’alienazione che pervade certe condizioni di vita nelle periferie urbane delle città tedesche, tra cui Leipzig, Francoforte, Kassel, Colonia e Berlino, è al centro del doppio slideshow in mostra, Haus der Jugend (Casa della gioventù), in cui Zielony esplora e compone insieme vari pezzi di serie fotografiche realizzate tra il 1998 e il 2005.

Tobias Zielony, Spark, 2016-2017. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli, Copyright Tobias Zielony

Protagonista del suo obbiettivo sembra qui essere la monotonia della quotidianità vissuta ai margini, dove gruppi di adolescenti e giovani si prestano a condividere con l’artista la propria dimensione, in un’epoca pre-digitale in cui ritornano elementi universali quali l’importanza della la moda e dell’appartenenza al gruppo come affermazione della propria identità.

I personaggi delle due serie in mostra si muovono così sullo sfondo di una Germania da poco riunificata, post Guerra Fredda, e di una Ucraina profondamente danneggiata dalla crisi politica contemporanea. Le epoche sono distanti, così come lo sono i contesti scelti dall’artista, il diverso approccio all’immagine e la consapevolezza delle due generazioni davanti all’obbiettivo della macchina fotografica. Tuttavia, spostandosi da un piano all’altro della galleria, l’impressione è quella di un sentire comune, della realtà che si mescola alla finzione, favorendo uno sguardo atemporale che ritrova, nella generosità di questi soggetti che condividono una dimensione intima con lo spettatore, una continuità e una dimensione profondamente umana, caratterizzata da un comune e tenace desiderio di sopravvivenza, di creazione e ricostruzione della propria identità lontano dall’incombenza pressante della realtà.

 

Tobias Zielony. Maskirovka, Milano, Galleria Lia Rumma, fino al 14 aprile. 

Immagine di copertina: Tobias Zielony, Velvet, 2016-2017. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli, Copyright Tobias Zielony