Da Trifonov a Lupu, la nuova stagione della Società del Quartetto

In Musica

Apre col giovane ma già affermato pianista russo. E proseguirà, come di consueto, con una scelta di prestigiosi esecutori. Radu Lupu, appunto, Angela Hewitt, Andras Schiff, ma anche i King’s Singers e i quartetti Artemis e Jerusalem per citarne solo alcuni. Buon Conservatorio!

Viso angelico, pelle diafana, sguardo sfuggente, di lui Martha Argerich ha detto: «Non ho mai sentito nulla di simile: la sua tecnica è scintillante e il suo tocco riesce a essere dolce e demoniaco allo stesso tempo». Sarà il pianista Daniil Trifonov, russo di Nižnij Novgorod, classe 1991, ad aprire il 17 ottobre alle ore 20,30 in punto alla sala Verdi del Conservatorio la stagione della Società del Quartetto.

Famiglia di musicisti professionisti, talento precoce e appassionato, Trifonov inizia a studiare pianoforte all’età di cinque anni e a otto si esibisce per la prima volta in pubblico, occasione durante la quale – racconta nelle interviste – perse un dente da latte, ma, determinato, portò ugualmente a termine il concerto. Dal 2000 al 2009 studia alla Scuola musicale Gnessin di Mosca nella classe di Tatiana Zelikman, per poi perfezionarsi presso il Cleveland Institute of Music sotto la guida di Sergej Babajan. Timido e insicuro ai microfoni radiofonici, quasi impacciato negli inchini di fronte al pubblico, subisce una vera e propria trasformazione nel momento esatto in cui tocca il seggiolino del pianoforte: una passione incontenibile, una generosità che non gli permette mai di risparmiarsi, un coinvolgimento emotivo tale che talvolta, forse senza accorgersene, scatta in piedi, perché rimanere seduto gli diventa impossibile. Nessun rito particolare prima dei concerti, dice. Cerca solo di dormire (e ci riesce anche bene, a sentir lui!), per recuperare più energia possibile.

La sua affermazione a livello internazionale comincia dal 2010. Svariati i riconoscimenti: in ottobre si classifica terzo al Concorso Chopin di Varsavia, primo al Concorso Arthur Rubinstein di Tel Aviv nel maggio 2011 e, appena un mese dopo, primo al Concorso Čajkovskij di Mosca.

Da allora, ovunque abbia suonato, ha incantato il suo pubblico. E “ovunque” in questo caso sta ad indicare letteralmente le sale da concerto più prestigiose del mondo: la Carnegie Hall di New York, la Wigmore Hall di Londra, il Musikverein di Vienna, la Salle Pleyel di Parigi. Nel 2016 la rivista Gramophone lo ha eletto “Artist of the year”.

Sulla musica, Daniil esprime poche, concise, ma chiare parole: i suoi prediletti, perché più vicini al suo personale sentire, sono i compositori della generazione romantica, a partire da Schubert, poi Schumann, Liszt e Chopin. Bach ama ascoltarlo. Tiene a sottolineare di essere “ancora uno studente”. Eppure, la tecnica è pienamente acquisita e si manifesta in un controllo della tastiera come raramente si può sentire. Dal pianoforte estrae esattamente ciò che vuole, in modo quasi plastico, verrebbe da dire “michelangiolesco”.

Alla potenza del suono si abbinano mirabilmente la dolcezza di spirito e la fluidità del tocco. Daniil Trifonov arriva al pubblico in maniera schietta, con il suo aspetto quasi infantile e la maturità del suo pensiero musicale. Il concerto milanese sarà un omaggio all’amato Chopin (in accordo col disco appena pubblicato Chopin evocations), svolto attraverso le musiche di Mompou, Schumann, Grieg, Barber, Čajkovskij, Rachmaninov, per arrivare, infine, ad uno dei suoi brani prediletti: la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35 del grande maestro polacco.

Se il giovane talento russo inaugura la stagione, a chiuderla, il 24 maggio 2018, sarà un altro dei più importanti pianisti del panorama internazionale: Murray Perahia, che festeggia i cinquant’anni dal debutto al Quartetto.

E ancora, tra i grandi della tastiera, András Schiff, con due programmi su Brahms, Angela Hewitt, le sorelle Labèque (a due pianoforti), Jan Lisiecki. Grande attesa per il ritorno al Conservatorio di Radu Lupu, pianista amato per la sua capacità di distillare colori sempre nuovi dai testi dei più importanti autori, con il tocco vellutato delle sue dita. Questa volta ne darà prova con un programma tutto schubertiano.

Presenti all’appello anche i virtuosi del violino. Al grande Joshua Bell, che debutta al Quartetto con il pianista Sam Haywood, in un duo ormai affiatatissimo, si aggiunge il sedicenne Daniel Lozakovich, che propone, accompagnato dal pianista di fama dichiarata Alexander Romanovsky, capolavori del classicismo viennese.
Non manca la musica da camera, con tre tra le migliori formazioni quartettistiche d’oggi: Belcea, Artemis e Jerusalem.

A scaldare il clima nel periodo natalizio tornano gli acclamatissimi King’s Singers, tra musica barocca e songs della tradizione. Gruppo “a cappella” tra i più famosi del mondo, i King’s Singer uniscono perfezione tecnica e stile, conoscenza dei classici e curiosità verso l’attualità musicale.

Ancora, Jordi Savall con la sua viola da gamba e il complesso in assetto variabile Le Concert de Nation eseguono un programma interamente dedicato alla musica francese, in particolare alla colonna sonora del film Tous les matins du monde (Alain Corneau, 1991), film che ha contribuito a far conoscere al grandissimo pubblico Jordi Savall e la musica “antica” di Marais, Rameau, Couperin, Lully e la figura misteriosa del gambista e compositore Sainte-Colombe. Il concerto sarà preceduto dalla proiezione integrale del film.

Due ensemble agli antipodi sonori: il gruppo di Europa Galante, diretto da Fabio Biondi, esegue, in una sola serata, l’integrale dei sei Concerti brandeburghesi di Bach; Divertimento Ensemble disegna un percorso che da Debussy passa per Kurtág e Maxwell, fino ad un’assoluta novità proposta dal giovane compositore Zeno Baldi.

La stagione di quest’anno fa della centralità dell’interprete e della grande musica i suoi punti di forza. Una stagione nella quale c’è un’evidente volontà, dichiarata dal direttore artistico Paolo Arcà, di unire l’antico e il nuovo, i grandi capolavori e le novità più importanti in un perfetto connubio, allo scopo di offrire al pubblico “la bellezza della scoperta al di là del semplice intrattenimento e, dunque, un reale arricchimento spirituale”.

Società del Quartetto Daniil Trifonov Sala Verdi del Conservatorio di Milano (17 ottobre)