Silent Night. Storia di una canzone in 10 cover

In Musica

Il celebre canto di Natale è stato reinterpretato migliaia di volte. Da Mahalia Jackson a Johnny Cash le versioni che vi faranno… drizzare le orecchie!

Lo ammetto. A me non piace granché fare i regali di Natale. Non giudicatemi e apprezzate la sincerità.

Questo Natale però ho avuto un’illuminazione, balenatami nel cervello mentre ero in un negozio nel quale stava passando, probabilmente per l’ennesima volta quel giorno, Silent Night cantata da Bing Crosby. Lo spirito dell’aspirante musicologa che è in me ha preso il sopravvento e mi ha costretto a un brevissimo excursus mentale e storico.

Stille Nacht, heilige Nacht è forse la canzone natalizia più famosa. Composta da Franz Xaver Gruber nel 1818, con le parole di Joseph Mohr,è stata eseguita per la prima volta la notte del 24 dicembre, nella piccola cittadina austriaca di Oberndorf bei Salzburg. È stata tradotta in circa centoquaranta lingue e nel 2011 è stata dichiarata Patrimonio orale e immateriale dell’umanità.

Distanziandosi dalla maggior parte dei canti natalizi del secolo precedente, è romantica nelle intenzioni, ma deve molto anche al linguaggio della musica popolare austriaca dell’800; allo stesso modo segue le convenzioni della musica pastorale italiana, con le sue melodiose terze e seste e il metro composto.

I diritti di questa dolce ninna-nanna sono ormai di pubblico dominio e le cover si sprecano. Lo stesso Gruber già nel 1838, quando il pezzo uscì in stampa per la prima volta, si lamentò del fatto che la melodia fosse stata leggermente cambiata. Mi domando che reazione avrebbe nel sentire una delle tante versioni metal degli ultimi anni.

Armata di una nuova energia mi sono districata in questa selva (di vischio?) musicale per selezionarne dieci versioni che forse non vi è mai capitato di ascoltare. Nessuna vi lascerà indifferenti. Le condivido volentieri con voi lettori: finalmente ho trovato il regalo di Natale che cercavo.

Mahalia Jackson

La voce della Regina del gospel riscalda più di qualsiasi coperta di guanaco che pensiate di regalare.

The Dickies

Il gruppo punk californiano è specializzato in cover irriverenti e non si smentisce nemmeno stavolta.

Dinah Washington

Rimettete negli scatoloni le decorazioni: basta questa versione del 1953 per inondare casa di atmosfera natalizia.

Blind boys of Alabama

Alla Befana niente calze, solo stivali con gli speroni.

Enya – Oíche Chiúin 

Smettete di regalare cestini di sali da bagno, per rilassarsi questa versione in gaelico è più che sufficiente.

The Staple Singers

Non siamo più negli anni Sessanta, ma il sound country soul di questo gruppo vocale del Mississippi è una macchina del tempo ben collaudata.

Johnny Cash

La leggenda narra che sia stata la prima canzone che abbia mai imparato alla chitarra e che ogni anno la dedicasse alla sua June Carter. Per inguaribili romantici.

Richard Cheese

Avete ancora qualche giorno per imparare a dimenare i fianchi su questo ritmo e per sfoggiare poi le vostre movenze durante la notte di San Silvestro.

Tuck Andress

La più fedele dal punto di vista timbrico, perché la prima versione prevedeva l’accompagnamento della chitarra.

Nick The Nightfly & The Montecarlo Nights Orchestra

Uno scozzese, il suo ukulele e la sua big band saranno il vostro volo low-cost per le Hawaii. Solo andata.

Foto di Peter Thoeny