Nelle scuole dei futuri filmaker: ma non solo

In Cinema

Civica e Centro Sperimentale, Sae, Mohole, Istituto Antonioni: viaggio tra le più note realtà che insegnano cinema a Milano, e garantiscono qualità e lavoro

Cinema di fiction e documentari, videoclip, tutorial e promo industriali, serie tv e spot pubblicitari. E soprattutto la sterminata quantità di spazi da riempire che internet ha messo a disposizione dei creatori di immagini. É in costante crescita il numero di giovani che, per ragioni professionali e/o creative, si rivolgono alle scuole di cinema per acquisire una professionalità da spendere sul mercato del lavoro, o per affinare le tecniche necessarie a garantire loro una adeguata espressione artistica. Cultweek ha indagato tra le più note realtà milanesi, mettendo a confronto su alcuni temi chiave gli studenti, i docenti e i responsabili dei corsi.

Ogni scuola cerca di sviluppare una sua peculiarità. Michael Ponta, 23 anni, ha frequentato l’Istituto Michelangelo Antonioni e dice che «dà l’opportunità di ampliare le proprie conoscenze a livello registico e recitativo. Differisce da altre accademie perché tratta di cinema a 360°, permettendo la crescita spalla a spalla di registi ed attori». Lo conferma Isotta, 21 anni, del terzo anno, secondo la quale «fornisce un insegnamento di base in tutti gli ambiti, non su uno in particolare, e questo permette di capire bene le necessità dei vari reparti di una troupe una volta che si arriva sul set, comportandosi al meglio. E ti dà la possibilità, partecipando al Busto Arsizio Film Festival, di ascoltare e confrontarti con professionisti di nome».

Noemi, 25 anni, neo-diplomata in sceneggiatura alla Civica Scuola di cinema, mette in rilievo che «questo istituto, realtà storica del territorio milanese, garantisce la presenza di professionisti di primo piano del settore, che insegnano in vari corsi d’indirizzo. Oltre alla qualità delle figure delle riferimento, confrontarsi con artisti come Gabriele Salvatores o Luca Bigazzi rende l’esperienza didattica coinvolgente e stimolante. E la strategia di applicazione delle conoscenze insegnate è proficua: si cerca di far sì che noi studenti siamo il più possibile autonomi in tutti i campi, ma si creano anche le occasioni per farci interagire lavorando a progetti comuni».

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Passando alla scuola Mohole, Riccardo, 23 anni, spiega che «si distingue per i moltissimi corsi, divisi in base alle difficoltà e alle tecniche insegnate. E il numero ridotto di studenti per ogni classe è un punto a favore per chi vuol avere con i professori un rapporto più diretto». Anche Davide, 23 anni, attribuisce ai pochi alunni l’alto numero di opportunità ricevute, e aggiunge anche una positiva flessibilità del lavoro grazie al rapporto molto informale con gli insegnanti. Sul terminale milanese del Centro Sperimentale di Cinematografiaaltra importante realtà della nostra area, Andrea Labate, ex studente del corso di regia e produzione per cinema d’impresa, e Michele Marchi, anche lui ex studente, concordano nel descriverlo come un luogo adatto non solo a percorsi accademico-didattici, ma in cui si apprende un’ampia conoscenza, “si impara a fare altro”.

I docenti concordano sulla tendenza dei loro corsi a stabilire uno stretto rapporto con la realtà professionale, e fin da subito. Andrea Castellanza e Nicola Tosi, insegnanti di Regia e Testo, e Dizione Attoriale all’Istituto Antonioni, sottolineano il valore della pratica sul campo, cioè la possibilità data agli studenti di proporsi alle produzioni attraverso un orientamento scolastico dei neodiplomati che li indirizzi verso i mestieri del regista o dell’attore. Che sia fondamentale sviluppare un’identità professionale solida, lo conferma Gianluca Castaldo, responsabile del corso di Filmmaking – Adobe Certified After Effects alla scuola Mohole; «è un obiettivo che riguarda la capacità espressiva di tutti gli studenti. Nessuno deve restare indietro, anzi lo scopo è imparare a costruirsi la propria idea, apprendendo le basi di questa professione, per poi scegliere la specializzazione più consona. Ma riuscendo anche a rivestire ruoli diversi, e ampliare il proprio portfolio di progetti”.

Secondo le richieste che vengono oggi dal mercato audiovisivo, Maurizio Nichetti, responsabile del settore artistico nella sede milanese del Centro Sperimentale di Cinematografia, chiarisce che la sua scuola “tende all’insegnamento di pratiche che tengano conto tanto dell’aspetto creativo quanto di quello produttivo, al fine di formare “realizzatori di progetti” attenti a tutti i media, in grado di comunicare una serie di formati, modi distributivi, destinati in questi anni a moltiplicarsi di continuo». Allo stesso modo la regista e docente della Civica Scuola di cinema Marina Spada ribadisce la versatilità di un’impronta accademica che si giova, sul piano artistico della collaborazione della Scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” e della Scuola Civica di Musica “Claudio Abbado”, e sul piano tecnico di supporti assai diversificati che permettono agli studenti di organizzarsi in troupe capaci di affrontare diverse tipologie di produzioni, da quelle più classiche (fiction, documentari, spot) a quelle più moderne, dinamiche (web serie, videoclip, regie mobili da concerti e show live).

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Dal lato degli studenti, Michael Ponta parla dell’Antonioni come di «una realtà che forma i ragazzi in modo professionale, consentendo loro di camminare con le proprie gambe, anche se entrare oggi nel mondo del lavoro è molto difficile». Molti studenti “sfruttano” i contatti coi professionisti passati dall’Istituto o incontrati durante gli stage offerti dalla scuola; secondo Isotta parecchi vengono aiutati dai compagni, «con cui dopo tre anni si crea un solido rapporto di fiducia». E la Civica, garantisce Noemi, «si pone come cassa di risonanza per tanti ruoli ricercati dalle case di produzione sul territorio: starà poi ai neo-diplomati usare bene le conoscenze e le esperienze dei tre anni di corso». Gli studenti della Mohole rispondono parlando delle tecniche, delle conoscenze acquisite durante gli anni di studi, sicuramente utili anche per la ricerca del lavoro e sul campo. Marco Serpenti, a proposito del Centro Sperimentale, afferma che grazie alla scuola è riuscito a instaurare ottimi rapporti, utili dopo il diploma, al momento di iniziare il percorso professionale, per costruire una rete ben solida di amici e collaboratori.

Parlando di cifre e percentuali, l’istituto Antonioni certifica un 80% circa di diplomati registi inseriti nel mondo lavorativo già sei mesi dopo il corso triennale (percentuali analoghe anche per il Sae Institute); e gli allievi attori, collegati a una compagnia e a un’agenzia, dichiarano un’attività teatrale diffusa e una buona frequenza di provini e occasioni lavorative già dopo il diploma. La Civica sostiene gli studenti nei primi due anni dopo il diploma con un servizio di placement nel mondo del lavoro. In un’indagine svolta dall’Università Bicocca nel 2013, è risultato che più del 60% dei diplomati della Civica, sei mesi dopo il titolo, è inserito nel mondo del lavoro, e secondo la propria specificità di studio.

Anche i mutamenti tecnolgici possono però spingere l’ambiente scolastico a modificare le modalità d’insegnamento. Gli insegnanti dell’Antonioni cercano di tenere aggiornati in modo pratico e teorico gli studenti, anche se essere informati in modo esaustivo su ogni novità è impossibile, e nonostante il supporto di internet, strumento efficace di condivisione, tra studenti e professori, delle ultime scoperte. Per la Civica, fondamentale sembra essere la realizzazione autonoma di prodotti filmici, perché aiuta gli studenti a percepire la rapidità dell’evoluzione tecnologica  degli strumenti di ripresa e montaggio. Per quanto riguarda la Mohole, nei cui corsi  c’è sempre un’”infarinatura” di storia della videocamera, si entra in contatto nei laboratori con apparecchiature aggiornate rispetto alle novità d’ambito tecnologico.

Docenti o responsabili avvertono i cambiamenti radicali a livello tecnico. Nichetti discute con gli studenti l’incidenza che hanno gli ultimi strumenti di ripresa, ormai alla portata di molti (go pro, droni) non solo riguardo ai punti di vista delle riprese, ma anche per la composizioni delle troupes. E Castaldo evidenzia l’invasione mediatica di canali online come YouTube, oggi supporti di molti progetti audiovisivi di successo. Marina Spada cita il corso di Nuovi Media, da tre anni presente nel curriculum didattico della Civica. I docenti riconoscono la necessità, per l’ambiente didattico, di mettersi al passo col mercato attuale, dalla micro-imprenditorialità, come la chiama Castaldo, ad altri ambiti più vasti.

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Ma una scuola non può non trasmettere i saperi, che Nichetti colloca alla base di ogni professionalità nel campo audiovisivo, e Castellanza si pronuncia per il mantenimento di un equilibrio tra l’insegnamento linguistico, narrativo, di respiro culturale, e quello tecnologico, informativo. Tosi vuole che la struttura scolastica, forte della competenza delle sue figure professionali, spinga gli studenti ad approfondire le peculiarità dei nuovi media, ad acquisire maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle tecnologie più recenti, ma sempre nel rispetto della qualità di realizzazione del prodotto filmico: come ricorda Marina Spada, ciò che conta è l’incontro tra “teste” e “visioni”, cioè la comprensione che la tecnologia senza l’uso del pensiero diventa subito obsoleta.

All’interno degli insegnamenti del settore, spesso gli allievi suggeriscono qualcosa ai loro insegnanti. Gli studenti dell’Antonioni concordano che l’ambito cinematografico sia particolarmente adatto al confronto, perché “non si finisce mai di imparare” (Ponta). Secondo Noemi, ex-Civica, lo scambio è continuo e avviene in tutti i corsi, soprattutto in quelli più ristretti dove è più forte il rapporto tra studenti e docenti, e tra colleghi. Alla Mohole, il rapporto è sempre molto informale. «Non si tratta di un vero scambio di ruoli, ma è un momento di arricchimento» (Davide). Gli studenti possono interagire, raccontare le proprie esperienze agli insegnanti e se in un lavoro hanno dei problemi i docenti o il gruppo di alunni possono aiutarli a trovare una soluzione. Un brain-storming che aiuta molto a creare idee innovative.

Anche gli studenti del Centro Sperimentale sono convinti che lo scambio di idee sia apprezzato nella loro scuola. «Come lo studente di cinema impara dal docente, i docenti più moderni sono incuriositi dal feedback che danno loro gli studenti e ciò che si apprende sulla rete viene unito all’insegnamento classico» (Andrea Labate).

L’atteggiamento vivace degli studenti piace a Castaldo, che ne condivide l’effetto costruttivo. Grazie all’aggiornamento, a quella sorta di auto-istruzione che gli allievi affiancano allo studio delle nozioni, si sviluppa secondo il docente della Mohole una rete di proposte al passo coi tempi. Stesso entusiasmo ha Tosi, fiducioso nell’arricchimento culturale e creativo che i giovani allievi possono comunicare a un docente, spesso formatosi prima del boom delle nuove tecnologie multimediali. Non si finisce mai di imparare, anche dagli studenti, dice Castellanza. Per Nichetti un docente che non sa imparare dai suoi allievi è incapace di dialogare; e se ciò vale in qualsiasi materia, è vero di più nel campo cinematografico, in cui il continuo scambio di insegnamenti assume forme numerose… persino a colpi di “selfie”.

Per saperne di più

CIVICA SCUOLA DI CINEMA, Viale Fulvio Testi 121, Milano.
Durata: Percorsi triennali/serali/corsi brevi/summer school.
Otto specializzazioni: regia, sceneggiatura, fotografia, audio, produzione, nuovimedia, montaggio, digital animation, più altre alla sessione serale.
Modalità di accesso: Esame di ammissione.
Sito: http://www.fondazionemilano.eu/cinema/

CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA  Corso di cinema d’impresa (Sede Lombardia), Viale Fulvio Testi 121, Milano (Ex Manifattura Tabacchi).
Durata: Percorso triennale.
Modalità di accesso: selezione pubblica (Bando).
Sito: http://www.fondazionecsc.it/sc_home.jsp?ID_LINK=8&area=7

SAE INSTITUTE Creative Media Institute, Via Trentacoste 14, Milano.
Durata: Bachelor of Arts Digital Filmaking, biennali di 12 mesi. Più corsi 18 mesi Ma/Msc Professional Practice (Creative Media Industries) e altri più brevi.
Modalità di accesso: Libera. Post-liceale con eventuale colloquio con docenti per orientamento personale.
Sito: http://sae.edu/ita/it

SCUOLA MOHOLE Digital Art and Communication, Via Ventura 5, Milano.
Durata: Percorsi annuali/biennali. Oppure durata personalizzabile in base alla scelta dei corsi.
Modalità di accesso: Libera. Post-liceale con eventuale colloquio con docenti per orientamento personale.
Sito: http://scuola.mohole.it/

ISTITUTO CINEMATOGRAFICO MICHELANGELO ANTONIONI Accademia di Cinema Recitazione Comunicazione, Villa Calcaterra, Via Magenta 70 (ingresso da via XI febbraio),
Busto Arsizio.
Durata: Percorsi triennali, con un primo anno comune, un secondo parzialmente profilato sui tre percorsi formativi dell’Istituto e un terzo anno specialistico nelle aree principali, regia, filmaking, recitazione per il cinema.
Modalità di accesso: Colloquio per selezione. Post-liceale.
Sito: http://www.istitutoantonioni.it/