Si può essere felici in 92 minuti? La versione di Pif-Luchetti

In Cinema

L’angelo custode (Renato Carpentieri) concede a Paolo, morto in un incidente d’auto, di tornare sulla terra per un’ora e mezza, a dire, capire, risolvere tante cose. Troppe, forse. Così i pochissimi “Momenti di trascurabile felicità” a lui concessi in più dal libro di Francesco Piccolo, cui è ispirato il film, diventano sullo schermo un’unica, profonda riflessione. Pif, sempre efficace, s’impegna in una tragicommedia piena di sorprese accanto a un’ottima partner, Thony, nel ruolo di sua moglie

Si può trascurare la felicità e vivere una vita ugualmente felice? Ma, soprattutto, che cos’è la felicità? Paolo (Pif) ha le idee molto chiare su questa tema. Il momento di più grande felicità per lui è quando passa col rosso in un incrocio che ha studiato nei minimi dettagli: ed esiste un momento esatto in cui può passare indenne, perchè il verde non c’è per nessuno. Un giorno d’estate, però, qualcosa in quel momento si inceppa e il meccanismo di perfetta felicità di Paolo si spezza.

All’improvviso, egli si ritrova in Cielo, dove incontra il suo angelo custode (Renato Carpentieri), con il quale avrà una lunga discussione il cui risultato è il suo ritorno sulla terra. Gli viene concessa un’ora e 32 minuti, non un minuto di più. Paolo è preoccupato: ci sono troppe cose che vorrebbe dire, capire, risolvere. Troppe domande esistenziali senza una risposta. Ad esempio: la luce del frigorifero si spegne quando lo si chiude? Che relazione c’è tra l’autan e lo yoga? Paolo ci fa entrare nella sua vita, intraprendendo un viaggio tragicomico tra passato e presente, tra ricerca del sé e del nulla.

Tutto questo potete vederlo in Momenti di trascurabile felicità, il nuovo film di Daniele Luchetti (Il portaborse, Mio fratello è figlio unico, La nostra vita). Per scriverlo, si è ispirato a due libri sulla felicità/infelicità scritti da Francesco Piccolo che ha firmato la sceneggiatura. Come i libri, anche il film è molto poetico, e in alcuni momenti nostalgico, aggettivo che viene affibbiato a Paolo dalla moglie (interpretata dalla bravissima Thony), la quale non riesce a capire come mai lui preferisca stare a casa con la famiglia invece che vedere una delle partite più importanti del suo amato Palermo, con gli amici al bar sotto casa.

I libri sono fatti di piccoli momenti in cui la felicità non viene percepita in quanto tale ma come semplice avvenimento. Il film è fatto di un momento di riflessione unico, profondo. Cosa succede, quindi, a Paolo, quando la felicità gli viene improvvisamente tolta, strappata via con forza dal tempo che sta per terminare, nel momento in cui deve tornare dal suo angelo custode? Quel tempo così prezioso che gli era stato donato. Come si comporterà Paolo di fronte a questa incredibile, a dire poco surreale, possibilità? Per scoprirlo, non vi resta che andare al cinema! Sarà un’ora e trentadue minuti incredibile, ve lo garantisco!

Momenti di trascurabile felicità, di Daniele Luchetti, con Pif, Thony, Renato Carpentieri, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco, Vincenzo Ferrera, Franz Cantalupo, Manfredi Pannizzo