Olivier, un maschio che vuole cambiare: i tempi moderni secondo Senez

In Cinema

Sindacalista impegnato, amoroso padre di due figli, Romain Duris si considera marito e genitore impeccabile. Finché un giorno l’esausta moglie gli apre gli occhi e parte in cerca di nuove avventure lasciandolo a casa coi ragazzini a carico. Momento di panico, ma il ragazzo è intelligente: mamma, sorella e colleghe gli spiegheranno come fa una donna a fronteggiare le infinite incombenze della vita

Nel film Le nostre battaglie la macchina da presa di Guillaume Senez, al suo secondo lungometraggio (il primo era Keeper, 2015, inedito in Italia), si concentra su Olivier (Romain Duris), sposato con Laura (Lucie Debay). Il regista racconta di una famiglia come ce ne sono migliaia: una coppia che lavora sodo per pagare il muto sulla casa e far crescere due figli, Rose ed Eliott. Olivier non è molto presente in casa a causa del suo impegno come sindacalista in una grande compagnia di spedizioni, dove lotta per difendere i suoi colleghi e cerca di salvare i lavoratori precari. Laura lavora in un piccolo negozio di abbigliamento e si occupa dell’organizzazione della vita dei bambini.

I due sposi si incrociano solo di mattina e di sera, troppo poco per parlare davvero tra loro, presi dal vortice della vita. Così i segni di malessere e insoddisfazione di Laura sono impercettibili per Olivier, sempre innamorato ma non abbastanza attento, troppo preso dai problemi professionali per aver il tempo di preoccuparsi di ciò che sta accadendo sotto il suo tetto. Così, quando Laura se ne va di casa la vita di Olivier crolla. Innanzitutto perché non capisce le sue ragioni, e poi perché il carico materiale e mentale che Laura gestiva cade inevitabilmente sulle sue spalle, costringendolo a stravolgere ogni programma di lavoro e di vita per prendersi cura dei figli.

Guillaume Senez ha voluto parlare di un argomento quasi tabù, la libertà di una donna che vuol vedere e sperimentare qualcosa di diverso e per questo sceglie di abbandonare i figli. Ma il regista offre un punto di vista innovativo, quello di Olivier, che con l’aiuto della famiglia e dei colleghi cerca di non soccombere: deve rialzarsi per trovare le parole giuste e rassicurare i suoi bambini preoccupati.

Ciò che è appassionante in Le nostre battaglie è la delicatezza con cui il regista analizza l’evoluzione del suo personaggio maschile: che non è né brutale né misogino, è semplicemente un uomo che è stato allevato con i vecchi schemi di vita familiare. Non ha mai avuto l’occasione di affrontare le difficoltà delle donne e delle madri, forse ma non ha mai nemmeno immaginato quali queste possano essere. La sua energia era dedicata ad altre lotte, i figli non erano realmente al primo posto. E quando le certezze vengono meno, non ha altra scelta se non quella di cambiare il suo punto di vista. Fortunatamente, Olivier non è solo in questo sforzo, ha attorno a sé donne importanti che lo aiuteranno: sua madre (Dominique Valadié), sua sorella, l’artista Betty (Laetitia Dosch), e anche una collega. Grazie al loro sostegno, alle idee che gli trasmetteranno, capirà le preoccupazioni delle donne, e imparerà molto pure su se stesso.

Certo, si potrebbe obiettare che questo ritratto di un uomo sembra un po’ troppo ideale; non è da tutti riuscire a mettersi così in discussione e cambiare. Ma il regista non ha voluto rappresentare una figura maschile universale, piuttosto un personaggio singolare e maldestro, un uomo vulnerabile che soffre, cade e si riprende. E Senez riesce molto bene a creare l’empatia dello spettatore verso Olivier: sentiamo ciò lui prova, la mancanza, la rabbia, la tristezza, l’angoscia. La riuscita del film sta proprio nel fatto che non giudichiamo mai Olivier, o anche Laura o altri personaggi. Al contrario, li comprendiamo.

Senza un particolare fascino stilistico ma con un’attenta caratterizzazione di personaggi, situazioni, dialoghi nelle loro sequenze narrative, Le nostre battaglie si rivela un film commovente, che riflette su molti argomenti che si compenetrano nella vita di un uomo, quali l’educazione e le relazioni, la paternità e la vita familiare, il lavoro e infine il suo posto nel mondo: riuscendo ad essere una canzone d’amore per l’umanità nella forma di un affresco dei tempi moderni.

Le nostre battaglie, di Guillaume Senez, con Romain Duris, Laure Calamy, Laetitia Dosch, Lucie Debay, Basile Grunberger, Lena Girard Voss, Dominique Valadié, Sarah Lepicard, Cédric Vieira, Marc Robert, Kris Cuppens, Jeupeu, Valentine Cadic, Francine Lorin-Blazquez, Marie-Christine Orry, Evelyne Cervera, Matthieu Loos, Raphaëlle Desplechin,