Soldato omicida, forse psicopatico: eppure senza Penn non si fa l’English Dictionary

In Cinema

“Il professore e il pazzo”, diretto dall’iraniano Fahrad Safinia, è un progetto che ha richiesto a Mel Gibson, protagonista accanto a Sean Penn, molto, troppo tempo. Così la storia dell’amicizia tra uno stimato professore e un recluso in un manicomio criminale, impegnati a fine 800 in una vera impresa editoriale, procede con molta confusione: anche se permette di raccontare vicende personali e grandi temi, come la cura della malattia mentale o la nascita di un pensiero scientista e progressista

Il professore e il pazzo, adattamento dell’opera di Simon Winchester L’assassino più colto del mondo, è incentrato sulla vera, incredibile storia che permise alla prima edizione dell’Oxford English Dictionary di venire alla luce. A metà tra biopic e dramma, il film è stato per lungo tempo tra i progetti di Mel Gibson, nonché al centro di numerose diatribe legali che ne hanno ritardato l’uscita. E che, purtroppo, hanno avuto effetti decisivi sulle sorti della pellicola, tanto da indurre il regista iraniano Fahrad Safinia a firmare perfino l’opera con uno pseudonimo, “P. B. Shemran”.

Siano nel 1878 e James Murrey (Mel Gibson) è un rispettato professore londinese, invitato dai delegati della Oxford University Press a redigere il primo dizionario realmente completo della lingua inglese. L’uomo accetta inizialmente con entusiasmo, pur sapendo che dovrà trasferirsi con moglie e figli nella piccola cittadina che ospita la nota università. Sopita l’iniziale felicità, Murrey si rende tuttavia conto dell’estrema complessità dell’operazione, che lo porterà a metterne in dubbio la riuscita.

Nel frattempo, l’ex soldato americano William Chester Minor (Sean Penn), assillato dai fantasmi della Guerra civile che l’ha visto in prima linea, uccide erroneamente un padre di famiglia, convinto che fosse un malvivente che lo perseguitava. Rinchiuso in un ospedale criminale, inizia a stringere una strana amicizia con Eliza Merrett (Natalie Dormer), la vedova dell’uomo che ha ucciso, e ricomincia a coltivare la sua passione per la lettura. In poco tempo, il destino di Murrey e quello di Minor s’intrecciano indissolubilmente, dando inizio a una collaborazione e soprattutto a un’amicizia che cambierà la vita di entrambi.

Nonostante sia raccontata con una buona dose di dinamismo, la storia appare in innumerevoli momenti estremamente fragile, incapace di costruire con coerenza una linea narrativa solida. La parte dedicata prettamente alla creazione del dizionario, teoricamente centrale ma spesso posta in secondo piano, risulta a tratti incomprensibile. Allo stesso modo, le vicende personali dei protagonisti sono restituite in modo meccanico, tanto che non si istaura una vera connessione emotiva tra loro e lo spettatore.

Molto più interessante la dinamica chiaroscurale tra la logica razionalista e progressista del mondo accademico di Oxford (riflesso della complessiva società britannica del tempo) e la vicenda di William Chester Minor: nulla di nuovo nella sterminata filmografia sui problemi psichici, ma qui la vicenda sconfina da un dramma tutto intimo e personale per approdare (con qualche approssimazione retorica) verso una sorta di denuncia sociale. Una denuncia sui generis, che addita la società del tempo come colpevole di occultamento del suo lato irrazionalista e sgradevole, perciò da nascondere o trattare con metodi clinici che solo oggi definiremmo inumani. Non è un caso che, nella generale confusione, venga sollevato il tema del trattamento clinico della malattia mentale che suscita nel pubblico più impressionabile un’indignazione moralistica.

Pur nell’impasse di alcuni momenti, Il professore e il pazzo si rivela un’opera in definitiva sofferta: tanto nella sua genesi, quanto nei sentimenti trasmessi allo spettatore. Il quale, grazie ad alcuni primissimi piani dell’accoppiata Gibson/Penn, riesce talvolta ad emozionarsi, intimorirsi e partecipare emotivamente ad un’impresa che oggi lascia spazio a più di qualche riflessione sul tempo che passa. Un tempo segnato inesorabilmente dal progresso tecnico che oggi, ironicamente, rischia di sminuire un’impresa titanica: quella di racchiudere all’interno di un vocabolario tutte le parole (inglesi).

Il professore e il pazzo, di Farhad Safinia, con Mel Gibson, Sean Penn, Eddie Marsan, Natalie Dormer, Jennifer Ehle, Steve Coogan, Stephen Dillane, Ioan Gruffudd, Jeremy Irvine, Adam Fergus, Brendan Patricks, David Crowley (II), Bryan Murray, Kieran O’Reilly, Christopher Maleki