Gelitin-Show

In Arte

“Pokalypsea-Apokalypse-Okalypseap” è la nuova personale dei Gelitin alla Fondazione Prada e il terzo capitolo di “Slight Agitation”, la serie di quattro mostre pensata per gli spazi della Cisterna dal collettivo curatoriale “Thought Council” (Shumon Basar, Cédric Libert, Elvira Dyangani Ose, Dieter Roelstraete).

Bisogna risalire ai tempi di Vitruvio per ritrovare uno dei principi universali dell’architettura occidentale, il tentativo di identificare proporzioni geometriche e matematiche relative al corpo umano, per usarle come riferimento nella pianificazione estetica e funzionale di un’opera architettonica.

Nelle sale della Cisterna alla Fondazione Prada campeggiano tre sculture-installazioni che si rifanno in apparenza alla tradizione classica, con la centralità del corpo umano come parametro fondamentale e l’uso di tre dei più noti archetipi dell’architettura celebrativa romana: l’arco trionfale, l’obelisco e l’anfiteatro. L’eloquenza e la simbologia di queste forme è ben presto disintegrata dai Gelitin, che scardinano l’essenza della simbologia del potere a cui esse fanno riferimento, ne ridicolizzano la monumentalità, rendendola esilarante e, in ultimo, più umana.

A proposito dei Gelitin l’artista inglese Liam Gillick scriveva nel 2013: Their method is accidental — their trajectory unknown. La pratica del collettivo austriaco (composto da Ali Janka, Florian Reither, Tobias Urban e Wolfgang Gantner e attivo dal 1993) è indiscutibilmente anticonvenzionale e caratterizzata dalla totale trasgressione di qualsiasi regola o codice di “normalità” all’interno del sistema dell’arte.

Il lavoro dei Gelitin è alimentato da una dinamica di gioco costante e divertimento fine a sé stesso, in cui idee apparentemente infantili e provocatorie si trasformano in performance, happening o installazioni spettacolari ed eccentriche. Basti pensare per esempio ad alcune tra le opere realizzate in Italia: se nel 2004 installavano delle vere e proprie montagne russe all’interno della galleria milanese di Massimo De Carlo (Otto Volante), nel 2011 i Gelitin creavano per la Biennale di Venezia di Bice Curiger un “padiglione” all’aperto (Some Like It Hot) il cui centro era una fornace per il vetro alimentata da un’enorme catasta di legno intorno alla quale si svolgevano spettacoli improvvisati con l’accompagnamento musicale di una band punk-rock e, infine, nel 2013 con Ritratto Analitico, performance organizzata dalla Fondazione Trussardi, il quartetto si prestava a ritrarre alcuni volontari tra gli spettatori, dipingendone il ritratto letteralmente con il culo, ovvero con un pennello infilato tra i glutei.

Per questa mostra, Pokalypsea-Apokalypse-Okalypseap, il collettivo ritorna al registro dissacrante che connota da sempre la sua ricerca. Nella sala centrale della Cisterna troviamo un arco trionfale (Arc de triomphe, 2003/2017) in versione anarchica: un gigantesco uomo nudo fatto in plastilina e teso nella posizione del ponte. A boicottare ogni possibile parvenza di sontuosità, la figura maschile esibisce un pene in erezione da cui sgorga, come in una fontana, un getto d’acqua rivolto all’indietro, che finisce nella bocca spalancata della scultura.

Un’aura irriverente avvolge anche le due altre opere esposte nelle due sale adiacenti. Un obelisco gigantesco (Iglu, 2017) fatto con blocchi di polistirolo inevitabilmente allude a un grande fallo in erezione. Infine, una scheletrica torre-anfiteatro (Fumami, 2017) invita a osservare dagli spalti di legno uno spettatore che si esibisce nel gesto, più che mai banale fuorché all’interno di una mostra, di fumare una sigaretta.

L’esibizione della nudità, l’esorcizzazione di una rigida identità di genere e l’ostentazione di attività “oscene” che coinvolgono le parti più intime del corpo, sono così alcuni tra gli elementi portanti di una pratica assolutamente radicale e beffarda. Le azioni dei Gelitin spesso trasformano lo spazio espositivo in un luogo di ritrovo, regno di caos e nonsense, permeato da un senso di fratellanza e di libidine, in cui l’esperienza della collettività diviene fondamentale al fine di costituire una consapevolezza comune, di sperimentare l’eccesso, di reinventare i significati della realtà, creando una dimensione in cui prendersi finalmente gioco delle sue regole.

 

Slight Agitation 3/4: Getilin, Fondazione Prada, fino al 26 febbraio.

Del secondo capitolo di Slight Agitation avevamo parlato qui.

Immagini della mostra “Slight Agitation 3/4: Gelitin” Fondazione Prada, Milano 20 ottobre 2017 – 26 febbraio 2018 POKALYPSEA-APOKALYPSE-OKALYPSEAP Fumami, 2017. Foto Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti. Courtesy Fondazione Prada