Elfo Puccini, nuova stagione: se son rose…

In Teatro

Rivelato il cartellone della prossima stagione del teatro Elfo Puccini: dalla seconda parte di Afghanistan a tante altre sorprese (e graditi ritorni)…

Le rose che sbocciano sui manifesti, disegnate da Kiki Smith, sono un bell’augurio per la nuova stagione del teatro Elfo Puccini che oltre ad avere un cartellone ricco di 60 titoli, e la stagione di danza di MilanOltre a far da apripista dal 27 settembre al 14 ottobre, propone la politica (e anche un po’ la poetica) degli scambi tra i teatri milanesi, idea sacrosanta che mette fine a inutili e leggendarie faide di palcoscenico.

Ma andando con ordine iniziamo dalle due grandi produzioni della stagione: il secondo tempo (in copertina, una foto della prima parte firmata LAILA POZZO) di Afghanistan (sottotitolo Enduring freedom) che debutta l’8 luglio a Napoli e poi arriverà a Milano in autunno, anche in maratona con la prima parte.

Si continua a raccontare la storia e la geografia di un paese, dal 1842 ad oggi, arrivando qui all’attualità, a momenti di suspense e di orrore, in 5 episodi di autori inglesi e americani, fra cui David Greig, la poetessa Naomi Wallace e Simon Stephens.

«Sarà – dicono Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, i direttori della sala di corso Buenos Aires insieme con Francesco Frongia – un momento più intimo di racconto, storie atroci di bambini morti, agenti segreti, amici per la pelle, finti giornalisti e anche di nomi noti come Massud, un modo per tentare di capire l’evoluzione ed involuzione di un paese difficile per noi occidentali, ricco di contraddizioni: ma è la nostra Odissea teatrale».

Un grande impegno anche di produzione, come lo sarà la bella commedia gialla thriller inglese, gran successo in patria, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte che viene da un romanzo di Mark Haddon ridotto sempre dal già nominato Stephens, spettacolo che ha già vinto molti premi, storia di un adolescente con la sindrome di Asperger.

 

 

Il tema dell’autismo torna pure, per mano al molto crescente autore attore Tindaro Granata, in Dedalo e Icaro con la compagnia Eco di fondo, gruppo emergente che ha al suo attivo già La sirenetta (regia doppia di Frongia e Ferraù). Un altro titolo atteso è Robert e Patti in forma di lettura la storia scritta da Emanuele Aldrovandi e diretta da Frongia del rapporto tra Patti Smith e Robert Mapplethorpe, rispettivamente Ida MarinelliAngelo di Genio.

Atteso anche con promessa di divertimento, La lingua langue di Frongia e Nicola Stravalaci, che avrà una anteprima in luglio e poi dà appuntamento autunnale. E per i classici (molto rivisitati), da citare Lear schiavo d’amore di Marcido Marcidorjs, Antigone di Sofocle diretta da Gigi Dall’Aglio, un Amleto take away di Casolari e con Arturo Cirillo e la sua compagnia, la Scuola delle mogli di Molière, mentre i fan di Gabriele Lavia se lo potranno godere in veste romantica mentre legge le poesie di Prévert (7-12 maggio 2019).

Sono davvero tante le proposte, molte le riprese di successi dell’Elfo recenti o meno come il bellissimo Sogno di una notte di mezza estate, cavallo di battaglia, Libri da ardere della Nothomb, L’acrobata, La tempesta, Leonardo che genio!, Una serie di stravaganti vicende, Mai morti, L’avversario di Carrère e un doppio iper british Alan Bennett monologante con Luca Torraca.

Ma quello che ci interessa è il senso di appartenenza con altri gruppi (vedi Paravidino) e altre sale, continuazione di un processo di scambio utile al panorama della città, utile commistione di talenti. Sbloccando una presunta rivalità con il Parenti, Ferdinando Bruni andrà a recitare nella sala della Shammah il Kaddish di Ginsberg, mentre all’Elfo arriva la commedia di successo Buon anno ragazzi di e con Francesco Brandi, regia di Raphael Tobia Vogel.

E continua il dare avere con il Teatro dei Filodrammatici: si riprende il brechtiano Tamburi nella notte che Frongia (a sua volta proporrà le Nuove storie italiane in sala Bausch nella prossima primavera) aveva allestito nell’altra sala, di cui sarà ospitata La scuola delle scimmie diretta da Bruno Fornasari.

Una stagione imponente, 60 titoli, 500 repliche che possono contare ora su oltre 7000 abbonati mentre nella stagione che si chiude ora gli spettatori sono stati più di centomila. Ed è molto positiva l’idea di dedicare ad alcuni artisti una piccola “personale”, una retrospettiva, una storia del loro cammino, anche se breve: si parla di Carullo-Minasi, Vetrano-Randisi, il gruppo Baby Walk, Animanera di Cassano, il Phoebe Zeigest, la trilogia di Carrozzeria Orfeo e quella sulla identità di Liv Ferracchiati, viaggio nel pianeta gender.