Hai paura della follia? Noi parliamo di Art Up!

In Arte

In anteprima su Cultweek il programma di workshop e visite guidate per il 2019 di Art Up, associazione che ha come scopo la divulgazione dell’arte e, attraverso l’arte, la promozione delle capacità personali di chi, persone con disagio psichico o visitatori e cittadini, si avvicina a questo mondo con l’idea che l’arte e lo stare insieme siano risorse che possono aumentare l’inclusione reciproca. Visite guidate per la città, workshop, convegni e visite museali per un confronto intenso e costruttivo, che permetterà a tutti di vedere i luoghi della propria città e le relazioni con gli altri e con se stessi come non le avevamo mai viste prima.

“Hai paura della follia? Noi parliamo di Arte!” È questo il motto di Art Up, gruppo di Facilitatori Arte Salute accomunati da interessi artistici e culturali che usano l’arte come mezzo di comunicazione e riflessione rispetto al proprio stato psichico, per diventare imprenditori dell’“accessibilità” e della bellezza per il cittadino. Art Up è infatti una possibilità straordinaria, sia per chi la propone che per chi la riceve, per aprirsi all’arte e all’Altro.

I Facilitatori Arte Salute di Art Up sviluppano una solida preparazione e una profonda motivazione grazie a “Affetti Effetti dell’Arte”, Corso di Formazione per persone attraversate da disagio psichico nato nel 2013 al Museo del Novecento e proseguito alla Galleria d’Arte Moderna e alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala, che promuove l’autonomia al lavoro attraverso lo studio dell’arte per soggetti a rischio di emarginazione, con lezioni condotte attraverso un metodo peer to peer tra esperte d’arte, psicoanaliste, Facilitatori e utenti dei Dipartimenti di Salute Mentale supportati da un Programma Innovativo Regionale per l’inserimento lavorativo. Un modo inclusivo per acquisire le competenze necessarie e soprattutto un seme fertile e profondo per la vera integrazione della diversità sociale, culturale e professionale dei partecipanti. E tra febbraio e maggio 2019 il workshop “Affetti Effetti dell’Arte. L’intelligenza emotiva nelle trame dell’arte” sarà aperto a tutti i cittadini alle Gallerie d’Italia, offrendo connessioni affettive e culturali insolite grazie a temi psico-antropologici presenti nelle opere, che agiranno da catalizzatori di riflessioni sul Sé e sulla relazione con l’opera d’arte.

 

 

Ma le attività di Art Up sono molteplici e tutte estremamente interessanti: oltre ai workshop, ai convegni a tutti i livelli e alle visite a musei e monumenti, vanno ricordate le interessantissime visite guidate del progetto “Tessiture inclusive. Visite guidate che illuminano i quartieri”, tre percorsi alla scoperta del patrimonio culturale delle periferie milanesi all’interno di un progetto di visite guidate e video documentari promosso dal Piano Periferie del Comune di Milano. Questi tre appuntamenti si snodano da Gorla a Viale Padova, da Porta Genova a via Magolfa e alla Chiesa di San Cristoforo, e vedono i Facilitatori impegnati nel racconto di strane costruzioni, angoli dimenticati e leggende cittadine alla scoperta del volto inedito della città.

Sono queste tutte occasioni per godere di momenti di vero piacere e di grande interesse, oltre che pretesti per superare il pregiudizio e lo stigma legato alla malattia mentale e per promuovere l’arte e la cultura come strumenti di integrazione e superamento del disagio. Le intense personalità espresse dai Facilitatori di Art Up rendono infatti ogni incontro un’esperienza umana e un’occasione di apprendimento indimenticabili. Persone motivate e preparate che, attraverso il lavoro e la relazione, riaffermano il loro diritto/dovere alla relazione alla pari, al giudizio non paternalistico, alla responsabilità individuale.

 

 

Perché dietro a ogni condizione di disagio c’è sempre e comunque una persona. Anzi, davanti, visto che il disagio è una condizione che attraversa la persona, la quale esiste però a prescindere. E non è certo attraverso la negazione o l’oblio che si affrontano problemi così importanti, come dimostrano tutti i successi e, purtroppo, gli ostacoli che la salute mentale ha riscosso e affrontato dalla rivoluzione basagliana, con la riforma e l’abolizione dei manicomi esattamente quarant’anni fa.

Come lo stesso Basaglia ribadiva a ogni occasione, una volta chiusi i manicomi (o aperti, se la si vede dal punto di vista degli internati) bisogna creare supporto, sostegno e possibilità, prospettiva troppo spesso disattesa da atteggiamenti segreganti quando non da boicottaggi veri e propri. Per uscire dall’isolamento di dolore e paura e dallo stigma sociale servono opportunità di crescita, conoscenza e condivisione, che offrono anche a chi è adagiato nella propria rassicurante normalità l’opportunità di vedere con occhi nuovi e intensi il mondo che li circonda, in un meccanismo circolare e virtuoso. Esattamente quello che da anni fanno Art Up e i suoi Facilitatori Arte Salute, neologismo che bene illustra la complessità del loro ruolo.

 

 

“Vediamo quello che sappiamo”, diceva Bruno Munari, perché la realtà è una rappresentazione, e le rappresentazioni cambiano, crescono, si evolvono con la nostra curiosità, la nostra voglia di conoscere, con l’esperienza. Ecco allora che scopriamo che davanti a una sofferenza mentale possiamo trovare lauree importanti in argomenti complessi, personalità brillanti, sensibilità acutissime quanto innate, veemenza e passionalità focose. Filtri esistenziali che cambiano completamente sguardi ormai assuefatti all’abitudine, per aprirli a una visione del mondo più aperta e più inclusiva per tutti.

 

Per informazioni: Art Up Facilitatori Arte Salute – facilitatoriartup@gmail.com