Al Martinitt tra suore e pallone

In Teatro

Assist e calci d’angolo, con previsione di tante reti, per la nuova stagione del teatro di via Pitteri

Nell’anno dell’esclusione dai Mondiali dell’Italia, grandi fantasisti vanno in scena al Teatro Martinitt. Per la stagione 2018/2019 il simbolo del teatro di via Pitteri è un calciatore. La squadra è scesa in campo e dalle parti di Lambrate si scommette alto sui fuoriclasse dello spettacolo selezionati per la nuova campagna. Un cartellone che promette di trattare temi attuali con leggerezza.

Tra condomini, conviventi, conventi, single e famiglie passa la storia d’Italia. Durante l’ormai consueto appuntamento denominato Assaggi di Stagione, gli attori delle diverse compagnie si sono avvicendati a rotazione sul palco e hanno offerto brevi sketches, sintesi delle dodici produzioni che si potranno vedere al Martinitt da settembre a inizio giugno. Alla comicità di Stefano Chiodaroli è spettato battere il calcio d’inizio. E infrangere la quarta parete. Non solo una metafora, ma un fatto.

L’attore munito di pallone autografato da tutti i protagonisti della stagione ormai alle porte ha tirato il pallone alla platea. Tifosi e partecipi gli spettatori affezionati e fidelizzati del teatro si sono contesi tra risate e querelle il gadget simbolo della nuova annata. Applausi per graditi ritorni come i Pezzi di Nerd che saranno in scena dal 25 aprile al 12 maggio. Con lo spettacolo Genitori in affitto riproporranno temi a loro cari come la convivenza tra amici, il rapporto con i genitori e il mondo del lavoro. Non senza qualche stilettata inferta da chi osserva il mondo contemporaneo e lo porta in scena pur senza giudizio.

Risate e riflessioni sui giovani che potrebbero anche ambire un giorno a diventare tronisti o protagonisti di un qualche reality. Ironia della sorte nel corso della stessa serata la Compagnia Amo ha presentato La storia d’Itaglia (video in alto), il titolo sgrammaticato già la dice lunga. In scena dal 31 al 17 febbraio, regia di Roberto D’Alessandro. Protagonista femminile Valeria Monetti che da un talent è emersa davvero. Interpreterà una professoressa autoritaria che obbligherà tre selezionati papà a cimentarsi con la realizzazione di uno spettacolo scritto da tre alunni delle superiori. La quarta parete è stata infranta anche in occasione di questo assaggio di première.

Il pubblico è stato spinto ad alzarsi in piedi e a cantare l’inno d’Italia. Uno spirito unitario e patriottico è calato sulla platea e a fare da teleprompter a probabili vuoti di memoria il mimo (chissà se voluto o improvvisato) della Monetti che si è indicata la folta chioma.

Uno spettacolo che annuncia riflessioni e gags gradite al pubblico. In tempo di esclusione dai Mondiali, porgere considerazioni sulla storia d’Italia non è male. A strappare sorrisi e pensieri sulla condizione socio-politica nazionale (ma verrebbe da dire, forse, non solo) ci riuscirà il testo scritto da Antonio Cornacchione, Andrea Zalone (conosciuto ai più come l’autore – “spalla” di Crozza) e Francesco Freyrie.

In L’ho fatto per il mio Paese, un uomo disilluso, licenziato e senza più un tetto (personaggio interpretato da Cornacchione) decide di rapire la Ministra (docente universitaria, sposata con un finanziere ricchissimo, decisa a buttarsi in politica per amore del suo Paese, ma anche di se stessa). Da questo incontro/scontro si scatenerà una tragicommedia. A parlare di affitti e (im)probabili convivenze anche L’inquilino (27 settembre -14 ottobre).

Un triangolo di relazioni e un mistero da risolvere diretto da Roberto D’Alessandro: Massimo è in crisi economica e non sa come pagare le rate dell’affitto. Un’amica, Chiara, sarà la sua garante e lo aiuterà a trovare qualcuno con cui dividere le spese per la casa. Arriva un uomo Vincenzo, ma chi sarà davvero ? Una nuova vicenda che ha per protagonista un altro Massimo è L’Operazione (in scena da metà a fine marzo 2019). Lo spettacolo scritto e diretto da Stefano Reali è ambientato sulla soglia della semi-finale dei Mondiali di calcio del 1990, una delle pagine di cronaca e storia calcistica più discusse per quella partita giocata a Napoli.

Argentina batte Italia (4 a 3). A giocare per l’Argentina Diego Armando Maradona. Un ossimoro o un’ironica coincidenza della sorte. Sullo sfondo di uno dei Mondiali più chiacchierati sulle pagine sportive, due pazienti di un ospedale, compagni di stanza, dissertano sulla futilità di un intervento a cui si dovrebbe sottoporre uno dei due. Massimo dovrebbe essere operato ai legamenti in giovane età, pena l’esclusione dalla possibilità di giocare ancora a calcio, ma chi dice la verità? Tra menzogne, inganni e colpi di scena l’autore delinea una commedia piena di umanità sullo sfondo di un traffico commerciale di letti ospedalieri. Al centro non la malasanità, ma i rapporti e le relazioni tra le persone. Tra gli interpreti Nicolas Vaporidis.

A proposito di relazioni e debolezze umane diversi gli spettacoli da segnalare: Chat a due piazze, produzione Cromofilm srl e Lea Martino e regia di Gianluca Guidi (18 novembre – 4 novembre), Singles diretto da Rodolphe Sand (spettacolo che accompagnerà gli spettatori durante le feste natalizie), Niente è come sembra di Piero Ferrarini, diretto da Guido Ferrarini. Tre spettacoli che parlano di amore e di esilaranti equivoci.

A proposito di relazioni, imperdibile Cognate di Eric Assous, diretto da Piergiorgio Piccoli. Una cena di famiglia con un invito a sorpresa. Meschinerie, rancori, ripicche e imprevedibili nuove alleanze condurranno a un finale inaspettato. Applausi per questa produzione Teatro de Gli Incamminati e Theama Teatro (non si scordano l’interpretazione e la voce di Anna Zago). Tra gli interpreti Anna Valle, Guenda Goria, Denise Marzari, Nicolò Scarparo (in scena a fianco di Roberto Herlitzka in Minetti per la regia di Roberto Andò), Daniele Berardi e Marco Barbiero.

Al centro della stagione 2018/2019 del Martinitt non mancano storie che coinvolgono le suore. In Suore nella tempesta viene ripercorsa la storia. Nel 1944 le truppe naziste invadono l’Italia. E al convento di via Monginevro di Torino bussano tutti: tedeschi e persone in cerca d’aiuto. Tra stenti, bombardamenti americani, sorveglianza delle S.S. le sorelle riusciranno ad affrontare la loro traversata, nonostante le intemperie degli eventi. Scritto, interpretato e diretto da Alessandro Fullin (foto in copertina).

Altro contesto quello che vede protagoniste Ussi Alzati (attrice e direttrice del teatro Martinitt), Paola Giacometti, Monica Faggiani e Alessandra Ierse. Spie in missione è la storia di alcune sorelle missionarie che decidono di aiutare la giovane Chivi. Ragazza incinta che lavora per un locale come ballerina, ma in realtà sfruttata come prostituta. Le suore vogliono aiutarla e sventare il racket. Suor Maria, Suor Ida, Suor Piera e Madre Luisa prendono l’iniziativa e danno vita a Operazione Maddalena. Sotto copertura, travestite da prostitute s’infiltreranno negli ambienti da denunciare.

Una vicenda noir invece è quella prodotta da AB Management. 39 scalini, ispirata alla pellicola di Hitchcock del 1935, coinvolge quattro attori che rappresenteranno 40 personaggi tra cui oggetti inanimati. Gli interpeti: Alessandro di Somma, Diego Migeni, Yaser Mohamed e Marco Zordan.

Ad aprire la stagione del Martinitt, a settembre la rassegna Dance Explosion 2018. Quattro gli spettacoli in programma: Plasma, Dancing in New York, Scarpa | Shoe-run e Company Swing Fever.

Il pallone è stato lanciato, gli attori sono andati a segno, i gol si annunciano numerosi.

 

Programmazione completa